DANNO AMBIENTALE
Il danno ambientale è previsto e disciplinato dall'art.18 della legge n.349 dell'8 luglio 1986 e s.m.i., nel quale il legislatore sancisce che "qualunque fatto doloso o colposo in violazione di disposizioni di legge o di provvedimenti adottati in base a legge che comprometta l'ambiente, ad esso arrecando danno, alterandolo, deteriorandolo o distruggendolo in tutto o in parte, obbliga l'autore del fatto al risarcimento nei confronti dello Stato".
(Fonte : PROVINCIA TORINO)


DATOAMBIENTALE
Informazione relativa allo stato momentaneo di una determinata variabile ambientale frutto di una specifica operazione di rilevamento ed espressa in forma codificata in modo da poter essere confrontata in modo coerente con altre informazioni analoghe rilevate da operatori differenti.
(Fonte : REGIONE UMBRIA)


DDT
Il dicloro-di-fenil-tricloroetano è un composto che è stato largamente utilizzato come insetticida sintetico, in agricoltura e per debellare la malaria. Esso fa parte della “sporca dozzina” (dodici tra le più pericolose sostanze chimiche) e nel 1972 l’EPA ne ha proibito la maggior parte degli usi, principalmente a causa della capacità di molti organismi animali e vegetali di concentrare il DDT nei tessuti e di provocare, attraverso la catena alimentare, un processo di accumulo dell’inquinante negli organismi. Tuttavia, nei paesi in via di sviluppo, nelle zone in cui la malaria è endemica, l'uso del DDT spray sulle pareti domestiche è approvato dalla Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), in ragione della sua alta efficacia nella lotta contro questa malattia.
(Fonte : ARPAV)


DEBALLASTING
Procedura di svuotamento delle acque di cisterna di una petroliera. Imbarcate durante la navigazione per dare stabilità alla nave, devono essere scaricate prima di procedere alle operazioni di riempimento delle cisterne con greggio. Normalmente lo svuotamento avviene per mezzo di tubazioni o manichette dette di deballasting che inviano le acque a terra dentro appositi serbatoi per opportuna decantazione (confronta Acqua di zavorra).
(Fonte : GLOSS. ENI)


DECADIMENTO RADIOATTIVO
Trasformazione spontanea del nucleo di un atomo, accompagnata dall’emissione di particelle o dalla cattura/emissione di elettroni (radiazioni).
(Fonte : GLOSS. ENI)


DECANTATORE
Apparecchiatura utilizzata per la separazione fisica, dall’acqua, delle sostanze inquinanti in sospensione, utilizzandone il differente peso specifico. Il residuo principale ottenuto è costituito dai fanghi.
(Fonte : GLOSS. ENI)


DECANTAZIONE
Sistema di separazione fisica dall'acqua delle sostanze inquinanti in sospensione utilizzandone il differente peso specifico. Il residuo principale ottenuto è costituito da fanghi.
(Fonte : GLOSS. META S.p.A. Modena)


DECIBEL (dB)
Il decibel è un modo di esprimere una determinata misura di rumore, di vibrazioni, di campi elettrici. Esso denota la grandezza di una quantità rispetto ad un valore di riferimento stabilito arbitrariamente, in termini di 10 volte il logaritmo (in base 10) del quoziente delle due quantità. In acustica il decibel misura il livello dell’intensità energetica dei suoni.
(Fonte : GLOSS. ENI)


DECISIONE
Una decisione è vincolante nella sua globalità per i destinatari. Le decisioni devono essere notificate a coloro ai quali sono indirizzate ed hanno effetto dal momento della notifica.
(Fonte : GLOSS. FEDERLEGNO)


DECISIONI UE
Atti della Commissione e del Consiglio della Unione europea. Esse possono essere prese per pronunciare un giudizio o per imporre ammende a persone, entità commerciali o Stati che hanno infranto le regole comunitarie. Le decisioni sono vincolanti per i destinatari cui sono indirizzate; hanno effetto dal momento della notifica.
(Fonte : GLOSS. FEDERLEGNO)


DECISORI SOCIALI
Persone che rivestono funzioni istituzionali pubbliche con potere decisionale.
(Fonte : ARPAV)


DECOMPOSITORI
Termine usato in ecologia; indica quegli organismi, quasi tutti microrganismi eterotrofi che decompongono le sostanze organiche contenute nei resti di animali e vegetali morti in sostanze inorganiche. Questo processo si definisce mineralizzazione e porta all’immissione di atomi sotto forma inorganica, nell’aria, nell’acqua e nel terreno chiudendo il ciclo della materia. Sono decompositori essenzialmente i batteri e i funghi.
(Fonte : A COME AMBIENTE - TOURING CLUB ITALIANO)


DECONTAMINAZIONE
operazione meccanica o chimica destinata a rimuovere lo sostanza radioattiva depositata su un materiale.
(Fonte : GLOSS. RADIAZIONI)


DECRETO RONCHI
Decreto Legislativo 5 febbraio 1997 n. 22. Attuazione delle Direttive 91/156/CEE sui rifiuti, 91/689/CEE sui rifiuti pericolosi e 94/62/CEE sull'imballaggi e sui rifiuti di imballaggio.
(Fonte : ARPAV)


DEFLAZIONE
Azione di trasporto di granuli da parte del vento che a seconda della forza e del peso specifico si esercita con meccanismi di: sospensione, saltazione o rotolamento.
(Fonte : ARPAV- REGIONE DEL VENETO- CENTRO VALANGHE DI ARABBA)


DEFORESTAZIONE
Rapida distruzione delle foreste in molte zone del mondo, soprattutto ai Tropici e in particolare nella foresta Amazzonica per convertire il terreno a un uso non forestale; ne consegue l’impoverimento delle risorse naturali capaci di abbassare il tasso di anidride carbonica nell’aria: la combustione, spesso dolosa, delle foreste pluviali, produce infatti più anidride carbonica di quanta esse ne assorbano. La progressiva scomparsa di foreste e boschi aumenta il ritmo di erosione del suolo, e le specie animali che esse ospitavano rischiano l’estinzione.
(Fonte : ARPAV)


DEGRADAZIONE
Nella chimica organica indica il passaggio da un composto o un altro contenente un diverso gruppo funzionale e un numero più piccolo di atomi di carbonio.
(Fonte : GLOSS. ENI)


DEGRADAZIONE BIOLOGICA
Processo di demolizione della struttura molecolare delle sostanze organiche ad opera di diverse specie di microrganismi con formazione di sostanze minerali semplici quali ad esempio: acqua, anidride carbonica, ammoniaca, calcio, magnesio, ecc.
(Fonte : ARPAV)


DEGRADO AMBIENTALE
Perdita dei caratteri originari delle strutture, degli elementi e delle relazioni fra le componenti dell’ecosistema, con conseguente impoverimento del flusso energetico e degli scambi materiali esistenti.
(Fonte : STREAMS - TREVISIOL)


DEGRADO DELLE RISORSE
Perdita dei caratteri originari dei materiali coinvolti nei cicli dell’ecosistema.
(Fonte : STREAMS - TREVISIOL)


DEGRADO INDOTTO
Rappresenta le trasformazioni dell’ambiente naturale con squilibri e distruzione di risorse, operati dalle attività umane.
(Fonte : STREAMS - TREVISIOL)


DEMATERIALIZZAZIONE
E' un orientamento dell'economia che prevede di produrre la stessa "unità di servizio" con un quantitativo minore di materie e di materiali.
(Fonte : ARPAT)


DEMERSALE
Organismo (specialmente detto di pesci e specie ittiche) che vive normalmente in prossimità del fondo beneficiando, come nutrimento, delle forme viventi bentoniche.
(Fonte : GLOSS. ENI)


DENITRIFICATORE
Dispositivo in cui avviene l’abbattimento dei nitrati tramite il processo di denitrificazione biologica e con l’utilizzo di sistemi catalitici, come nei processi di controllo degli ossidi di azoto nei fumi.
(Fonte : GLOSS. ENI)


DENITRIFICAZIONE
Processo di riduzione dei nitrati ad azoto elementare (che si libera in forma gassosa) ad opera di batteri facoltativi in grado di utilizzare, in condizioni anossiche, l’ossigeno contenuto in questi composti.
(Fonte : GLOSS. ENI)


DENITRIZIONE
Processo di riduzione dei nitrati ad azoto elementare per mezzo di batteri in grado di utilizzare l'ossigeno contenuto in questi composti.
(Fonte : GLOSS. META S.p.A. Modena)


DENSITÀ DI POTENZA
Potenza incidente su una superficie per unità di area.
(Fonte : GLOSS. RADIAZIONI)


DENSITA' POTENZIALE SOSTENIBILE
Si riferisce alla densità numerica di individui raggiungibile da una singola specie animale in un determinato territorio senza ripercussioni negative sull’ecosistema.
(Fonte : GLOSS. ECOITALY)


DENSITA’
Rapporto tra massa e volume di un corpo o di una sostanza (densità assoluta). In pratica si utilizza spesso la densità relativa, espressa dal rapporto tra la densità assoluta della sostanza in esame e quella di una sostanza di riferimento, in genere l’acqua pura a 4°C. La densità dei solidi si misura con particolari recipienti detti "picnometri".
(Fonte : GLOSS. ENI)


DENUDAZIONE
Logorio della superficie terrestre dovuto all’azione congiunta di numerosi agenti naturali: sole, vento, pioggia, acque selvagge, azione del gelo, ghiaccio.
(Fonte : GLOSS. ENI)


DEPLOYMENT
Piano delle attività operative di adeguamento che consente alla Direzione di controllare sistematicamente lo stato di avanzamento del programma e di disporre di una visione chiara e puntuale della ripartizione dei compiti tra i diversi Enti e Funzioni aziendali. Il deployment è realizzato partendo dai risultati del survey iniziale e coinvolgendo attraverso specifici incontri i responsabili di Enti e >Funzioni interessati a ciascuno degli elementi della normativa di riferimento (ISO 14001 e Reg. CEE n. 1836/1993). Per ciascun elemento vengono individuate e condivise le relative attività da svolgere e, per ogni attività viene indicato un responsabile interno all'azienda e fissati i tempi di attuazione.
(Fonte : GLOSS. GALGANO & ASSOCIATI)


DEPOSIZIONE ACIDA
l'insieme dei composti a reazione acida che dall'atmosfera si depositano sulle componenti degli ecosistemi (suolo, acqua, …) sia per via secca che per via umida.. Si distinguono le deposizioni solide, costituite principalmente dal particolato atmosferico, e quelle umide che comprendono la pioggia, la neve, la grandine e la nebbia. I composti che conferiscono acidità alle deposizioni sono generalmente l'acido nitrico e quello solforico che si formano dalla reazione dell'acqua con gli ossidi di azoto e di zolfo presenti nell'aria inquinata. Le deposizioni acide possono modificare l'acidità dei laghi e delle acque, uccidendo pesci ed altri organismi acquatici, o quella dei suoli alterando la disponibilità degli elementi nutritivi e di quelli tossici con conseguenze sulla fertilità. Le deposizioni acide possono causare anche danni alla vegetazione diretti, ad es. sciogliendo le cere di protezione delle foglie esponendole ad una maggiore traspirazione ed influenza dei parassiti o modificando le possibilità di scambio con i gas dell'atmosfera, o indiretti, ad es. immobilizzando l'alluminio presente nei terreno, che è tossico per i funghi che vivono in simbiosi con gli alberi (micorrizze). Poiché le micorrizze facilitano l'uso dell'acqua da parte delle radici funzionando come una carta assorbente che aspira l'acqua presente nel suolo e fissano l'azoto atmosferico trasformandolo in composti utilizzabili dalle piante, la morte dei funghi micorrizzici porta al deperimento e alla morte delle piante con cui essi sono in simbiosi. Le deposizioni acide, oltre che agli ecosistemi, provocano danni anche agli edifici e ai monumenti. (cfr. DM 31-05-91)
(Fonte : MINISTERO DELL'AMBIENTE; ARPAV)


DEPURATORE
Impianto dedicato alla rimozione del carico inquinante contenuto in acque di scarico. E’ generalmente costituito da due sezioni principali, ciascuna idonea a un trattamento specifico: chimico-fisico, che provvede con mezzi chimici o fisici ad un pretrattamento delle acque per la rimozione dei solidi sospesi, per equilibrare l’acidità o l’alcalinità eccessive, per neutralizzare particolari sostanze nocive prima del successivo trattamento biologico, per aerazione; biologico, ad opera di microrganismi selezionati che provocano la degradazione delle sostanze organiche inquinanti, fino a farle rientrare nei limiti di legge. In genere un depuratore comprende una serie di vasche (Vasche di ossidazione biologica), in cui le acque fluiscono in serie per subire i vari passaggi del processo di depurazione.
(Fonte : GLOSS. ENI)


DEPURAZIONE
è il tentativo dell’uomo di ripristinare le condizioni originarie della sostanza alterata o di renderla atta a determinati usi. Ad esempio la depurazione dell'acqua è l'insieme dei trattamenti artificiali che permettono di eliminare totalmente o parzialmente da un’acqua le sostanze inquinanti. Esistono numerosi trattamenti di depurazione e il loro impiego dipende dalle caratteristiche dell’acqua da depurare e dal grado di depurazione che si vuole raggiungere. Gli impianti di depurazione si possono differenziare, a seconda dei processi di funzionamento su cui si basano, in fisici, chimico-fisici e biologici (Depuratore).
(Fonte : GLOSS. ENI)


DESALINIZZAZIONE
Asportare da acque salmastre dei sali in esse contenuti.
(Fonte : A COME AMBIENTE - TOURING CLUB ITALIANO)


DESERTIFICAZIONE
Processo di trasformazione in deserto di territori aridi o semiaridi dovuto principalmente a variazioni climatiche, deforestazione, a cattiva gestione o uso improprio dei territorio.
(Fonte : MINISTERO DELL'AMBIENTE)


DESERTO
Ogni area inadatta all’insediamento umano per accentuata aridità o per freddo intenso. Esistono due tipi elementari di deserto: uno si riferisce alle aree con clima arido, vegetazione ridotta, discontinua o assente, morfologia tormentata e mancanza di corsi d’acqua perenni; l’altra, alle aree settentrionali marginali dei continenti boreali, a gran parte della Groenlandia e all’Antartide. Le aree desertiche in senso lato coprono il 30% delle terre emerse, il 16% riferito ai deserti aridi e il 14% a quelli freddi.
(Fonte : GLOSS. ENI)


DESOLFORATORE
Dispositivo per la riduzione delle emissioni di ossidi di zolfo nei processi di combustione. In genere funziona con processi a secco, semisecco o umido.
(Fonte : GLOSS. ENI)


DESOLFORAZIONE E IDRODESOLFORA-ZIONE
Processo di trattamento di frazioni petrolifere finalizzato alla riduzione del contenuto di zolfo nei prodotti petroliferi. E’ realizzato in impianti ad alta pressione e temperatura in presenza di catalizzatore e di idrogeno.
(Fonte : GLOSS. ENI)


DESTRUTTURARE
Termine coniato dal filosofo Jaques Derrida per indicare le operazioni di "smontaggio" del mondo così come è concepito dall'uomo, per prepararlo ad un rapporto più equilibrato con le leggi naturali.
(Fonte : BIBLIOTECA DI DOCUMENTAZIONE PEDAGOGICA - FIRENZE)


DETENTORE
Ai sensi dell'art.6, comma 1, lett.b), D.Lgs. 22/97 e s.m.i., è detentore qualsiasi soggetto che si trova ad avere la materiale disponibilità dei rifiuti e solo per questo ne assume la responsabilità giuridica.
(Fonte : PROVINCIA TORINO)


DETERSIVI
Chiamati anche detergenti, sono sostanze chimiche coadiuvanti il lavaggio a mano o a macchina degli indumenti, delle stoviglie e dei prodotti industriali. Contengono molecole costituite da due parti: una idrofila (amica dell’acqua) e l’altra idrofoba (nemica dell’acqua). La prima si orienta verso l’acqua e la seconda verso il grasso di cui è formato in genere il sudiciume e lo allontana dai tessuti e dagli oggetti ai quali aderisce. I componenti dei detersivi sono: i fosfati che favoriscono l’eutrofizzazione, i tensioattivi ricavati dal petrolio e dal carbone e sono i responsabili di alcune malattie cutanee, brillanti per aumentare la lucentezza, sbiancanti sono perborati e percarbonati, sbiancanti ottici, enzimi prodotti da batteri, riempitivi, antischiuma, anticorrosivi (silicati di sodio e di alluminio), ammorbidenti, profumi sintetici sono oli di sintesi.
(Fonte : STREAMS - TREVISIOL)


DETRITI DI PERFORAZIONE
Frammenti di roccia che si producono a causa dell’avanzamento dello scalpello, durante l’attività di perforazione di pozzi per idrocarburi, trasportati alla superficie dal fluido di perforazione. In superficie sono raccolti in bacini confinanti, ai fini dei trattamenti e dello smaltimento finale. Questi reflui sono classificabili come rifiuti speciali non pericolosi e consolidati mediante l’aggiunta di cemento o silicati, in modo tale che ne è possibile il riutilizzo come copertura in discariche per rifiuti solidi urbani o lo smaltimento in discariche per rifiuti speciali.
(Fonte : GLOSS. ENI)


DETRITO
Ci si riferisce al detrito organico costituito da frammenti vegetali in vari stati di decomposizione.
(Fonte : ANPA)


DG XI
Direzione Generale n. XI della Commissione Europea che si occupa di "ambiente, sicurezza nucleare e protezione civile".
(Fonte : ARPAC)


DICHIARAZIONE
Disposizione che fornisce un'informazione.
(Fonte : EN 45020:1998)


DICHIARAZIONE AMBIENTALE
Dichiarazione elaborata dall’impresa per descrivere la politica ambientale adottata e le attività svolte, per valutare i problemi ambientali rilevanti e fornire un prospetto dei dati quantitativi su emissioni inquinanti, produzione dei rifiuti, consumo di materie prime, energia e acqua, rumore e altri aspetti ambientali significativi. (Reg. 1836/93)I contenuti della dichiarazione ambientale sono: - descrizione delle attività dell'impresa nel sito; - valutazione di tutti i problemi ambientali rilevanti connessi con le attività; - compendio dei dati quantitativi concernenti emissioni inquinanti, produzione di rifiuti, consumo di materie prime, energia e acqua,, rumore e altri aspetti ambientali rilevanti; - altri fattori relativi all'efficienza ambientale; - presentazione di politica, programmi e Sistema di Gestione Ambientale applicati all'impresa.
(Fonte : ARPAC; GLOSS. GALGANO & ASSOCIATI)


DICHIARAZIONE DI CONFORMITÀ
Dichiarazione di un fornitore, sotto la sua sola responsabilità, che un prodotto o servizio è conforme ad una norma. In genere la facoltà di emettere questa dichiarazione è subordinata ad un controllo da parte del soggetto stesso (per esempio alla verifica del sistema di qualità del fornitore).Tale dichiarazione è la forma di trasparenza più diretta e conveniente per il fornitore ma anche, in quanto di parte, la meno credibile almeno quando non sia convalidata da altri segnali qualitativi.
(Fonte : GLOSS. FEDERLEGNO)


DICHIARAZIONE DI RIO (sull’Ambiente e lo Sviluppo)
Dichiarazione approvata dalla Conferenza delle Nazioni Unite sull'Ambiente e lo Sviluppo "Eart Summit" riunita a Rio de Janeiro dal 2 al 14 giugno 1992. - Il documento si articola in 27 principi il terzo dei quali afferma che "il diritto allo sviluppo deve essere realizzato in modo da soddisfare equamente le esigenze relative all'ambiente ed allo sviluppo delle generazioni presenti e future".
(Fonte : ARPAV)


DICLINE
Fiore caratterizzato dalla sola presenza dell'androceo o del gineceo, pertanto unisessuale.
(Fonte : ANPA)


DICLORO-DI-FENIL-TRICLOROETANO
Vedi DDT.
(Fonte : ARPAV)


DICOTILEDONI
Sono piante il cui embrione ha due cotiledoni.
(Fonte : ANPA)


DIFESA SPONDALE
Opera longitudinale, solitamente in massi ciclopici o in gabbionate di rete metallica riempite di ciottoli, realizzata per proteggere una sponda dall’erosione. A differenza dell’argine, la difesa spondale non è rilevata rispetto al pèiano di campagna e non ha funzione di protezione dalle esondazioni. Quando è realizzata con un muro verticale si parla di muro spondale.
(Fonte : ANPA)


DIFETTO
Mancato soddisfacimento di un requisito attinente un'utilizzazione prevista o specificata. Differisce dalla "non conformità" in quanto esso ha implicazioni legali, particolarmente quelle associate alla responsabilità del prodotto.
(Fonte : UNI EN ISO 9000:2000)


DIFFERENZIAZIONE
Processo di diversificazione in rapporto alla funzione da svolgere che subiscono le varie cellule di una pianta o di un animale quando sono ancora allo stadio embrionale.
(Fonte : A COME AMBIENTE - TOURING CLUB ITALIANO)


DIFFUSIONE
In fisica si riferisce a due fenomeni completamente diversi: a) diffusione di materia: per esempio si ha diffusione nel passaggio di molecole da una parte all’altra di una membrana semipermeabile; b)diffusione di radiazioni: per es. quando un raggio di luce incide su una superficie non levigata, essa non viene riflessa in una direzione determinata, ma sparpagliata in tutte le direzioni (luce diffusa).In biologia è la dispersione di una specie animale o vegetale in un territorio. La disseminazione, operata in diversi modi, è un mezzo che contribuisce alla diffusione delle specie vegetali. d. adattativa – Evoluzione di numerose specie animali in un nuovo ambiente a partire da un antenato comune. Affinché questo fenomeno si verifichi è necessario che siano disponibili nicchie ecologiche libere.
(Fonte : A COME AMBIENTE - TOURING CLUB ITALIANO)


DIGESTIONE AEROBICA
Processo di stabilizzazione dei fanghi concentrati, provenienti da un trattamento di acque reflue, con aerazione prolungata, atto a completare la degradazione biologica delle sostanze organiche, in ambiente aerobico, iniziata nella fase di ossidazione biologica. E’ applicata generalmente in impianti senza sedimentazione primaria.
(Fonte : GLOSS. ENI)


DIGESTIONE ANAEROBICA
Trattamento biologico di liquami organici molto concentrati, effettuato in recipienti chiusi, ad opera di batteri anaerobi e facoltativi. In assenza di ossigeno, tali batteri provvedono alla riduzione biologica delle sostanze organiche presenti, con produzione di anidride carbonica, metano e prodotti solforati.
(Fonte : GLOSS. ENI)


DIGESTORE
Reattore chiuso in cui un materiale organico, costituito da rifiuti solidi o fanghi di depurazione o acque di lavaggio, viene sottoposto all’azione di batteri anaerobici che lo decompongono con formazione di biogas, eventualmente utilizzabile come combustibile. Nel caso di residui vegetali e comunque non tossici, il residuo solido della digestione anaerobica può essere utilizzato come ammendante agricolo.
(Fonte : GLOSS. ENI)


DILAVAMENTO
Allontanamento di materiali solubili dal suolo o da altre matrici permeabili ad opera dell'acqua piovana.
(Fonte : ARPAV)


DINAMICA DEMOGRAFICA
Variazione (aumento o diminuzione) della popolazione derivante, statisticamente, dal saldo fra la dinamica naturale e la dinamica migratoria.
(Fonte : A COME AMBIENTE - TOURING CLUB ITALIANO)


DINAMICA MIGRATORIA
È la variazione della popolazione dovuta ad iscrizioni e cancellazioni anagrafiche per cambio di residenza in un periodo stabilito. Si contrappone alla dinamica naturale. Il risultante dei due fenomeni costituisce la dinamica demografica.
(Fonte : A COME AMBIENTE - TOURING CLUB ITALIANO)


DINAMIZZAZIONE DELL’ACQUA
Riguarda i movimenti archetipici dell’acqua. Dovunque essa appaia assume forme sferiche. Seguendo un antico detto contadino: "L’acqua dopo tre salti si riossigena"; possiamo intuire che, consentendo all’acqua di muoversi e di scorrere in ambienti sinuosi e meandriformi, si conferisce all’acqua stessa la possibilità di rivitalizzarsi e purificarsi.
(Fonte : STREAMS - TREVISIOL)


DIOICO
Si dice di piante che portano i fiori maschili e femminili su individui diversi.
(Fonte : ANPA)


DIOSSINE
Con il termine generale di diossine viene descritto un gruppo di centinaia di composti chimici capaci di persistere per lungo tempo nell’ambiente. Almeno 13 di queste molecole sono considerate sicuramente tossiche per l’uomo e gli animali. Il composto più tossico è la tetraclorodibenzo-p-diossina o TCDD. La tossicità delle altre diossine e delle sostanze analoghe viene espressa in relazione alla TCDD
(Fonte : ARPAV)


DIPARTIMENTO ARPAV PROVINCIALE( DAP)
I Dap formano una struttura articolata su ogni provincia del Veneto con compiti di prevenzione, monitoraggio, controllo, supporto tecnico-scientifico relativi alle principali matrici ambientali.
(Fonte : AGENDA 21)


DIPLOIDE
Cellula dotata di doppio corredo cromosomico (risulta nell'insieme due volte l'aploide).
(Fonte : ANPA)


DIRETTIVA HABITAT
Direttiva CEE/CEEA/CE n.43 del 21/05/1992: strumento legislativo mirato alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali e della flora e della fauna selvatiche. L'obiettivo finale della Direttiva è quello di creare una rete Natura 2000 formato da aree ZSC. Tale Direttiva ha creato per la prima volta un quadro di riferimento per la conservazione della natura in tutti gli stati dell'Unione Europea.
(Fonte : ARPAV)


DIRETTIVA UCCELLI
Direttiva 79/409/CEE concernente la conservazione degli uccelli selvatici. L'obiettivo consiste nell'attuazione di azioni per la conservazione numerose specie di uccelli, indicate negli allegati della direttiva stessa, e nell'individuazione da parte degli stati dell'Unione Europea di aree da destinarsi alla conservazione degli uccelli selvatici (ZPS).
(Fonte : ARPAV)


DIRETTIVE UE
Atti emessi dalla Commissione dell'Unione Europea, di solito relativi a problemi che possono creare situazioni di pericolosità per le persone o per l'ambiente, e sono di recepimento obbligatorio da parte degli Stati membri. Ogni direttiva è vincolante per gli obiettivi che si prefigge ma lascia alle Autorità nazionali la scelta dei modi e delle forme della sua applicazione. La Commissione controlla la sua adozione da parte degli Stati membri, che possono essere deferiti alla Corte di Giustizia nel caso di mancata ottemperanza. Secondo il "Nuovo Approccio" CEE (1985) le Direttive stabiliscono i requisiti essenziali cui il prodotto o servizio deve adeguarsi e demandano al CEN l'emanazione delle specifiche tecniche relative. Esse sono notificate a coloro ai quali sono destinate ed hanno effetto nel momento della notifica. Tutte le direttive sono pubblicate sulla Gazzetta Ufficiale della CEE serie "L".
(Fonte : GLOSS. FEDERLEGNO)


DISBOSCAMENTO
Diradamento delle foreste come risultato dei processi di antropizzazione.
(Fonte : GLOSS. ENI)


DISCARICA
Area predisposta per il deposito dei rifiuti, dotata di caratteristiche costruttive diverse in funzione del tipo di rifiuto ad essa destinato e in base alle disposizioni della normativa. La discarica di 1° categoria è adibita al conferimento di RU e RAU. Le discariche di 2° categoria si suddividono in Tipo A per rifiuti inerti, Tipo B per rifiuti industriali, con limiti sul contenuto di sostanze pericolose.
(Fonte : ARPAV)


DISCARICA CONTROLLATA
Area predisposta per il contenimento di rifiuti e dotata di caratteristiche costruttive diverse in funzione del tipo di rifiuto ad essa destinato e in base alle disposizioni della normativa. A seguito della Deliberazione 27.7.94 del Comitato interministeriale, sono state prescritte in Italia tre categorie di discariche. All’interno della 2a categoria sono individuati poi tre tipi diversi. In sintesi, le discariche della 1a categoria sono destinate ad accogliere RSU e RSA; quelle di 2a, Tipo A, sono per rifiuti inerti; quelle di 2a , Tipo B, sono per rifiuti industriali, con limiti sul contenuto di sostanze pericolose; quelle di 2a, Tipo C, sono per la stessa tipologia, ma con limiti meno restrittivi sulla composizione dei rifiuti; quelle di 3a categoria infine, sono per rifiuti tossico-nocivi particolarmente pericolosi, non smaltibili nelle discariche di 2a categoria. Al crescere nella scala delle tipologie, corrispondono soluzioni costruttive via più isolanti dall’ambiente esterno. Attualmente, nel regime "transitorio" seguito al nuovo D. Lgs. sui rifiuti del 5.2.97, la dizione rifiuti pericolosi ha sostituito quella di tossico-nocivi. Lo stesso Decreto recita inoltre: "A partire dal 1° gennaio 2000 è consentito smaltire in discarica solo i rifiuti inerti, i rifiuti individuati da specifiche norme tecniche ed i rifiuti che residuano da operazioni di riciclaggio, di recupero e di smaltimento ...(di rifiuti)...".
(Fonte : GLOSS. ENI)


DISERBANTE
Sostanza chimica che impedisce o rallenta lo sviluppo di erbe infestanti. Agisce bloccando la germinazione dei semi e accumulandosi nei tessuti vegetali.
(Fonte : A COME AMBIENTE - TOURING CLUB ITALIANO)


DISINFESTANTE
Sostanza che uccide gli organismi animali apportatori di germi patogeni. I disinfestanti vengono utilizzati dall’uomo per uso sia veterinario sia agricolo. Rientrano in questa categoria tutti i composti chimici capaci di uccidere i protozoi, gli insetti, gli aracnidi, etc.
(Fonte : A COME AMBIENTE - TOURING CLUB ITALIANO)


DISINFEZIONE
Trattamento dell'acqua, effettuato con cloro od altri mezzi, atto a distruggere i germi patogeni.
(Fonte : ARPAV)


DISMISSIONE
L’insieme delle operazioni necessarie per la cessazione delle attività produttive di un impianto o di un’area industriale. Si suddivide generalmente in tre fasi: messa in sicurezza (Bonifica) delle componenti; smantellamento e rimozione delle apparecchiature e delle strutture; ripristino del suolo.
(Fonte : GLOSS. ENI)


DISOLEATORE
Dispositivo utilizzato per l’eliminazione degli oli e dei grassi presenti nelle acque di scarico. Generalmente si tratta di vasca o serbatoio che rallenta la velocità del liquame, favorendo la flottazione (Flottatore) naturale di tali particelle, con densità minore dell’acqua che, raccoltesi in superficie, vengono eliminate con appositi rastrelli.
(Fonte : GLOSS. ENI)


DISOLEAZIONE (trattamento di)
Processo di purificazione delle acque di scarico, volto ad eliminare gli oli e i grassi presenti, mediante disoleatore.
(Fonte : GLOSS. ENI)


DISPERDENTI
Sostanze organiche aggiunte a sospensioni solido-liquido o liquido-liquido, capaci di formare e/o stabilizzare dispersioni tra una fase oleosa ed una acquosa. Generalmente usati per combattere gli oil spills.
(Fonte : GLOSS. ENI)


DISPERSIONE DEL GREGGIO VERSATO IN MARE
Tecnica di riduzione del greggio galleggiante sul mare mediante trattamento delle chiazze di olio con agenti disperdenti (prodotti tensioattivi) che provocano la formazione di piccolissime gocce (meno di 100 micron di diametro), riducendo la tensione superficiale tra olio ed acqua e facilitando la loro dispersione.
(Fonte : GLOSS. ENI)


DISPERSIONE DI INQUINANTI IN ATMOSFERA
Fenomeno subìto dagli inquinanti durante il trasporto turbolento in atmosfera. A causa della dispersione gli inquinanti subiscono una diluizione al crescere della distanza dalla sorgente di emissione. E’ possibile modellizzare il fenomeno attraverso opportuni algoritmi in grado di descrivere il comportamento degli effluenti e di calcolare i valori di concentrazione degli inquinanti in un qualsiasi punto dello spazio.
(Fonte : GLOSS. ENI)


DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE
Vedi DPI.
(Fonte : )


DISPOSIZIONE
Espressione contenuta in un documento normativo che assume forma di dichiarazione, istruzione, raccomandazione o requisito.
(Fonte : EN 45020:1998)


DISPOSIZIONE DESCRITTIVA
Disposizione per l'idoneità allo scopo, concernente le caratteristiche di un prodotto, processo o servizio.
(Fonte : EN 45020:1998)


DISPOSIZIONE DI PRESTAZIONE
Disposizione per l'idoneità allo scopo, riguardante le prestazioni di un prodotto, processo o servizio nella sua utilizzazione o in rapporto ad essa.
(Fonte : EN 45020:1998)


DISPOSIZIONE DI RISPONDENZA
Disposizione che indica uno o più modi di conformarsi ai requisiti prescritti da un documento normativo.
(Fonte : EN 45020:1998)


DISSALAZIONE DELL’ACQUA
Processo chimico mediante il quale si ottiene acqua dolce da acqua salata, particolarmente nelle zone aride. Sulla terra il 98% dell’acqua esistente è acqua marina la cui concentrazione in sali è tale da non potere essere utilizzata né a scopo domestico né agricolo né industriale. La dissalazione si può ottenere per separazione dei sali disciolti oppure per liberazione dell’acqua dalla soluzione salina. Per tutti i processi è però necessaria una notevole quantità di energia e fino ad ora l’alto costo li ha resi convenienti solo in parte. I più recenti impianti di dissalazione possono produrre acqua dolce fino a 800 milioni di litri al giorno e i costi di produzione, se comparati ai costi del riciclaggio delle acque di scolo, risultano sufficientemente concorrenziali almeno nelle regioni costiere.
(Fonte : A COME AMBIENTE - TOURING CLUB ITALIANO)


DISSEMINAZIONE
Dispersione naturale del seme e, in generale, di frutti, spore o altri organi preposti alla moltiplicazione sessuale. In relazione al vettore che opera la dispersione può essere anemocora, autocora, bolocora, mirmecofora, zoocora.....Nei climi temperati, i generi delle specie legnose con disseminazione anemofila non hanno, abitualmente, dormienza leggera. Quando la disseminazione è, invece, dovuta a mammiferi o uccelli, i semi mostrano solitamente dormienze profonde, particolarmente nel caso di generi di sottobosco.
(Fonte : ANPA)


DISSESTI IDROGEOLOGICI
Frane, smottamenti, valanghe, alluvioni, erosioni, abbassamento del suolo sono squilibri dell'ambiente dovuti quasi sempre a due fattori principali: quello geologico predisponente e quello idrico determinante. Si parla di rischio idrogeologico in riferimento ai danni che tali fenomeni possono causare a beni artificiali e naturali. A determinare il rischio idrogeologico concorrono fattori interni endogeni relativi alla geomorfologia del suolo e del sottosuolo e fattori esogeni come il clima, la vegetazione, la fauna e l'uomo.
(Fonte : BIBLIOTECA DI DOCUMENTAZIONE PEDAGOGICA - FIRENZE)


DISSESTO AMBIENTALE
Fenomeno naturale o indotto da opere dell’uomo che interessa vari aspetti dell’ambiente (suolo, acqua, ecosistemi, ecc.) e ne modifica negativamente l’equilibrio naturale. Nel caso di frane e inondazioni che hanno effetti dannosi per il territorio, le infrastrutture e le popolazioni, si parla ad esempio di dissesto idrogeologico.
(Fonte : GLOSS. ENI)


DISSESTO NATURALE
Fenomeno di instabilità spontaneamente in atto.
(Fonte : STREAMS - TREVISIOL)


DISTILLAZIONE PRIMARIA
Processo di distillazione frazionata del petrolio greggio dal quale si ottengono le principali frazioni petrolifere (che bollono a temperature diverse), da avviare agli impianti di conversione e trattamento della raffineria.
(Fonte : GLOSS. ENI)


DISTRIBUZIONE
Fase in cui l’acqua prelevata e addotta viene distribuita alle singole utenze. Essa avviene di solito per mezzo di un sistema di tubazioni facenti capo a una condotta principale allacciata a un serbatoio. Questo sistema può essere del tipo aperto, cioè a rami fino alle estreme utenze periferiche, o del tipo chiuso, cioè a maglie (o a rete), costituito da circuiti chiusi in ciascun punto dei quali l’acqua può giungere da almeno due direzioni. In generale il sistema a rami è più adatto per utenze sparse, mentre il sistema a maglie è preferibile in agglomerati di una certa importanza.
(Fonte : STREAMS - TREVISIOL)


DISTRIBUZIONE STATISTICA
Il termine distribuzione, in statistica, fa riferimento a distribuzione di frequenza o di probabilità, inerente ai dati del campione e a distribuzioni calcolate in base a ipotesi matematiche riguardanti il comportamento di esperimenti ripetitivi che presentano regolarità statistiche. La distribuzione di frequenza può essere considerata come una modalità particolare di rappresentazione di dati appartenenti a un campione. Immaginiamo infatti di aver effettuato 5000 misurazioni della statura in cm su un campione estratto della popolazione italiana di maschi adulti, allo scopo di studiare , nell’ambito di una ricerca CE, l’altezza degli italiani .è evidente che non ci sarà possibile farci un’idea dell’andamento delle stature esaminando i nostri dati, in quanto essi risultano troppo numerosi e troppo poco maneggevoli. Un primo passo, per potere proseguire nell’indagine, sarà dunque quello di raggrupparli in svariati sottoinsiemi o classi e di contare quanti soggetti appartengono ad ogni classe. I nostri 5000 soggetti verranno così ad essere inclusi in sole x classi diverse. Sarà in tal modo assai più facile osservare che esistono delle classi (ad esempio quelle comprese tra 1,60 e 1,80) in cui si concentrano moltissimi soggetti, mentre altre classi in cui si possono contare pochissimi soggetti. Questo tipo di distribuzione si definisce anche di frequenza in quanto ci indica quali sono, per un campione grande quanto si voglia, le frequenze relative di appartenenza ad una determinata classe. Il modo più semplice per rappresentare queste distribuzione è l’istogramma. Le distribuzioni calcolate in base a ipotesi matematiche possono considerarsi come modello inerente a variabili particolari. La distribuzione normale o gaussiana è la distribuzione matematica che descrive l’andamento di una variabile continua, come per esempio la statura o la pressione arteriosa in una popolazione. Essa viene rappresentata con la caratteristica curva a campana che indica che la variabile si presenta con grande frequenza in un segmento centrale, equidistante dai valori estremi. La distribuzione gaussiana può essere considerata come la forma alla quale tende la distribuzione di frequenza di una variabile continua se il campione cresce indefinitivamente. La distribuzione binomiale riguarda invece la distribuzione di probabilità di una sequenza casuale in cui il risultato di ogni prova sia A o B, per esempio il lancio di un dado il cui risultato sia la probabilità di avere numeri pari o dispari. La distribuzione di Poisson riguarda invece la distribuzione di eventi casuali nel tempo.
(Fonte : A COME AMBIENTE - TOURING CLUB ITALIANO)


DIVERSITA’ (indice di)
Indice esprimente il grado di eterogeneità di una comunità di organismi (Biocenosi) mediante accertamento statistico della situazione reale esistente fra le due situazioni teoriche estreme:(a) tutti gli individui della comunità appartengono alla medesima specie, (b) ogni individuo della comunità appartiene ad una specie diversa. Fra queste due estremità si possono trovare tutte le gradazioni intermedie.
(Fonte : GLOSS. ENI)


DNA
L’acronimo sta per acido desossiribonucleico. E’ il costituente principale dei cromosomi e possiede una struttura a doppia elica avvolta a spirale. Nel DNA sono contenute tutte le informazioni genetiche che consentono alle cellule di replicarsi e di produrre le proteine e le altre sostanze che le compongono. E’ il veicolo tramite il quale ciascun organismo trasmette ai discendenti le proprie informazioni biologiche.
(Fonte : ARPAV)


DNA RICOMBINANTE
Si definisce DNA ricombinante una molecola di DNA modificata con le tecniche dell'ingegneria genetica. Una volta individuata la struttura e la funzione di determinate frazioni del DNA, è possibile infatti, utilizzando particolari enzimi detti nucleasi di restrizione, in pratica delle microscopiche “forbici” altamente specifiche, separare e isolare frammenti di DNA che contengano geni dotati di precise caratteristiche funzionali. Questi geni sono poi duplicati in quantità elevate tramite altri enzimi, le polimerasi, per essere infine introdotti, legati ad appropriati agenti trasportatori, in una nuova molecola di DNA. Questa molecola modificata (DNA ricombinante) verrà ad acquisire nuove proprietà, come ad esempio l’informazione per far produrre alla cellula che la ospita una sostanza che prima non produceva. Le sequenze di nucleotidi ricombinanti, che vengono inserite all'interno di una molecola di DNA con manipolazioni in vitro, provengono generalmente da organismi di specie differenti da quello del ricevente. Così ad esempio, l’insulina umana viene oggi prodotta da un comune batterio: l’Escherichia coli. La possibilità di isolare un gene e di spostarlo dalla cellula di origine in un’altra trova applicazioni in numerosi campi che comprendono la produzione industriale di farmaci e vaccini, la ricerca di nuove terapie per le malattie genetiche o la produzione di alimenti (OGM Organismi geneticamente modificati). La tecnologia del DNA ricombinante è uno dei rami più importanti delle biotecnologie ed ha rivoluzionato la moderna biologia.
(Fonte : ARPAV)


DOCUMENTO
Ogni supporto di informazioni, assieme alle informazioni che esso contiene.
(Fonte : EN 45020:1998)


DOCUMENTO NORMATIVO
Documento che fornisce regole, direttive o caratteristiche concernenti determinate attività o i loro risultati. Si riferisce a diversi tipi di documenti quali: norme, specificazioni tecniche, codici di pratica, regolamenti.
(Fonte : EN 45020:1998)


DOCUMENTO UNICO DI PROGRAMMAZIONE
Vedi DOCUP.
(Fonte : )


DOCUP
Docup Obiettivo 2. Documento programmatico per gli anni 2000-2006 in ottemperanza al Regolamento CEE 1260/99 recante disposizioni sui Fondi Strutturali.
(Fonte : ARPAV)


DOLINA
Depressione del terreno a forma concava, tipica delle regioni carsiche.
(Fonte : GRUPPO VICENTINO DI STUDI ORNITOLOGICI "NISORIA")


DOLOMIA
Roccia costituita prevalentemente da dolomite. Carbonato doppio di calcio e magnesio CaMg(CO3)2 in gran parte di origine secondaria a seguito della sostituzione di atomi di Ca con atomi di Mg (processo di dolomitzzazione).
(Fonte : ARPAV)


DOLOMITE
Carbonato doppio di calcio e magnesio di formula CaMg(CO3)2. Si presenta in cristalli romboedrici incolori se puri o gialli e bruni se impuri.
(Fonte : ARPAV)


DOMINIO
Ripartizione dell’ambiente marino che viene diviso nel dominio bentonico, comprendente tutti i fondali, e nel sovrastante dominio pelagico, comprendente le masse d’acqua, che a sua volta è ripartito in due regioni: una neritica, sovrastante la platea continentale e una oceanica, sovrastante le altre aree di mare aperto più profondo.
(Fonte : GLOSS. ENI)


DORMIENZA
Stato fisiologico, dovuto a cause fisiche e/o fisiologiche intrinseche, che impedisce la germinazione, anche in condizioni ambientali favorevoli. E' una caratteristica controllata geneticamente che interagisce in vario modo con i fattori ambientali.
(Fonte : ANPA)


DOSE
Quantità di una sostanza necessaria per ottenere un determinato effetto.
(Fonte : GLOSS. ENI)


DOSE ACCUMULATA
Rappresenta, integrata nel tempo, la somma di tutte le dosi ricevute da un individuo, qualunque ne sia la sorgente, escluse quelle provenienti dal fondo naturale di radiazioni, da esami e cure mediche.
(Fonte : GLOSS. RADIAZIONI)


DOSE ALLA POPOLAZIONE
Dose di radiazioni ionizzanti ricevuta dalla popolazione durante un determinato intervallo di tempo, ponderata in funzione dei dati demografici.
(Fonte : GLOSS. RADIAZIONI)


DOSE ASSORBITA
Quantità di energia ceduta dalle particelle ionizzanti allo unità di massa della sostanza irradiata nel punto preso in esame, quale che sia la natura della radiazione ionizzante utilizzata.
(Fonte : GLOSS. RADIAZIONI)


DOSE INDIVIDUALE
Dose di radiazioni ionizzanti ricevuta da un individuo durante un determinato intervallo di tempo.
(Fonte : GLOSS. RADIAZIONI)


DOSE/RISPOSTA (RAPPORTO DOSE/RISPOSTA)
Il termine dose indica la quantità di una sostanza chimica o l’intensità di un agente fisico (ad esempio il rumore o le radiazioni ionizzanti) a cui un organismo viene esposto. Il termine risposta indica l’effetto sull’organismo di tale esposizione. La dose e la risposta sono spesso legate da una relazione per cui all’aumentare della dose si ha un aumento dell’effetto. Inversamente, poichè con il diminuire della dose l’effetto si riduce, vi può essere una dose (detta dose soglia) al di sotto della quale non si verificano effetti nocivi per l’organismo.
(Fonte : ARPAV)


DOSI MASSIME AMMISSIBILI
Dosi di radiazioni ionizzanti che, allo stato attuale delle cognizioni, non sono suscettibili di causare alterazioni notevoli né all'individuo nel corso della sua vita, né alla popolazione. Tali dosi sono fissate tenendo conto delle irradiazioni ricevute dagli individui o dalla popolazione, escluse quelle provenienti dal fondo naturale di radiazioni e quelle provenienti da esami e cure mediche.
(Fonte : GLOSS. RADIAZIONI)


DOSIMETRO
Apparecchio o dispositivo di misura della dose in un ambiente (dosimetro ambientale) o assorbita da una persona (dosimetro personale).
(Fonte : GLOSS. RADIAZIONI)


DOSSO
Zona altimetricamente rilevata rispetto alle aree limitrofe.
(Fonte : ARPAV)


DPI
Si intende per dispositivo di protezione individuale (DPI) qualsiasi attrezzatura destinata ad essere indossata e tenuta dal lavoratore allo scopo di proteggerlo contro uno o più rischi suscettibili di minacciarne la sicurezza o la salute durante il lavoro, nonché ogni complemento o accessorio destinato a tale scopo.
(Fonte : D.Lgs 19 settembre 1994, n. 626)


DPSIR
Modello concettuale elaborato nell'ambito del dibattito internazionale in materia di informazione ambientale (OCSE, 1993; Eurostat, 1997; EEA, 1998).Il modello evidenzia l'esistenza a "monte" delle pressioni sull'ambiente, di forze motrici o determinanti che possono essere identificati con le attività e i processi antropici che causano le pressioni. A "valle" delle pressioni sta invece lo stato della natura, che si modifica in seguito alle sollecitazioni umane. Il modificarsi dello stato della natura comporta impatti sul sistema antropico. Poiché gli impatti sono quasi sempre negativi, a questo ciclo di rapporti causali che hanno come effetto il deterioramento della natura, la società reagisce fornendo risposte basate sulla consapevolezza dei meccanismi che la determinano. Le risposte sono dirette sia alle cause immediate degli impatti (i cambiamenti dello stato) sia alle cause più profonde, risalendo a "monte" fino alle pressioni stesse e ai fattori che le generano. Il cerchio così si chiude con la retroazione consapevole della società alle conseguenze negative del suo stesso sviluppo.
(Fonte : ARPAV)


DRENAGGIO
Tecnica di bonifica consistente nel prosciugamento di un terreno impregnato d’acqua. Può essere eseguito mediante scolo naturale dell’acqua (se il terreno da bonificare si trova a un livello più elevato di quello del corpo idrico), o mediante prosciugamento artificiale (quando il terreno è situato a un livello inferiore o uguale a quello del corpo idrico; in tal caso è necessario sollevare l’acqua con mezzi meccanici (idrovore) e scaricarla nel corpo idrico ricevente.
(Fonte : STREAMS - TREVISIOL)


DRENAGGIO ESTERNO
Si riferisce allo scorrimento superficiale delle acque.
(Fonte : ARPAV)


DRENAGGIO INTERNO
Si riferisce alla dinamica dell’acqua all’interno del profilo.
(Fonte : ARPAV)


DUNA
Formazione sabbiosa dovuta all'accumulo di materiale contro un ostacolo. Le dune sono prodotte da moti turbinosi del vento e perciò non stabili ma si spostano secondo la direzione del vento.
(Fonte : ENCICLOPEDIA SCIENTIFICA TECNICA GARZANTI)