LABORATORIO DI PROVA
Laboratorio che esegue le prove. Può essere utilizzata sia per indicare un'entità legalmente riconosciuta o un'entità tecnica o entrambe.
(Fonte : EN 45020:1998)
LACERETO
Bosco di aghifoglie con prevalenza di Larice (Larix decidua).
(Fonte : GRUPPO VICENTINO DI STUDI ORNITOLOGICI "NISORIA")
LACINIE
Incisioni profonde, irregolari e strette.
(Fonte : ANPA)
LAGO
Ampia concavità della superficie terrestre colmata dalle acque di fiumi o torrenti. Tali concavità (o bacini) possono essere antichi crateri di vulcani spenti, valli sovraescavate dai ghiacciai o sbarrate da rilievi morenici, fosse tettoniche, bassopiani costieri, il cui drenaggio sia stato impedito dalla formazione di cordoni di dune. Esistono anche numerosi laghi artificiali, creati dall’uomo per lo più sbarrando con dighe le valli, allo scopo di produrre energia idroelettrica o di alimentare acquedotti e canali d'irrigazione. l. salato – si tratta di un lago che, essendo situato in regioni aride, presenta un’evaporazione maggiore della quantità d’acqua apportata dai fiumi e dalle precipitazioni. Di conseguenza diventa estremamente salato e le sue rive risultano incrostate di sale man mano che l’acqua si ritira.
(Fonte : A COME AMBIENTE - TOURING CLUB ITALIANO)
LAGUNA
Bacino costiero originatosi per la formazione di un cordone litorale che chiude lo sbocco di una baia o di un golfo; può anche essere originata da una barriera corallina o da un delta di un fiume.
(Fonte : ENCICLOPEDIA SCIENTIFICA TECNICA GARZANTI)
LAGUNAGGIO
E' costituito da una o più vasche dove si immette l’acqua da depurare o già pretrattata e dove un gran numero di organismi viventi, tra i quali batteri, alghe, zooplancton e macrofite, demoliscono e assorbono le sostanze organiche.
(Fonte : STREAMS - TREVISIOL)
LAMA
Palude o terreno paludoso che si forma nei luoghi bassi per radunarsi di acque di piena.
(Fonte : ARPAV)
LANCA
Braccio di alveo fluviale occupato da acque stagnanti.
(Fonte : ARPAV)
LANDFARMING
Tecnica di bonifica biologica in situ. Consiste nell’effettuare ripetute operazioni agricole (aratura, fresatura, discatura, erpicatura, ecc.) atte a favorire l’esposizione del terreno all’ossigeno atmosferico e a fornire, mediante concimazione, le opportune sostanze nutrienti necessarie a sostenere l’attività batterica dei microrganismi naturalmente presenti o eventualmente inoculati. Tale tecnica permette la degradazione biologica aerobica degli eventuali inquinanti presenti nel terreno, principalmente degli idrocarburi).
(Fonte : GLOSS. ENI)
LANDSCAPE ECOLOGY
Ecologia del paesaggio.
(Fonte : GLOSS. ENI)
LARVA
Stadio giovanile di sviluppo di molti animali che non assomiglia all’individuo adulto per aspetto, forma e organizzazione. L’individuo nasce dall’uovo e diventa simile all’adulto solo in seguito a una serie di metamorfosi più o meno profonde. Non sono state fino ad oggi completamente chiarite le cause di questo sviluppo indiretto.
(Fonte : A COME AMBIENTE - TOURING CLUB ITALIANO)
LATIFOGLIA
Pianta arborea od arbustiva a foglie espanse e per lo più caduche.
(Fonte : GRUPPO VICENTINO DI STUDI ORNITOLOGICI "NISORIA")
LATTICE
Il lattice (o latice) è un liquido lattiginoso, secreto da speciali cellule presenti in molte piante superiori. Dalla lavorazione di alcuni tipi di lattice si ricavano sostanze utilizzate a livello industriale ottenendo dei polimeri (come il caucciù o la guttaperca). Alcuni di questi polimeri possono essere sintetizzati anche artificialmente. La quasi totalità della gomma naturale (caucciù) viene prodotta dal lattice, che si ottiene dall'albero della gomma (Hevea brasiliensis), una pianta tropicale della famiglia delle Euphorbiaceae.
(Fonte : ARPAV)
LAVORATORI ESPOSTI
I soggetti che, in ragione dell'attività lavorativa svolta per conto del datore di lavoro, sono suscettibili di una esposizione alle radiazioni ionizzanti superiore ad uno qualsiasi dei limiti fissati per le persone del pubblico.
(Fonte : GLOSS. RADIAZIONI)
LC50 (concentrazione letale media)
Concentrazione di sostanza che si rivela letale per il 50% degli organismi usati in un test di tossicità per un certo tempo di esposizione.
(Fonte : GLOSS. ENI)
LCA
Analisi del Ciclo di Vita. E' un metodo di valutazione dei carichi ambientali correlati ad un prodotto, un processo o un'attività, consistente nell'identificazione e nella quantificazione dell'energia, dei materiali usati e dei rifiuti rilasciati nell'ambiente. La valutazione include l'intero ciclo di vita del prodotto, processo o attività, e comprende l'estrazione e il trattamento delle materie prime, la fabbricazione, il trasporto, la distribuzione, l'uso, il riuso, il riciclo e lo smaltimento finale.
(Fonte : ARPAT; ARPAV)
LEGAMBIENTE
Associazione ambientalista costituita nel 1980, presente su tutto il territorio nazionale. Ogni anno promuove due campagne per il monitoraggio della qualità delle acque di balneazione (Goletta verde) e per il monitoraggio dell’inquinamento acustico ed atmosferico (Treno verde).E' inoltre promotrice di numerose altre iniziative, che coinvolgono ogni anno migliaia di volontari, quali l’operazione "Spiagge pulite", Clean-up the World/Puliamo il mondo, la "Festa dell’albero". Attraverso i Centri di Azione Giuridica promuove, su segnalazione dei cittadini, centinaia di iniziative giudiziarie. L’Istituto di Ricerche ambiente Italia cura un rapporto annuale sullo stato del paese e l’analisi ambientale delle città e delle regioni italiane.
(Fonte : GLOSS. ENI)
LEGGE GALLI
legge 5 gennaio 1994, n. 36 "Disposizioni in materia di risorse idriche", la cosiddetta "legge Galli", che introduce per la prima volta in Italia il concetto di gestione integrata del ciclo delle acque. La Galli attende di essere recepita in circa metà del territorio nazionale anche se, in questo caso, molte Regioni del Mezzogiorno si sono mosse con anticipo rispetto a Regioni come Veneto, Emilia-Romagna e Lombardia. "Bisogna sottolineare il fatto che le leggi sulla qualità delle acque (in attesa del recepimento della Direttiva 91/271) non affrontano efficacemente il problema del livello massimo di inquinamento di un corpo idrico; la stessa Galli lo affronta ponendo l’attenzione non tanto sulla risorsa naturale nella sua qualità fisica ed ecologica, quanto sullo scarico, una attività che, nello specifico, si assume, in sostanza, comunque necessaria a prescindere dalla resistenza ecologica intrinseca dell’ecosistema interessato" (Ambiente Italia, 1998).
(Fonte : STREAMS - TREVISIOL)
LEGGE MERLI
Attualmente, sotto il nome di legge Merli viene compresa la normativa risultante dalla integrazione di numerosi provvedimenti normativi rispetto alla legge - base 120 maggio 1976 n° 319 entrata in vigore il 13 giugno 1976. L’ambito e le finalità della legge sono: disciplina degli scarichi di qualsiasi tipo (e, quindi, non solo di rifiuti) in acque, in fognature, nel suolo e nel sottosuolo; formulazione di criteri generali per l’utilizzazione e lo scarico delle acque; organizzazione dei pubblici servizi di acquedotto, fognature e depurazione, rilevamento sistematico delle caratteristiche dei corpi idrici.
(Fonte : STREAMS - TREVISIOL)
LEGISLAZIONE ALIMENTARE
Il termine "legislazione alimentare" si riferisce un insieme del le leggi, regolamenti e disposizioni amministrative che non riguardano esclusivamente i generi alimentari. Comprende infatti tutte le misure concernenti i materiali e le sostanze che vengono a contatto con gli alimenti, le metodologie utilizzate nelle aziende agricole e i mangimi dati agli animali destinati al consumo umano, laddove possano avere un impatto diretto o indiretto sulla sicurezza alimentare.
(Fonte : UE)
LEGISLAZIONE AMBIENTALE
Normative che impongono regole, incentivi e disincentivi, per ridurre l'inquinamento tramite limiti alle attività, standard di qualità ambientale, pianificazione territoriale, tasse e contributi.
(Fonte : GLOSS. GALGANO & ASSOCIATI)
LEGNO
I botanica questo termine si riferisce al tessuto conduttore delle piante che trasporta acqua e sali minerali dalle radici alle parti aeree della pianta. È un tessuto complesso, formato da diversi tipi di cellule: elementi conduttori veri e propri chiamate vasi, fibre e cellule parenchimatiche. Tutti questi tipi di cellule hanno pareti lignificate e costituiscono un tessuto morto. La loro funzione, oltre a quella di conduzione, è di sostegno. Le proprietà tecnologiche del legno come l’elasticità, la durezza, la facilità di lavorazione variano a seconda della distribuzione e della frequenza di questi elementi. Per esempio: un legno duro sarà ricco di fibre, mentre un legno molle presenterà grandi vasi. Legni uniformi, come quelli delle conifere, sono ottimi per la fabbricazione della carta.
(Fonte : A COME AMBIENTE - TOURING CLUB ITALIANO)
LEMMA
Brattea squamosa che avvolge la palea (altra brattea) e il relativo fiore all'interno della spighetta (infiorescenza delle graminacee).
(Fonte : ANPA)
LETARGO
Condizione di vita latente in cui vengono a trovarsi molti animali durante la stagione sfavorevole al normale svolgersi della loro attività. Il letargo deve essere considerato, più che un adattamento alle temperature sfavorevoli, una difesa contro la mancanza di acqua e di cibo. La variazione di temperatura dà solo il segnale dell’inizio di tale stagione. Gli animali possono andare in letargo in inverno (ibernazione) addormentandosi e abbassando di molto la temperatura corporea (per esempio: in Europa, lo scoiattolo, il ghiro e la marmotta). Nei paesi caldi si può avere il letargo estivo (estivazione) come nel caso delle chiocciole del deserto che sospendono ogni attività e si tappano nel guscio.
(Fonte : A COME AMBIENTE - TOURING CLUB ITALIANO)
LETTIERA
Indica i residui organici (foglie, rametti, cortecce, escrementi, spoglie d'animali, fiori, frutti, muschi, licheni, funghi, alghe…) prevalentemente di origine vegetali, che intatti o poco trasformati sono collocate alla superficie del suolo.
(Fonte : HUMUS FORESTALI - ED. CENTRO DI ECOLOGIA ALPINA DI TRENTO)
LETTO PERCOLATORE
Particolare impianto di depurazione biologica, costituito da uno strato di materiale filtrante attraverso il quale viene fatto fluire per gravità il refluo da depurare.
(Fonte : GLOSS. ENI)
LICENZA PER CERTIFICAZIONE
.Documento emesso conformemente alle regole di un sistema di certificazione, con cui un organismo di certificazione accorda a persone o organizzazioni il diritto di utilizzare certificati e marchi di conformità per un determinato prodotto, processo o servizio secondo le regole del relativo schema di certificazione.
(Fonte : EN 45020:1998)
LICENZIATARIO PER CERTIFICAZIONE
Persona o organismo con cui un ente di certificazione ha accordato il diritto di utilizzare certificati e marchi di conformità.
(Fonte : EN 45020:1998)
LICHENE
Vegetale risultante dall'associazione di un fungo con un'alga. Possono essere utilizzati per il monitoraggio dell'inquinamento atmosferico (indicatore biologico).
(Fonte : ARPAV)
LIEVITI
Sono funghi unicellulari tra i più evoluti. I lieviti hanno un aspetto completamente diverso dagli altri funghi ma sono compresi nel gruppo degli ascomiceti perché come questi si riproducono per aschi. Il loro modo di riprodursi più comune è comunque quello agamico per gemmazione. Tra i lieviti più noti ricordiamo i saccaromiceti. I lieviti hanno una grande importanza pratica perché attuano il processo di fermentazione alcolica sul quale è basata la preparazione del pane, del vino, della birra e in genere di tutte le bevande alcoliche.
(Fonte : A COME AMBIENTE - TOURING CLUB ITALIANO)
LIFE CYCLE ASSESSMENT
Valutazione del ciclo di vita.
(Fonte : GLOSS. ENI)
LIFE CYRCLE ANALYSIS
Analisi sistematica che valuta i flussi di materia e di energia durante tutta la vita di un prodotto, dall'estrazione delle materie prime, alla produzione, alla distribuzione, all'utilizzo, fino all'eliminazione del prodotto stesso una volta divenuto rifiuto. L'obiettivo generale è valutare gli impatti ambientali associati alle varie fasi del ciclo di vita di un prodotto, nella prospettiva di un miglioramento ambientale di processi e di prodotti. E' possibili, infatti, ripensare il prodotto all'atto della sua progettazione in funzione della sua migliore eco-compatibilità sia nella fase di produzione, sia in quella di utilizzo che infine nello smaltimento.
(Fonte : GLOSS. GALGANO & ASSOCIATI)
LIGULA
Piccola formazione a forma di lamina situata tra la guaina e il lembo di alcuni tipi di foglie (graminacee). Con lo stesso termine viene anche indicato il lembo della corolla nei fiori a simmetria bilaterale delle composite.
(Fonte : ANPA)
LIM
Livello inquinamento macrodescrittori. Vedi IBE.
(Fonte : )
LIMITE
Livello fissato al fine di evitare, prevenire o ridurre gli effetti dannosi sulla salute umana o per l'ambiente nel suo complesso.
(Fonte : ARPAV)
LIMITE NELL'AMBIENTE DEL LAVORO
I limiti igienici per l’ambiente di lavoro derivano dallo studio della relazione dose-risposta delle sostanze tossiche sull’uomo o nell’animale da esperimento. Teoricamente tutte le sostanze per cui sia possibile fissare un limite di concentrazione nell’ambiente di lavoro dovrebbero avere un ben determinato livello di soglia o livello di esposizione a cui non si osserva alcun effetto sugli esposti. Al di sotto del livello di soglia i meccanismi di rimozione del tossico dovrebbero far sì che anche aumentando il tempo di esposizione non si osservi alcun effetto. Per definire un limite di esposizione a sostanze tossiche per gli ambienti di lavoro si utilizzano i seguenti criteri: 1)determinazione nell’animale della dose del tossico priva di effetti nocivi (determinazione della soglia di risposta). La risposta può essere la variazione reversibile di un parametro biochimico; 2)estrapolazione della soglia individuata all’uomo, con l’inserimento di un fattore di sicurezza. Ad esempio si divide per 10, 100, o 1000; 3)valutazione del limite proposto nelle situazioni di reale esposizione dei lavoratori in ambiente industriale. L’ACGIH (American Conference of Governmental Industrial Hygienists) ha proposto una serie di limiti da applicare nelle diverse situazioni di rischio: -TLV (Threshold Limit Value – valore limite di soglia) -TWA (Time Weighted Average – media ponderata nel tempo). Il TLV – TWA è la più usata: indica la concentrazione media ponderata nel tempo, su una giornata lavorativa di otto ore e su 40 ore lavorative settimanali, alla quale tutti i lavoratori possono essere ripetutamente esposti senza effetti negativi. -TLV – STEL (Short-Term Exposure Level – livello permesso per esposizioni di breve durata) -TLV – C (C= Ceiling = tetto – limite invalicabile che non deve mai essere superato durante l’attività lavorativa nemmeno per un brevissimo periodo di tempo). I TLV indicano, per le sostanze aerodisperse elencate, le concentrazioni alle quali si ritiene che la maggior parte dei lavoratori possa essere esposto continuativamente senza effetti negativi per la salute. Alcuni individui possono tuttavia essere ipersuscettibili o particolarmente sensibili a talune sostanze a causa di fattori genetici, dell’età, di abitudini personali (fumo, alcool, ecc.), cure mediche o esposizioni pregresse. Tali lavoratori possono non risultare adeguatamente protetti a concentrazioni eguali o superiori ai TLV. I limiti (TLV) devono essere utilizzati esclusivamente nell’ambito dell’igiene industriale come orientamento o raccomandazione per la prevenzione dei rischi per la salute negli ambienti di lavoro. I TLV non possono essere applicati in altre situazioni, come ad esempio: per la valutazione dell’inquinamento atmosferico, per la valutazione di esposizioni continue o prolungate oltre il normale orario di lavoro, in ambito medico-legale come prova o esclusione della natura professionale di una patologia in atto.
(Fonte : ARPAV)
LIMITI DI ACCETTABILITA'
Valori limite di concentrazione superati i quali il terreno, le acque e l'aria sono considerati contaminati oltre i livelli accettabili. Costituiscono, inoltre, i valori limite di decontaminazione da raggiungere mediante l'azione di risanamento. Qualora, nonostante l'utilizzo delle migliori tecniche disponibili, non si riescano a raggiungere i limiti di accettabilità fissati dalla normativa, l'azione di risanamento è solo parziale e viene attuata mediante una messa in sicurezza del sito.
(Fonte : GLOSS. GALGANO & ASSOCIATI)
LIMITI DI ESPOSIZIONE
I limiti di esposizione indicano, per ciascuna sostanza considerata, le concentrazioni delle sostanze aerodisperse alle quali si ritiene che la maggior parte dei lavoratori possa rimanere esposta ripetutamente, giorno dopo giorno, senza effetti negativi per la salute (Livello di accettabilità).In ambiente di lavoro si considerano tre categorie di limiti di esposizione: il limite di esposizione giornaliero è la concentrazione media ponderata nel tempo per una giornata lavorativa di 8 ore e per 40 ore lavorative settimanali, alla quale quasi tutti i lavoratori possono essere ripetutamente esposti, giorno dopo giorno, senza effetti negativi; il limite per breve tempo di esposizione è la concentrazione a cui i lavoratori possono essere esposti continuativamente per un breve periodo di tempo, senza che insorgano irritazioni, alterazioni croniche o irreversibili, narcosi, purché il valore-limite di soglia giornaliero non venga superato; il limite istantaneo è la concentrazione che non deve essere superata durante l'esposizione lavorativa nemmeno per un istante.
(Fonte : GLOSS. ENI)
LIMNOLOGIA
Scienza che studia i laghi e le acque dolci in generale.
(Fonte : GLOSS. ENI)
LIMO
Frazione minerale di un suolo le cui particelle hanno un diametro compreso tra 0,05 e 0,002 mm.
(Fonte : ARPAV)
LIMONETO
Area umida occupata perlopiù da piante appartenenti al genere Limonium .
(Fonte : ARPAV)
LIQUAMI
Deiezioni zootecniche o altri reflui prevalentemente organici (es.reflui di fognatura civile) con elevato contenuto di acqua.
(Fonte : ARPAV)
LISCIVIAZIONE
Dissoluzione selettiva di una sostanza da altre, sfruttando la differenza di solubilità, mediante immersione in opportuni solventi o soluzioni. Tale operazione è utilizzata soprattutto in metallurgia per l’estrazione dei minerali o in analitica per i test di lisciviazione previsti dalla legge.
(Fonte : GLOSS. ENI)
LISCIVIAZIONE (test di)
Prova di rilascio di composti inquinanti, contenuti in una matrice solida (suolo), effettuata con acqua satura di anidride carbonica (simulazione della pioggia) o con acido acetico.
(Fonte : GLOSS. ENI)
LISTE BLU
Catalogo di specie la cui situazione di rischio può venire considerata come ragionevolmente superata.
(Fonte : ANPA)
LISTE ROSSE
Liste di specie animali/vegetali minacciate in un determinato territorio.
(Fonte : ARPAV)
LITOLOGIA
Lo studio in generale delle rocce (anche sciolte), nei loro aspetti strutturali, fisici e mineralogici.
(Fonte : ARPAV)
LITOSFERA
Involucro superficiale della Terra, dello spessore di 70-100 km, detto anche crosta terrestre. In senso più ampio è intesa come la porzione solida della Terra, in antitesi ad atmosfera e idrosfera che ne costituiscono, rispettivamente, l’involucro gassoso e la porzione liquida.
(Fonte : GLOSS. ENI)
LIVELLI DI ATTENZIONE E DI ALLARME (inquinamento atmosferico)
Sono le concentrazioni di inquinanti atmosferici che determinano lo stato di attenzione e di allarme. I livelli sono quelli fissati nella tabella I dell'allegato 1 al D.M. 15 aprile 1994.
(Fonte : ARPAV)
LIVELLO DI ACCETTABILITA'
Massima concentrazione di una sostanza (o misura di un agente chimico, fisico o biologico) a cui l’individuo può essere esposto giornalmente attraverso l’aria, l’acqua e gli alimenti, senza incorrere in un rischio apprezzabile per la salute. Si ottiene applicando delle opportune correzioni alla dose determinata sperimentalmente che non ha mostrato alcun effetto tossico, tenendo in considerazione il peso corporeo medio, il consumo medio giornaliero di uno specifico alimento o di acqua oppure di aria inspirata. Le opportune correzioni, così come le quantità fissate a livello internazionale, sono determinate e applicate nelle condizioni più conservative, al fine di proteggere l’uomo esposto. E' utilizzato per stabilire i limiti di esposizione.
(Fonte : GLOSS. ENI)
LIVELLO DI NORMAZIONE
Area geografica, politica o economica della normazione.
(Fonte : EN 45020:1998)
LIVELLO DI PRESSIONE SONORA
In acustica, è indicatore utilizzato per valutare il valore istantaneo del rumore.
(Fonte : GLOSS. ENI)
LIVELLO DI RUMORE STATISTICO
In acustica, è il livello di rumore superato per una percentuale n di tempo nel periodo di tempo T. I livelli statistici generalmente utilizzati sono L1, L5, L10 per denotare la rumorosità di picco e L90, L95, L99 per caratterizzare la rumorosità di fondo.
(Fonte : GLOSS. ENI)
LIVELLO EQUIVALENTE DI RUMORE
In acustica, è l’indicatore utilizzato per valutare il livello medio di rumore di un segnale variabile, su un periodo di tempo T.
(Fonte : GLOSS. ENI)
LIVELLO INQUINAMENTO MACRODESCRITTORI
Vedi IBE.
(Fonte : )
LIVELLO OTTIMALE DI INQUINAMENTO
Livello di inquinamento in corrispondenza del quale il benessere della collettività è massimizzato. L’attività produttiva genera, da una parte, benefici sotto forma di beni e servizi, dall’altra, danni ambientali. Il livello di inquinamento ottimale è un punto in corrispondenza del quale i benefici netti sociali, ovvero la differenza tra benefici e danni ambientali, sono massimi. In un’ottica economica, pertanto, l’obiettivo è quello di raggiungere tale livello di inquinamento ottimale e non di ridurre l’inquinamento a livello zero.
(Fonte : GLOSS. GALGANO & ASSOCIATI)
LIVELLO TROFICO
In natura, il livello trofico corrisponde ad ogni anello della catena alimentare, mediante il quale l'energia (intesa come nutrimento) fluisce attraverso un ecosistema, trasferendosi da un organismo all’altro, a partire dal mondo vegetale, per arrivare ai carnivori di grosse dimensioni. Passando da un livello trofico a quello successivo, la quantità disponibile di energia decresce. Infatti, ad ogni passaggio, una piccola parte dell’energia viene utilizzata dagli organismi per compiere i processi vitali e una gran parte viene eliminata come rifiuto.
(Fonte : GLOSS. ENI)
LOAD ON TOP SYSTEM
Procedura adottata per ridurre l'inquinamento dovuto allo scarico in mare delle acque di lavaggio dei serbatoi delle petroliere di vecchia generazione. La procedura consiste nel raccogliere le acque di lavaggio di tutti i serbatoi lavati in uno solo, nel separare la fase oleosa dall'acqua, che viene scaricata fuoribordo (senza causare inquinamento) e infine nel raccogliere i residui oleosi in un serbatoio che verrà riempito con il greggio del successivo carico (load on top) e poi con esso scaricato.
(Fonte : GLOSS. ENI)
LOGISTICA
Insieme delle strutture e dell’organizzazione che assicurano la movimentazione e la distribuzione dei prodotti.
(Fonte : GLOSS. ENI)
LOTTA BIOLOGICA CLASSICA
Ogni organismo, in natura, ha dei nemici, degli organismi che ne limitano la crescita numerica. Gli insetti vegetariani, che divorano le piante, detti anche fitofagi, vengono a loro volta mangiati da insetti carnivori, detti entomofagi, che sono alleati dell’agricoltore nella difesa delle sue colture. La lotta biologica è una strategia in forza della quale vengono mobilitati degli entomofagi contro i fitofagi, evitando compì di ricorrere agli insetticidi. Gli insetti utili vengono allevati, moltiplicati e commercializzati dalle biofabbriche e venduti all'agricoltore che li distribuisce nei campi e nelle serre al momento del bisogno. La lotta biologica con entomofagi viene chiamata classica perché le sue prime esperienze scientifiche vennero effettuate alla fine del secolo scorso in California. Alla lotta biologica classica si affianca la lotta microbiologica, perché l'una e l'altra puntano sulla gestione da parte dell'uomo della lotta per la vita, solo che nella lotta biologica si impiegano come elementi tattici degli entomofagi e nella lotta microbiologica dei microbi. La lotta microbiologica fa uso di batteri, virus, funghi, protozoi, capaci di infettare e di provocare epidemie mortali nelle popolazioni dei divoratori delle colture.
(Fonte : GLOSS. ECOITALY)
LOTTA BIOLOGICA MODERNA
Alcuni chiamano le strategie della lotta biologica cosiddetta moderna mezzi biotecnici. Queste strategie mirano a debellare gli insetti dannosi all'uomo, come vettori di malattie, per esempio la malaria, o alle colture, senza far ricorso ai pesticidi. Costituiscono delle tecniche non inquinanti, dunque ecologiche. Ricordiamo l'autocidio, che consiste nello sterilizzare con raggi gamma o con sostanze chimiche dei maschi di una certa specie di insetto, allevati e moltiplicati in laboratorio, e nel lanciarli in campo perché competano con i maschi selvatici nella fecondazione delle femmine. Una femmina fecondata da un maschio sterile non avrà figli, e la popolazione collasserà. Altra strategia della lotta biologica moderna si fonda sull'impiego dei feromoni, che meritano una voce a parte che trovi nel glossario.
(Fonte : GLOSS. ECOITALY)
LOTTA CHIMICA
Gli insetti e gli acari, che si nutrono delle nostre colture, possono essere combattuti con i pesticidi, più propriamente con gli insetticidi ( o con gli acaricidi se si tratta di acari ). La lotta chimica a calendario prevede che si faccia l'intervento chimico quando si presume che l'insetto dannoso sia presente, e non quando si è riscontrata scientificamente la sua presenza. Molti trattamenti ( il 50 % ) risultano così inutili, con danni per l'ambiente, per la salute del produt- tore e dei consumatore, e con sperpero di denaro. La lotta a calendario è la strategia più grossolana di difesa delle colture dagli insetti, e viene praticata soltanto dove manca una corretta istruzione tecnica.
(Fonte : GLOSS. ECOITALY)
LOTTA GUIDATA
Secondo il Manifesto dell' Ovronnaz ( 1976 ), la lotta guidata è una lotta chimica basata su di una soglia economica di densità dell’insetto dannoso su una data coltura. Se questa densità é tale che il danno supera il costo dell'intervento insetticida si fa l'intervento, altrimenti no. La soglia economica viene valutata a vista o raccogliendo materiale (foglie, per esempio ) per dei computi di laboratorio, oppure contando gli insetti caduti nelle trappole, e così via. E un sistema infinitamente migliore della lotta a calendario, perché sostituisce una infestazione presunta con una reale, e consente di diminuire il numero degli interventi insetticidi.
(Fonte : GLOSS. ECOITALY)
LOTTA INTEGRATA
La lotta integrata consiste nell’utilizzare contemporaneamente prodotti chimici e sistemi biologici per la lotta contro i parassiti delle piante. L’utilizzo armonizzato delle due tecniche consente di ridurre l’impiego di sostanze chimiche nocive e la loro diffusione nell’ambiente. Le sostanze chimiche vanno usate in quantità e soprattutto in tempi adeguati per raggiungere i migliori risultati. I sistemi biologici impiegano metodiche molto diverse, come la creazione e selezione di varietà colturali particolarmente resistenti e competitive, interventi di tipo agronomico (agricoltura biologica), l’introduzione di fattori di disturbo contro le specie nocive come piante-esca che distolgano i parassiti dalle varietà "pregiate", oppure la diffusione di maschi sterili che riducano la frequenza di accoppiamenti fertili e quindi l'incremento degli organismi fitofagi, il rilascio periodico di specie animali esotiche o native predatrici degli insetti fitofagi (che divorano le piante) o anche l’immissione nel sistema ecologico agricolo di composti chimici particolari come i ferormoni che possono disorientare le specie nocive. Nelle serre è possibile l’effettuazione della coltivazione in condizioni climatiche che rendano difficile lo sviluppo di funghi parassiti e l’impiego di filtri biologici nei sistemi di aerazione. L’impiego di microrganismi capaci di infestare i parassiti va effettuato con le dovute cautele.
(Fonte : ARPAV)
LUCE
L’occhio umano percepisce soltanto le onde elettromagnetiche che hanno una lunghezza d’onda compresa tra i 3800 e i 7600 Ångström (Å = un decimilionesimo di millimetro), che sono dette radiazioni luminose. Il complesso di queste radiazioni luminose costituisce la luce bianca. Quando un fascio di luce bianca viene fatto passare attraverso un prisma di vetro, le radiazioni di diverse lunghezze d’onda vengono deviate e si osserva la loro scomposizione in una gamma di colori. Il medesimo fenomeno si può osservare anche dopo un temporale, in quanto le goccioline d’acqua agiscono sulle radiazioni luminose allo stesso modo del prisma e la luce scomposta dà origine al suggestivo fenomeno dell’arcobaleno.
(Fonte : A COME AMBIENTE - TOURING CLUB ITALIANO)
LUMINA
Pozzi verticali che venivano scavati lungo i tratti sotterranei degli acquedotti romani raggiungendo così il canale principale. Erano atti all’areazione, all’asporto dei detriti e delle incrostazioni calcaree.
(Fonte : STREAMS - TREVISIOL)
LUNGHEZZA D'ONDA
Distanza tra due massimi (o due minimi) successivi di un onda; l'unità di misura è il metro (m).
(Fonte : GLOSS. RADIAZIONI)