BACINO
Concavità della crosta terrestre. Può ospitare acque marine (bacino marittimo) o laghi (bacino lacustre) o l’insieme delle valli che convogliano le acque a un fiume collettore (bacino fluviale). All’interno dei continenti si hanno grandi bacini racchiusi da catene montane, talora senza sbocco al mare (bacini endoreici).
(Fonte : A COME AMBIENTE - TOURING CLUB ITALIANO)


BACINO IDROGEOLOGICO
Zona della crosta terrestre nella quale si raccolgono e sono convogliate le acque meteoriche e selvagge che penetrano in profondità; differisce sia dal b. idrografico sia dal b. orografico in quanto lo spartiacque è sotterraneo e il suo andamento dipende dalla morfologia del terreno, dall'orientamento stratigrafico delle rocce impermeabili e dalla dinamica dei corsi sotterranei. Il b. idrogeologico alimenta le falde acquifere.
(Fonte : ENCICLOPEDIA SCIENTIFICA TECNICA GARZANTI)


BACINO IDROGRAFICO
Il territorio dal quale le acque pluviali o di fusione delle nevi e dei ghiacciai, defluendo in superficie, si raccolgono in un determinato corso d'acqua direttamente o a mezzo di affluenti, nonché il territorio , delimitata da una cintura montuosa o collinare che funge da spartiacque, che può essere allagato dalle acque del medesimo corso d'acqua, ivi compresi i suoi rami terminali con le foci in mare ed il litorale marittimo prospiciente; qualora un territorio possa essere allagato dalle acque di più corsi d'acqua, esso si intende ricadente nel bacino idrografico il cui bacino imbrifero montano ha la superficie maggiore. Il bacino termina in un punto del fiume detto "sezione di chiusura", in cui transitano tutte le acque che defluiscono dal monte. (L.183/89)
(Fonte : ARPAC; GLOSS. ENI)


BACINO OROGRAFICO
Regione che presenta caratteri geologici uniformi e che è delimitata da un rilievo facente parte dello stesso sistema.
(Fonte : ENCICLOPEDIA SCIENTIFICA TECNICA GARZANTI)


BACINO SCOLANTE
Area geografica definita dall'insieme dei corpi idrici che defluiscono all'interno della laguna di Venezia.
(Fonte : AGENDA 21)


BAR
Unità di misura della pressione con particolare riferimento a gas metano. 1 bar=0,987 atmosfera.
(Fonte : GLOSS. META S.p.A. Modena)


BARENA
Dosso sabbioso delle lagune che emerge dall'acqua con la bassa marea. SIN: bassofondo.
(Fonte : ARPAV)


BARRIERA ARTIFICIALE DI CONTENIMENTO
Struttura posta a salvaguardare una determinata zona dall’invasione di un prodotto inquinante o ad isolare una zona inquinante dall’ambiente esterno.
(Fonte : GLOSS. ENI)


BARRIERA ARTIFICIALE MARINA
Struttura sommersa, costruita mediante accumulo di elementi di varia natura e tipologia (blocchi di roccia, elementi di calcestruzzo, relitti e rottami metallici, ecc.) per proteggere determinate aree di fondale pianeggiante dalle attività di pesca a strascico e costituire nel contempo una zona di riproduzione e protezione per gli organismi bentonici che possono trovarvi tane e rifugi.
(Fonte : GLOSS. ENI)


BARRIERA CORALLINA
Struttura naturale costituita dall’accrescimento di coralli, madreporari e altri celenterati coloniali marini che fissano il carbonato di calcio contenuto in soluzione nell’acqua marina, costruendo vere e proprie cordigliere subacquee. Queste possono giungere fino alla superficie, costituendo ambienti di laguna comunicanti con il mare aperto e ospitanti un denso popolamento biocenotico (Biocenosi), ricco di specie e di individui.
(Fonte : GLOSS. ENI)


BARRIERA MICROBIOLOGICA
Sistema di bonifica delle acque sotterranee che consiste nell’iniezione di aria in pressione sotto la falda (Acqua di falda), per incrementare la concentrazione di ossigeno nell’acqua ed accelerare la degradazione biologica dei contaminanti organici, mediante microrganismi presenti.
(Fonte : GLOSS. ENI)


BARRIERE FONOASSORBENTI
Barriere acustiche dotate di particolari accorgimenti e materiali in grado di assorbire l’energia acustica su di essi incidente. La capacità di assorbire energia da parte dello schermo viene indicata dal coefficiente di assorbimento, definito come il rapporto fra l’energia assorbita e quella incidente su una superficie unitaria di barriera.
(Fonte : GLOSS. ENI)


BASELINE AMBIENTALE
Insieme delle condizioni di stato e di qualità ambientale, nonché dei processi di trasformazione in atto, relativi al sistema ambiente nel suo complesso ed alle diverse componenti ambientali, prima della realizzazione dell’opera in progetto.
(Fonte : GLOSS. ENI)


BASI DI SCAMBIO
Cationi del suolo (Ca, Mg, Na e K) presenti nel complesso di scambio.
(Fonte : ARPAV)


BASIC NEEDS
Soddisfacimento dei bisogni fondamentali. Possono essere intesi in termini materiali (sicurezza, benessere) o in termini qualitativi (libertà, identità); i loro confini possono espandersi fino a contenere il bisogno di un equilibrio ecologico; vanno relativizzati, in qualche misura, alla storia (e al potere d’acquisto della moneta) delle singole esperienze; debbono spingersi fino alla totale soppressione di medie statistiche, che non ci dicono quanti soggetti raggiungono effettive soglie di sopravvivenza, ma debbono fare i conti col patrimonio statistico esistente.
(Fonte : STREAMS - TREVISIOL)


BAT
Best Available Technology. La più efficiente ed avanzata tecnologia, industrialmente disponibile in quel momento sul mercato ed applicabile in condizioni tecnicamente valide, in grado di garantire un elevato livello di protezione dell’ambiente nel suo complesso. E’ interessante notare come, nella Direttiva 96/61/CE sulla prevenzione e la riduzione integrata dell’inquinamento, rientrino in questa definizione anche le modalità di progettazione, costruzione, manutenzione, esercizio e dismissione di un impianto. L’applicazione della migliore tecnologia disponibile per la riduzione e l’abbattimento dell’inquinamento generato dall’esercizio di un impianto è la base sulla quale il legislatore fissa i valori limite di emissione degli inquinanti. Le imprese cosiddette sostenibili, dovrebbero sistematicamente far ricorso alle BAT.
(Fonte : GLOSS. ENI)


BATIALE
Ambiente marino esteso tra 200 e 3.000 metri (secondo alcuni autori 2.500, secondo altri 4.000). Occupa la zona della scarpata continentale. Le condizioni ambientali sono molto più variabili e variate in questo ambiente che in quello abissale contiguo, per le fluttuazioni nei ritmi sedimentari, nei livelli di ossigenazione delle acque, nell’idrodinamismo, negli effetti delle frane sottomarine e delle correnti di torbida lungo la scarpata.
(Fonte : GLOSS. ENI)


BATTERI
Microrganismi procarioti di tipo vegetale, come le alghe, ma privi di clorofilla. Alcuni batteri sono patogeni, ossia apportatori di malattie, e devono quindi essere accuratamente eliminati dalle acque per uso potabile. Più numerose sono le specie innocue o utili: vanno ricordati i batteri nitrificanti, che trasformano l’ammoniaca in nitrito e questo in nitrato; i batteri denitrificanti, che riducono l’ammoniaca ad azoto elementare; i batteri solforiducenti ed i solfossidanti, che possono trasformare rispettivamente i composti solforati in acido solfidrico e in acido solforico; i batteri ferrici, che trasformano i composti di ferro disciolti in idrossido ferrico.
(Fonte : GLOSS. ENI)


BATTERI IDROCARBURO OSSIDANTI
Batteri capaci di utilizzare gli idrocarburi come fonte di carbonio, degradandoli. L’elevata presenza di questi batteri riflette l’esposizione all’inquinamento da prodotti petroliferi.
(Fonte : GLOSS. ENI)


BATTERIE ESAUSTE
Per accumulatori al piombo (o batterie di accumulatori) esausti s’intendono quelli provenienti da batterie per l’avviamento di autoveicoli, per la trazione di alcuni mezzi di trasporto e/o sollevamento, per l’alimentazione di reti telefoniche e di telecomunicazione e per l’alimentazione degli impianti dei treni. L’elevata possibilità di recupero di alcuni materiali e l’elevato rischio ambientale, connesso alle fasi di smaltimento, hanno spinto il legislatore a regolamentare la gestione delle batterie esauste. La legge 9 novembre 1988, n. 475, ha istituito il Consorzio obbligatorio delle batterie al piombo e dei rifiuti piombosi (COBAT). Tale legge prevede che "chiunque detiene batterie al piombo esauste e rifiuti piombosi è obbligato al loro conferimento al Consorzio direttamente o mediante consegna a soggetti incaricati del Consorzio". Al COBAT è quindi demandata la normale attività di raccolta, nonché di riciclaggio.
(Fonte : GLOSS. ENI)


BEI
Indici biologici di esposizione. Rappresentano valori di riferimento da utilizzare nella pratica dell’Igiene Industriale per la valutazione dei rischi per la salute. Gli indicatori biologici di esposizione rappresentano i valori del livello di un determinato indicatore che è possibile riscontrare in campioni biologici prelevati da lavoratori sani, esposti a livelli di concentrazione del tossico nell’aria dell’ordine di grandezza dei limiti negli ambienti di lavoro TLV-TWA.
(Fonte : ARPAV)


BENCHMARKING
Processo continuo di misurazione di prodotti, servizi e procedure aziendali mediante il confronto con i concorrenti più forti o con le imprese riconosciute leader nel settore. Le principali fasi del benchmarking sono: - conoscere le proprie attività operative; - conoscere le imprese leader o concorrenti; - imparare ed incorporare il meglio.
(Fonte : GLOSS. GALGANO & ASSOCIATI)


BENCHMARKING COMPETITIVO
Valutazione che identifica il rapporto sforzi-risultati dei concorrenti su temi specifici e permette di prevedere le strategie di altre imprese in vista di nuovi orientamenti legislativi.
(Fonte : GLOSS. GALGANO & ASSOCIATI)


BENCHMARKING INTERNO
Valutazione applicata attraverso interviste e audit presso stabilimenti produttivi, sedi e filiali amministrative e commerciali. Attraverso il benchmarketing interno vengono rilevate informazioni sulle emissioni, sui consumi di materie prime, sull'assetto tecnologico e sugli aspetti gestionali. Queste aree rappresentano, infatti, i fattori chiave per il conseguimento di obiettivi di eccellenza ambientale.
(Fonte : GLOSS. GALGANO & ASSOCIATI)


BENEFICIO AMBIENTALE
Aumento del livello di benessere collettivo dovuto ad un miglioramento della qualità dell’ambiente. Il termine viene anche comunemente utilizzato per indicare semplicemente un miglioramento relativo a una o più componenti ambientali.
(Fonte : GLOSS. ENI)


BENTHOS
Complesso degli organismi vegetali (fitobenthos) e animali (zoobenthos) che vivono ancorati sul fondo marino, come i coralli e le madrepore, o liberi e dotati di capacità di spostamento autonomo, oppure infossati nei sedimenti incoerenti, dove scavano tane e gallerie dando origine alle bioturbazioni.
(Fonte : GLOSS. ENI)


BENTONICO
Detto di organismo vivente in stretta prossimità e dipendenza del fondo marino.
(Fonte : GLOSS. ENI)


BENZENE
Idrocarburo di formula C6H6 a struttura esagonale (atomi di carbonio e 6 atomi di idrogeno). E’ il composto-base della classe degli idrocarburi aromatici, dal caratteristico odore pungente; a temperatura ambiente volatilizza assai facilmente. E’ la sostanza aromatica con la struttura molecolare più semplice (un solo anello). E’ presente nel petrolio greggio e viene prodotto in alcuni processi di raffinazione, per cui si ritrova in piccole quantità anche nella benzina. Ad essa apporta qualità ottaniche, migliorandone le prestazioni. E’ largamente utilizzato come solvente e come materia prima chimica (resine, esplosivi, ecc.). E’ un prodotto tossico per il sistema nervoso centrale in caso di esposizioni elevate ed è classificato cancerogeno per lunghe esposizioni. studi recenti hanno portato a stime del valore medio di esposizione professionale al benzene (addetti a impianti petrolchimici e a distributori di carburanti) di un ordine di grandezza inferiore al limite di 1 p.p.m. (pari a 3,25 mg/mc) definito dalla Direttiva 97/42. I valori medi di esposizione della popolazione stimati consistono in un ordine di grandezza inferiore all’esposizione professionale: la componente principale dell’esposizione non professionale al benzene risulta il fumo.
(Fonte : GLOSS. ENI; ARPAV)


BENZINA
Qualunque distillato di petrolio corrispondente ai seguenti codici doganali: NC 27100026 - 27100027 - 27100029 - 27100032-27100034 - 27100036.
(Fonte : GLOSS. ENI)


BENZINA SUPER SENZA PIOMBO o VERDE
Miscela di idrocarburi. Liquida alle condizioni ambiente di temperatura e pressione, è costituita da tagli di diverse lavorazioni di raffineria, senza l’aggiunta di additivi di piombo. Ha un numero di ottano inferiore a quello della benzina super con piombo (95 contro 97). Può essere utilizzata da tutti i motori compatibili con il suo numero di ottano. Deve necessariamente essere usata dai veicoli equipaggiati con la marmitta catalitica.
(Fonte : GLOSS. ENI)


BENZINE RIFORMULATE
Benzine preparate con nuovi componenti (come l’MTBE) che contengono ossigeno e hanno un livello ottanico assai elevato. Essi permettono l’abbandono totale di additivi contenenti piombo e la riduzione di componenti aromatici. Sono state le esigenze di protezione ambientale che hanno determinato la necessità di studiare nuovi criteri di preparazione delle benzine finite, in modo che fossero ridotte le emissioni nocive in atmosfera, in particolare ossido di carbonio, aromatici e composti solforati e ne risultasse migliorata la combustione.
(Fonte : GLOSS. ENI)


BERSAGLIO (specie)
Specie animale o vegetale, che per particolari caratteristiche viene assunta come elemento di riferimento per accertamenti specifici e statistici in un determinato ambiente.
(Fonte : GLOSS. ENI)


BEST AVAILABLE TECHNOLOGY
Vedi BAT.
(Fonte : GLOSS. ENI)


BEST PRACTICABLE TECHNOLOGY
Vedi BPT.
(Fonte : GLOSS. ENI)


BET
Bilancio Ecologico Territoriale. E' uno strumento di raccolta dati e di analisi che serve a quantificare, in una data area territoriale, i consumi di risorse naturali, energia e acqua ed i livelli globali di emissioni inquinanti in aria, acqua e suolo, individuando i casi di superamento del carico ambientale sostenibile.
(Fonte : ARPAT; ARPAV)


BHOPAL
Città dell'India centrale. Nel dicembre 1984 fu teatro di una delle maggiori catastrofi ecologiche della storia: in seguito alla fuoriuscita di un gas altamente tossico, il metil-isocianato, da un impianto chimico appartenente ad una multinazionale migliaia di persone persero la vita e alcune centinaia di migliaia ne subirono le conseguenze.
(Fonte : ARPAV)


BILANCIO AMBIENTALE
Strumento contabile in grado di fornire un insieme organico delle interrelazioni dirette tra l’impresa e l’ambiente naturale, attraverso un quadro riassuntivo di dati quantitativi relativi all’impatto ambientale di determinate attività produttive e all’impegno economico dell’impresa, nel campo della protezione ambientale. Qualora comprenda anche una parte dedicata alla descrizione degli aspetti qualitativi dell’impegno ambientale dell’impresa, viene chiamato rapporto ambientale.
(Fonte : GLOSS. ENI)


BILANCIO ECOLOGICO TERRITORIALE
Vedi BET.
(Fonte : ARPAT; ARPAV)


BILANCIO ENERGETICO
Computo dell'energia totale impiegata nel funzionamento di un determinato sistema. Comprende sia l'energia necessaria alla produzione del prodotto che l'energia dispersa come calore.
(Fonte : ARPAT; ARPAV)


BIO
Dal greco bios = vita. Relativo alla vita, agli esseri viventi.
(Fonte : STREAMS - TREVISIOL)


BIOACCUMULATORI
Sono organismi in grado di sopravvivere alla presenza di un contaminante assimilato dalle matrici ambientali (aria, acqua, suolo) e di concentrarlo al proprio interno permettendone il riconoscimento e la quantificazione. Un esempio di organismi bioaccumulatori sono i muschi e i licheni per quanto riguarda i metalli pesanti. I mitili sono impiegati per il monitoraggio della qualità delle acque marine costiere, per la capacità di accumulare metalli pesanti, sostanze organiche e microorganismi patogeni. Anche insetti, come le api, vengono impiegati nella valutazione dell’inquinamento di metalli pesanti, fitofarmaci e sostanze radioattive.
(Fonte : ARPAV)


BIOACCUMULAZIONE
La bioaccumulazione è il processo di concentrazione di sostanze chimiche in un organismo. Per esempio, il DDT, composto bioaccumulabile, si concentra nei pesci e poi negli uccelli che si nutrono di pesci. L'effetto concentrazione è dato dal rapporto tra la concentrazione di una sostanza chimica in un organismo (ad esempio il pesce) rispetto alla concentrazione nel mezzo circostante (ad es. l'acqua). La bioaccumulazione può essere la conseguenza dell'assorbimento dall'acqua, dal cibo o dai sedimenti. Si verifica quando la quantità eliminata è inferiore a quella assorbita.
(Fonte : ARPAV)


BIOCENOSI
E’ l’insieme delle popolazioni di specie animali e vegetali che coesistono nello spazio e nel tempo in un dato ambiente ed interagiscono fra loro, in reciproca relazione. Lo spazio, o ambiente, occupato dalla biocenosi, è chiamato biotopo. Si suddivide in fitocenosi ed in zoocenosi quando ci si riferisce rispettivamente a vegetali o animali che popolano un ambiente.
(Fonte : GLOSS. ENI; BIBLIOTECA PEDAGOCICA - FIRENZE)


BIOCHIMICA
Letteralmente "chimica della vita". È la disciplina che studia i composti chimici tipici della materia vivente e le reazioni chimiche che avvengono negli organismi viventi.
(Fonte : A COME AMBIENTE - TOURING CLUB ITALIANO)


BIOCIDA
Termine coniato nel 1947, formato dal greco bios = vita più il latino caedere = uccidere; quindi che uccide la vita). Generalmente ma non necessariamente è una sostanza chimica artificiale utilizzata per eliminare le forme di vita indesiderate, in particolare nella moderna agricoltura. E’ sinonimo di pesticida, antiparassitario, insetticida.
(Fonte : GLOSS. ENI; STREAMS - TREVISIOL)


BIODEGRADABILE
Riferito alle sostanze che possiedono la caratteristica di poter essere degradate per via microbica, ossia mediante decomposizione per effetto di agenti biofisici naturali (batteri, luce solare, umidità, etc.), implicando la non tossicità dei residui della decomposizione che non provocheranno problemi alle catene alimentari.
(Fonte : AGENDA 21)


BIODEGRADABILITA'
Quando un composto o una sostanza subiscono una degradazione biologica ad opera di microrganismi, si parla di biodegradabilità. Essa è una caratteristica propria delle sostanze organiche, che in un ecosistema perfettamente naturale vengono assorbite, trasformate e utilizzate da elementi biotici e abiotici. Al contrario si parla di ‘persistenza’ quando un composto chimico tende a mantenere invariate le sue caratteristiche chimiche e fisiche nell’ambiente o nell’organismo in cui è stato immesso.
(Fonte : ARPAV)


BIODEGRADATION IN SITU
Sistema di bonifica dei terreni in situ, per cui l’attività dei microrganismi presenti nel terreno viene stimolata con varie tecnologie, come ad esempio la circolazione di soluzioni acquose per aumentare la degradazione biologica dei contaminanti organici. Allo scopo di accelerare la degradazione e l’eliminazione dei contaminanti gassosi possono essere aggiunti ossigeno e nutrienti. (L.183/89)
(Fonte : GLOSS. ENI)


BIODIESEL
Carburante alternativo ai derivati dal petrolio che si ottiene utilizzando oli vegetali. Non contiene zolfo e quindi non emette anidride solforosa nella combustione ed è fortemente biodegradabile. Non è concorrenziale come costo ai combustibili tradizionali. In Italia viene prodotto il Diesel-bi ricavato dai semi di girasole e di soia.
(Fonte : ENEA; MINISTERO DELL'AMBIENTE)


BIODINAMICA
Metodo di giardinaggio, sviluppato da Rudolf Steiner, in cui la pratica organica viene eseguita seguendo le fasi lunari, planetari e stagionali. In questo modo, il coltivatore biodinamico auspica di aumentare le proprietà vantaggiose delle piante desiderabili inibendo nel contempo la sfera d’azione e l’incidenza dei predatori.
(Fonte : STREAMS - TREVISIOL)


BIODISPONIBILITA’
La possibilità di una sostanza organica e inorganica di essere metallizzata dai microrganismi presenti in un determinato ambiente.
(Fonte : GLOSS. ENI)


BIODIVERSITÀ
Biodiversità è sinonimo di varietà delle forme di vita vegetali e animali nei diversi habitat del pianeta. E' un concetto molto ampio che include, la diversità genetica all'interno di una popolazione, il numero e la distribuzione delle specie in un'area, la diversità di gruppi funzionali (produttori, consumatori, decompositori) all'interno di un ecosistema, la differenziazione degli ecosistemi all'interno di un territorio. La perdita di biodiversità si riferisce alla diminuzione di questa "variabilità" dovuta a fattori naturali e, in prevalenza, al progressivo aumento di fattori di inquinamento, delle infrastrutture, degli insediamenti produttivi e dei centri urbani che riducono l'estensione e la funzionalità degli habitat.
(Fonte : ARPAV)


BIOENERGIA
Energia derivante da processi di trasformazione di bioprodotti quali biomasse cerealicole, lignocellulosiche, delezioni animali, eccedenze alimentari, rifiuti urbani cartacei, ecc.. E’ un’energia rinnovabile, non provoca aumenti di gas serra, in quanto l’anidride carbonica prodotta durante la combustione viene riassorbita dalla biomassa in fase di sviluppo e si utilizza nella forma di biofuels (carburanti come etanolo e metanolo), bioelettricità, calore, biogas.
(Fonte : GLOSS. ENI)


BIOETICA
Bioetica è la disciplina che indica un dovere morale dell'uomo per un rispetto e una reverenza verso la natura, sostenendo che il mondo naturale ha un proprio diritto bioetico, incluso quello della esistenza, completamente indipendente da ogni considerazione circa la sua utilità per l'uomo.
(Fonte : MINISTERO DELL'AMBIENTE)


BIOFABBRICHE
Sono delle strutture industriali, con finalità economiche, che allevano, moltiplicano, confezionano e vendono agli agricoltori degli insetti utili, da distribuire nelle colture infestate al posto dei pesticidi. Numerose all'estero soprattutto in Olanda, costituiscono nel nostro paese una novità. La prima biofabbrica italiana, il Biolab, si trova a Martorano di Cesena, in Romagna, ed è nata per ispirazione dell'Istituto di Entomologia Guido Grandi dell'Università di Bologna, e con l'intervento dell'ENEA e dell'Assessorato all'Agricoltura dell'Emilia Romagna.
(Fonte : GLOSS. ECOITALY)


BIOFILE
Disposizione del terreno inquinato da bonificare mediante tecnica biologica in cumulo (pile, heap) all’interno del quale vengono introdotti, mediante apposite reti separate di tubazioni, aria, sostanze nutrienti (nitrati, fosfati) e acqua, in modo da ottimizzare le condizioni di sviluppo ed attività della flora batterica che attua la degradazione biologica, aerobica, degli inquinanti
(Fonte : ARPAC)


BIOFILTRO
Sistema di filtraggio di liquidi o di gas, che sfrutta l’attività di microrganismi immobilizzati su una struttura di supporto. Si tratta di un invaso (utilizzo di fossati preesistenti o creazione ex - novo) riempito con materiale inerte con diversa granulometria, per facilitare la formazione del film biologico che ottimizza il processo depurativo.
(Fonte : GLOSS. ENI; STREAMS - TREVISIOL)


BIOFITODEPURAZIONE
E' la depurazione naturale svolta, attraverso la biodegrazione iniziale della sostanza organica (scarico) ad opera di batteri aerobi o anaerobi, con successivo fitoassorbimento dei prodotti mineralizzati (azoto, fosforo, carbonio...) da parte di vegetali.
(Fonte : STREAMS - TREVISIOL)


BIOFLUSHING
Tecnica combinata per il trattamento in sito di suoli permeabili inquinati, che sfrutta il metabolismo dei microrganismi, associata all’azione di un biosurfattante.
(Fonte : GLOSS. ENI)


BIOFOULING
Sviluppo in successione di micro e macrorganismi in grado di insediarsi su superfici artificiali e non, costituendovi il proprio habitat. Le concrezioni di materiale organico e inorganico che si formano in ambienti particolarmente ricchi di nutrienti, ad opera di tali organismi, possono raggiungere lo spessore di vari centimetri e possono modificare la resistenza e la solidità delle strutture immerse in mare.
(Fonte : GLOSS. ENI)


BIOFUELS
Carburanti e combustibili ottenuti dalla trasformazione di materie prime di origine biologiche.
(Fonte : GLOSS. ENI)


BIOGAS
Formazione di gas, per fermentazione anaerobica in presenza di microrganismi (batteri acidogeni, batteri acetogeni e metanobatteri) di rifiuti industriali e agricoli o fanghi dei trattamenti delle acque urbane, il metano contenuto nel biogas può essere utilizzato per la produzione di energia. . Dal processo di biogassificazione si ricavano, oltre al biogas, buoni fertilizzanti naturali.
(Fonte : GLOSS. ENI)


BIOGEOGRAFIA
Disciplina che studia la distribuzione degli esseri viventi (biomi) sulla Terra e i fattori che la determinano. La biogeografia si può distinguere in zoogeografia (studio della distribuzione degli animali) e fitogeografia (studio della distribuzione della vegetazione).
(Fonte : GLOSS. ENI)


BIOHERMA
Corpo geologico organogeno costituito in ambiente sottomarino da scheletri di organismi bentonici costruttori, come coralli, briozoi, alghe, archeociatidi e altri equivalenti.
(Fonte : GLOSS. ENI)


BIOINDICATORI
Gli organismi vengono definiti come "bioindicatori" quando subiscono variazioni misurabili del loro stato naturale in presenza di inquinanti. Un organismo può essere considerato un buon bioindicatore se manifesta risposte biologiche identificabili correlate alle differenti concentrazioni di inquinanti (relazione dose/risposta). Il monitoraggio biologico o biomonitoraggio verifica le variazioni ecologiche indotte dalle alterazioni dell'ambiente a diversi livelli: da un lato l'accumulo di sostanze inquinanti negli organismi tramite i bioaccumulatori, dall'altro gli effetti causati tramite lo studio delle modificazioni morfologiche, strutturali o di vitalità degli organismi e le modificazioni nella composizione delle comunità animali e vegetali. Sono stati quindi messi a punto test atti a valutare la tossicità acuta, la tossicità cronica o eventuali danni al patrimonio genetico di adeguati sistemi biologici bersaglio. Per una più completa valutazione di un ecosistema si possono utilizzare differenti organismi come bioindicatori.
(Fonte : ARPAV)


BIOINGEGNERIA
Propone interventi di restauro ambientale e di difesa del suolo attraverso tecniche "dolci", secondo un approccio ecologico in alternativa a quello dell'ingegneria tradizionale. La capacità autodepurativa, gli interscambi idrici, l'habitat di animali e piante e gli ecosistemi con le tecnologie "dure" dell'ingegneria tradizionale vengono infatti ridotti ed i paesaggio inaridito. Nel caso di un ripristino fluviale la misura più importante è quella di lasciare lungo il corso un corridoio ripariale di almeno 10 metri.
(Fonte : BIBLIOTECA DI DOCUMENTAZIONE PEDAGOGICA - FIRENZE)


BIOITALY
Progetto con il quale l'Italia dal 1995 al 1997 ha svolto il lavoro di identificazione dei Siti di Importanza Comunitaria (SIC) nel proprio territorio nazionale, nell'ambito della Direttiva Habitat. Il risultato finale consiste nell'implementazione da parte delle Regioni di una banca dati informatizzata, di formulari cartacei Natura 2000 e delle relative cartografie.
(Fonte : ARPAV)


BIOLOGIA
Sintesi di molte discipline che studiano la "vita" nella sua totalità. La biologia può essere suddivisa in: generale e applicata. I principali rami della biologia generale sono la zoologia e la botanica. Il mondo vivente viene studiato considerando le forme (Morfologia), le funzioni (Fisiologia) e le alterazioni di forme e funzioni (Patologia). Collegata con altre discipline morfologiche e fiosiologiche si può considerare la tassonomia o sistematica, ovvero la classificazione il più possibile naturale delle innumerevoli varietà degli organismi animali e vegetali. Discipline spiccatamente biologiche sono l’ecologia e la biogeografia. La biologia applicata, che si occupa del mondo vivente con un indirizzo pratico, annovera, tra le altre discipline, l’agraria.
(Fonte : A COME AMBIENTE - TOURING CLUB ITALIANO)


BIOLOGICAL OXYGEN DEMAND
Vedi BOD.
(Fonte : GLOSS. ENI; ISTAT; ARPAV)


BIOLUMINESCENZA
Luce animale o vegetale dovuta a complesse reazioni chimiche. Presentano questo fenomeno alcune specie di batteri, di alghe e funghi e di animali (spugne, meduse, insetti). Tra gli animali si trova soprattutto nei pesci che vivono a grande profondità. Alcune specie di pesci oceanici abissali sono provviste di organi luminosi che servono come richiamo per attirare le prede.
(Fonte : A COME AMBIENTE - TOURING CLUB ITALIANO)


BIOMA
E’ la comunità di organismi viventi, sia del regno animale che vegetale caratteristica di una regione climatica e viene in genere distinto in base al tipo di vegetazione. Sono biomi terrestri la tundra, la foresta di conifere boreale (o taiga), le foreste temperate, la foresta pluviale tropicale, la prateria, la macchia mediterranea e il deserto.
(Fonte : GLOSS. ENI; AGENDA 21; ARPAV)


BIOMASSA
Termine generico che indica tutta la materia organica sia di natura vegetale che animale presente, ad esempio, in un ecosistema. E’ un indice della capacità produttiva di un particolare ambiente biologico. Normalmente viene espressa in peso (secco) per unità di superficie o in unità di energia (J/m). Ovviamente l'unità di misura cambia a seconda dell'oggetto in esame. La biomassa di una popolazione di insetti, ad esempio, verrà calcolata in g/m, mentre quella di una comunità erbacea presente in un prato in kg/m e quella di un bosco in t/ha. In campo energetico la biomassa indica la quantità di materiale organico che può essere utilizzata per produrre energia per combustione o tramite fermentazione. Le biomasse utili ai fini della produzione di energia includono il legno, liquami e feci animali, residui agricoli, forestali e della carta. Il concetto di biomassa è strettamente collegato a quello di "produttività" che indica la produzione di biomassa per unità di tempo ed è un parametro funzionale utile allo studio della qualità ambientale e all'evoluzione dello stato di un ecosistema
(Fonte : ENEA; MINISTERO DELL'AMBIENTE)


BIOPESTICIDI
Fitofarmaci.
(Fonte : GLOSS. ENI)


BIOPILA
Il termine originario inglese, ormai utilizzato anche in italiano, indica la disposizione del terreno inquinato da bonificare mediante tecnica biologica in cumulo (pile, heap) all’interno del quale vengono introdotti, mediante apposite reti separate di tubazioni, aria, sostanze nutrienti (nitrati, fosfati) e acqua, in modo da ottimizzare le condizioni di sviluppo ed attività della flora batterica che attua la degradazione biologica, aerobica degli inquinanti.
(Fonte : GLOSS. ENI)


BIORAFFINERIA
Raffineria che utilizza, oltre al petrolio, prodotti di origine agricola derivanti da coltivazioni dei terreni circostanti. E’ per ora uno schema concettuale. La bioraffineria permetterebbe di sviluppare prodotti a elevate caratteristiche tecniche e ambientali (eteri, componenti altottanici per benzine pulite, basi per lubrificanti, biodiesel, idrogeno per la desolforazione dei prodotti petroliferi, assorbenti biologici per fuoriuscite di petrolio).
(Fonte : GLOSS. ENI)


BIOREATTORI
Sono reattori nei quali i parametri fisico-chimici (pH, temperatura, ossigeno, nutrienti e prodotti di reazione) vengono continuamente monitorati in modo da mantenere un ambiente ottimale per lo sviluppo di una popolazione microbica applicabile ad esempio per degradare sostanze organiche contaminanti. Tale popolazione può essere quella naturalmente presente nel suolo contaminato o può essere quella opportunamente selezionata in laboratorio come la più adatta alla degradazione dei contaminati da abbattere. La bonifica mediante l’utilizzo di un bioreattore ha il vantaggio sia di una maggiore efficienza, sia di poter utilizzare colture microbiche specializzate in grado di degradare contaminanti che non potrebbero altrimenti essere trattati con una biodegradazione in situ.
(Fonte : GLOSS. ENI)


BIORISANAMENTO
Processo di bonifica di un ambiente inquinato mediante il quale i microrganismi sono stimolati a degradare rapidamente sostanze inquinanti fino a concentrazioni accettabili.
(Fonte : GLOSS. ENI)


BIOSENSORI
Organismi biologici, in genere semplici, caratterizzati da reazioni note a certe concentrazioni di specifici inquinanti e utilizzati quindi per monitoraggi della qualità dell’ambiente.
(Fonte : GLOSS. ENI)


BIOSFERA
Indica l'involucro esterno alla superficie terrestre, costituito da aria, acqua, suolo e sottosuolo (per la profondità di poche decine di metri), in cui sussistono le condizioni essenziali alla vita; per estensione definisce l'insieme delle forme viventi presenti sul pianeta Terra. Con l'idrosfera, insieme delle masse d'acqua, la geosfera, insieme dei substrati geologici, e l'atmosfera che è la massa d'aria che ci circonda, costituisce l'ecosfera, in pratica, il pianeta stesso, considerato come la massima espressione dell'integrazione tra le varie componenti viventi (biotiche) e non viventi (abiotiche). La biosfera non è una cosa separata dal resto, ma si compenetra con tutte le matrici ambientali; infatti gli esseri viventi sono presenti sia all'interno dell'idrosfera che negli strati più bassi dell'atmosfera e nella geosfera (soprattutto nella pedosfera, cioè lo strato superficiale dei suolo).
(Fonte : ARPAV)


BIOSPARGING
Tecnica di trattamento in situ di suoli contaminati nella zona insatura, consistente nell’immissione di nutrienti e di aria per favorire l’attività biodegradativa della flora microbica presente.
(Fonte : GLOSS. ENI)


BIOSTROMA
Corpo di rocce sedimentarie calcaree organogene, formato in ambiente sottomarino, prevalentemente dall’accumulo di gusci e resti di organismi bentonici, planctonici e nectonici. A differenza del bioherma, il biostroma è spesso stratificato.
(Fonte : GLOSS. ENI)


BIOTA
Vita animale e vegetale caratterizzante una regione. Si usa anche per indicare collettivamente la flora e la fauna.
(Fonte : GLOSS. ENI)


BIOTECNOLOGIE
Con il termine biotecnologie si indica genericamente l’impiego di organismi viventi in processi produttivi di diversa natura, sia in ambito industriale che agricolo. In pratica si può definire biotecnologia "qualsiasi tecnica che utilizza fenomeni biologici o processi determinati da microrganismi, per ottenere un processo tecnologico, cioè un qualcosa che in natura non si verificherebbe senza una progettualità dell'uomo” (Tamino G., 2001). L’applicazione delle biotecnologie è molto antica: già svariati millenni prima della nascita di Cristo nei processi di fermentazione venivano sfruttati lieviti ed altri microorganismi per la produzione della birra, del vino, del pane e del formaggio. Nelle società agricole, inoltre, veniva svolta una progressiva selezione di piante dotate di caratteristiche più favorevoli dal punto di vista alimentare o della coltivazione. Analogamente, per il bestiame venivano ottenute - con adatti incroci - nuove specie con le caratteristiche desiderate (miglior rendimento, maggiore resistenza alla fatica, ecc.). Dal secolo scorso ad oggi le conoscenze sulla fisiologia dei processi cellulari si sono progressivamente evolute, consentendo una espansione massiccia delle biotecnologie e il progressivo loro impiego a partire dal 1940 per la produzione industriale di antibiotici, di aminoacidi, vaccini, enzimi, farmaci in grandi quantità. Dalla fine degli anni ’70 le biotecnologie vengono rivoluzionate con le applicazioni della genetica e delle tecnologie del DNA ricombinante che portano alla nascita di una vera e propria ingegneria genetica. Le moderne biotecnologie sono quindi in grado di apportare modificazioni nel patrimonio genetico di microorganismi o di organismi più complessi per ottenere funzioni nuove o per potenziare funzioni già esistenti.
(Fonte : ARPAV)


BIOTICO
Indica la presenza degli organismi viventi e dei processi vitali.
(Fonte : GLOSS. ENI)


BIOTOPO
Ambiente fisico unitario in cui vive una singola popolazione animale e vegetale che offre determinate caratteristiche fisico-chimico-climatiche omogenee ed entro il quale risiede una popolazione o associazione di organismi viventi (Biocenosi).
(Fonte : AGENDA 21)


BIOTURBAZIONI
Tracce, solchi, impronte sui sedimenti incoerenti del fondo marino generati da animali nel loro transito o nello scavo di tane e gallerie.
(Fonte : GLOSS. ENI)


BIOURBANISTICA
Disciplina che studia le condizioni, le manifestazioni e le esigenze di vita e di sviluppo delle città, concependo il territorio come organismo vivente, in cui viene rispettata la chiusura dei cicli naturali delle risorse (acqua, energia, aria, materiali...). La biourbanistica vede il territorio non come zonizzazione rigida, ma considera "l’organismo territorio" con la sua vita e quindi il suo metabolismo. Il metabolismo urbano presenta i suoi input e i suoi output: gli input comuni a tutte le città urbane sono l’acqua, il cibo, il combustibile. Gli output sono gli scarichi idrici fognari, i rifiuti solidi e l’inquinamento atmosferico.
(Fonte : STREAMS - TREVISIOL)


BIOVENTING
Tecnica di bonifica biologica dei terreni in situ, mediante la quale viene indotta, tramite insufflazione o aspirazione per mezzo di appositi pozzetti perforati nel terreno da bonificare, una circolazione forzata di aria, tale da fornire l’ossigeno necessario alla flora batterica che attua la degradazione biologica, in condizioni aerobiche (vedi), degli inquinanti presenti nel sottosuolo
(Fonte : GLOSS. ENI)


BISOGNO EDUCATIVO
Scarto tra comportamento auspicabile e comportamento in atto in un soggetto.
(Fonte : ARPAV)


BLOOM
Rapida ed abnorme crescita di una o più specie di organismi planctonici vegetali in un tratto di mare. Può derivare da condizioni ipertrofiche causate da inquinamenti.
(Fonte : GLOSS. ENI)


BLOW OUT PREVENTER
Vedi BOP.
(Fonte : GLOSS. ENI)


BOCCA DEL CAMINO
Sezione terminale retta del camino.
(Fonte : GLOSS. META S.p.A. Modena)


BOCCA DI USCITA DEL FUMO
Apertura praticata nelle pareti o nelle coperture di un edificio, onde permettere l'uscita del calore/fumo in caso di incendio. Viene azionata automaticamente e/o manualmente.
(Fonte : GLOSS. META S.p.A. Modena)


BOD
Biological Oxygen Demand. Indica il contenuto di sostanza organica biodegradabile, presente negli scarichi idrici, espresso in termini di quantità di ossigeno necessario alla degradazione da parte di microrganismi in un test della durata di cinque giorni. Il parametro rappresenta un indicatore del potenziale di riduzione dell’ossigeno disciolto nei corpi idrici ricettori degli scarichi con possibili effetti ambientali negativi. (mg/l di O2)
(Fonte : GLOSS. ENI; ISTAT; ARPAV)


BOIL OFF
Vapori di Gas Naturale Liquefatto, che si formano per evaporazione del GNL a seguito dello scambio termico con l’ambiente. Per evitare l’emissione in atmosfera di gas naturale nelle navi adibite al trasporto di GNL e negli impianti di terra (liquefazione e rigassificazione), vengono installate apposite apparecchiature per il recupero del boil off.
(Fonte : GLOSS. ENI)


BOLOCORIA
E' la disseminazione operata dalla stessa pianta (autodisseminazione) attraverso l'espulsione, il lancio, dei semi a distanza.
(Fonte : ANPA)


BONELLO
Zona che si forma come naturale evoluzione di uno "scanno" e che in genere è ricoperta da pochi palmi d'acqua.
(Fonte : ARPAV)


BONIFICA
Ogni intervento di rimozione della fonte inquinante e di quanto dalla stessa contaminato fino al raggiungimento dei valori limite conformi all'utilizzo previsto per l'area. (D.Lgs 22/97). Esistono diversi tipologie di interventi di bonifica: interventi di tipo chimico, che tendono a trasformare le sostanze inquinanti in sostanze non pericolose interventi di tipo fisico, che riescono a rimuovere le sostanze inquinanti interventi di tipo termico, che riescono a distruggere le sostanze inquinanti interventi di tipo biologico che sfruttano la capacità di alcuni batteri che si nutrono di sostanze contaminanti.
(Fonte : PROVINCIA TO; GLOSS. GALGANO & ASSOCIATI; ENI)


BONIFICA BIOLOGICA (BIOREMEDIATION)
L'utilizzo di metodi biologici per recuperare o ripristinare suoli contaminati. Un metodo tipico fa uso di specifici batteri per decomporre i fenoli, un inquinante importante in molti siti (Dic. Env. Sci. Techn.)
(Fonte : ARPAC)


BONIFICA DI SERBATOIO O RECIPIENTE
Rimozione degli idrocarburi contenuti nel serbatoio o recipiente, in modo che l'atmosfera residua sia al di sotto del 20% del limite inferiore di espositività.
(Fonte : GLOSS. META S.p.A. Modena)


BOP
Blow Out Preventer. Apparecchiatura idraulica di sicurezza, usata durante la perforazione di un pozzo petrolifero, destinata a prevenire l’eruzione incontrollata del pozzo stesso. Poiché l’eruzione può avvenire anche con il passaggio, attraverso l’interno cavo delle aste di perforazione, dei fluidi e dei gas in pressione provenienti dal giacimento, nei pozzi di perforazione le apparecchiature in questione sono dotate anche di ganasce trancianti, che consentono di chiudere completamente il foro e interrompere quindi il passaggio dei fluidi all’interno delle aste.
(Fonte : GLOSS. ENI)


BOSCAGLIA DI FORRA
Superficie costituita da un consorzio di piante arboree e arbustive che crescono in modo apparentemente disordinato su gole strette e ripide formatesi per erosione.
(Fonte : ARPAV)


BOSCO
Termine generale riferito a quelle formazioni vegetali che sono costituite da alberi e arbusti.
(Fonte : A COME AMBIENTE - TOURING CLUB ITALIANO)


BOSCO CEDUO
Riferito a vegetazione in cui gli alberi e gli arbusti sono regolarmente tagliati, per esempio ogni 10-15 anni. Gli alberi dei boschi cedui comuni in Italia sono il castagno, il nocciolo, il faggio.
(Fonte : A COME AMBIENTE - TOURING CLUB ITALIANO)


BOSCO COETANEO, COETANEIFORME
Bosco costituito da alberi grosso modo della stessa età.
(Fonte : GRUPPO VICENTINO DI STUDI ORNITOLOGICI "NISORIA")


BOSCO DISETANEO
Bosco costituito da alberi di età diversa.
(Fonte : GRUPPO VICENTINO DI STUDI ORNITOLOGICI "NISORIA")


BOSCO PLANIZIALE
Formazione boschiva, tipica della pianura, in cui predomina Farnia (Quercus robur) e Carpino bianco (Carpinus betulus).
(Fonte : GRUPPO VICENTINO DI STUDI ORNITOLOGICI "NISORIA")


BOSCO TERMOFILO
Bosco che cresce spontaneamente in condizioni climatiche con temperature medie elevate.
(Fonte : ARPAV)


BOTANICA
Ramo delle scienze biologiche che studia il mondo vegetale in tutti i suoi aspetti, per esempio la classificazione e la descrizione degli organismi vegetali (Botanica Sistematica), la forma esterna e l’anatomia delle piante (Morfologia),; le funzioni vitali delle piante (Fisiologia).
(Fonte : A COME AMBIENTE - TOURING CLUB ITALIANO)


BPA
Buone pratiche agricole. Le buone pratiche agricole sono "l'insieme dei metodi colturali, che un agricoltore diligente impiegherebbe in una regione interessata" (art. 28 del Reg. CE n. 1750/99). Contengono le indicazioni di base relative alle principali pratiche agronomiche e fitosanitarie il cui rispetto costituisce la condizione di accesso ai benefici previsti dal Piano di Sviluppo Rurale.
(Fonte : ARPAV)


BPL
Buona Prassi di Laboratorio. Riguarda il processo organizzativo in cui gli studi non clinici sulla sicurezza per la salute umana e l'ambiente vengono programmati, eseguiti, controllati, registrati e riportati.
(Fonte : D.Lgs 27 gennaio 1992, n. 120)


BPT
Best Practicable Technology. Concetto analogo a quello di BAT (Best Available Technology), a cui si aggiunge un’analisi dei costi che simili tecnologie comportano (BATNEEC = Best available Technology Not Entailing Excessive Cost). Viene stabilita da certificatori ambientali, accreditati da organismi internazionali.
(Fonte : GLOSS. ENI)


BRACHIBLASTI
Rami accorciati portanti una o più foglie.
(Fonte : ANPA)


BRADISISMO
Lento movimento verticale di una zolla terrestre, dovuto a cause diverse (tettoniche, vulcaniche etc.). questo fenomeno si riferisce al livello medio del mare e si distingue in bradisismo negativo, a seconda che la terra si alzi o si abbassi rispetto al livello del mare.
(Fonte : A COME AMBIENTE - TOURING CLUB ITALIANO)


BRATTEE
Foglie trasformate, che si formano generalmente all'attaccatura dei fiori.
(Fonte : ANPA)


BREAKTHROUGH
Miglioramento sostanziale di una determinata prestazione, tale da rappresentare una discontinuità rispetto alle precedenti performance. Alla base di questo concetto sta la fiducia che la creatività e l'impegno dell'uomo, accompagnati da un metodo molto accurato, possano ottenere cambiamenti importanti in senso positivo in qualsiasi tipo di processo.
(Fonte : GLOSS. GALGANO & ASSOCIATI)


BRIGLIA
Opera trasversale rilevata. Ha la funzione di intrappolare i sedimenti, elevando il livello del letto e, perciò, di proteggere dall’erosione manufatti, scarpate spondali o versanti (rincalzandoli al piede e riducendo la pendenza, quindi la forza erosiva).
(Fonte : ANPA)


BRIOFITE
Piante terrestri non differenziate in radici, fusto e foglie e ancora condizionate dalla presenza di un elevato tasso di umidità. (muschi ed epatiche)
(Fonte : ANPA)


BRUECKNER (ciclo di)
Ciclo di fenomeni climatici e naturali ricorrenti in modo irregolare. Comprende periodi di annate calde o secche, alternate con annate fredde o umide; avanzata e ritiro dei ghiacciai alpini; livello del mar Caspio e dei fiumi che vi sfociano; oscillazioni dei parametri meteorologici. Questo ciclo era noto prima di Brueckner, che tuttavia lo riscoprì nel 1890 calcolandone la durata media attorno a 35 anni, con oscillazioni variabili tra 25 e 50 anni.
(Fonte : GLOSS. ENI)


BRUGHIERA
Terreno più o meno pianeggiante ed esteso, povero di humus, ricoperto da una vegetazione arbustiva composta per lo più da brugo (da cui il nome), erica, ginestra, robinia; talvolta vi si trovano noccioli, castagni, conifere. La brughiera è tipica dell'Europa settentrionale.
(Fonte : ENCICLOPEDIA SCIENTIFICA TECNICA GARZANTI)


BS 7750
Lo standard BS 7750 venne emanato dalla British Standard Institution nel 1992. Contiene una specifica per l’adozione di un sistema di gestione ambientale che assicuri e documenti la conformità delle azioni aziendali a politiche e obiettivi ambientali definiti. Lo standard BS 7750 ha costituito la traccia per la emanazione successiva (1993) del Regolamento EMAS ed è oggi sostituito dalle norme della serie ISO 14000.
(Fonte : GLOSS. ENI)


BS 8800
Le British Standard 8800 sono state il primo esempio, a livello Paese, di standard in materia di sicurezza e salute sui luoghi di lavoro. Recentemente sono stati pubblicati gli standard internazionali ISO della serie 18000, che riguardano il medesimo argomento.
(Fonte : GLOSS. ENI)


BTC
Misura (Mcal/mq/a) della biopotenzialità territoriale di un paesaggio (o una sua parte).
(Fonte : STREAMS - TREVISIOL)


BTX
Sigla che indica la presenza di tre sostanze appartenenti alla classe dei COV: benzene, toluene, xilene. Il lorp rilevamento è ritenuto particolarmente significativo in relazione agli effetti sulla salute umana.
(Fonte : GLOSS. META S.p.A. Modena)


BUCO DELL’OZONO
Termine utilizzato per indicare la diminuzione della concentrazione dell’ozono stratosferico in prossimità del Polo Sud e in corrispondenza di altre aree del pianeta, dovuta in parte a fattori naturali ma soprattutto a causa di alcuni inquinanti rilasciati in atmosfera (soprattutto CFC e BFC). Il “buco dell’ozono” determina una riduzione dell’effetto schermante delle molecole di ozono con un conseguente aumento dei raggi UV che giungono sulla superficie della Terra.
(Fonte : ARPAV)


BUFFER STRIP (fascia tampone)
Zona riparia a forma longitudinale, interposta tra il sistema fluviale e il territorio circostante, che svolge numerose funzioni ecologiche. Utilizzando il termine "buffer strip", anziché quello di "fascia riparia" s’intende riferirsi essenzialmente alla sua funzione di intercettare e depurare i nutrienti e gli inquinanti dilavati dal territorio, prima che essi giungano al fiume.
(Fonte : ANPA)


BULKING
Indica una condizione di non sedimentabilità dei fiocchi di fango per eccessiva presenza di batteri filamentosi.
(Fonte : STREAMS - TREVISIOL)


BUONA PRASSI DI LABORATORIO
Vedi BPL.
(Fonte : )


BUONE PRATICHE AGRICOLE
Vedi BPA.
(Fonte : ARPAV)


BUSINESS PROCESS REENGINEERING
Tecnica di riprogettazione e riorganizzazione dei processi, caratterizzata, più che dall'apportare modifiche al processo esistente, dal reimpostarlo ex novo. Si utilizza quando le prestazioni dei processi sono molto lontane da quelle attese.
(Fonte : GLOSS. GALGANO & ASSOCIATI)