RABDOMANZIA
Dal greco rhabdos, verga, e mantéia, divinazione, la ricerca idrica attraverso la bacchetta e i mezzi tensori.
(Fonte : STREAMS - TREVISIOL)


RACCOLTA DIFFERENZIATA DEI RIFIUTI
Raccolta idonea a raggruppare i rifiuti urbani in frazioni merceologiche omogenee, compresa la frazione organica umida, destinate al riutilizzo, al riciclaggio ed al recupero di materia prima (D. lgs. 22/1997).
(Fonte : GLOSS. META S.p.A. Modena)


RACCOMANDAZIONE
Disposizione che formula un'avvertenza o una guida.
(Fonte : EN 45020:1998)


RACCOMANDAZIONI E OPINIONI
Documenti emessi con queste denominazioni dalla Commissione della Comunità europea e pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale della CEE, serie "C". Si tratta di comunicazioni legislative che non hanno valore vincolante per gli Stati membri e servono semplicemente ad esprimere il punto di vista delle istituzioni che le hanno prodotte.
(Fonte : GLOSS. FEDERLEGNO)


RACEMI
Infiorescenze in cui l'asse principale è allungato ed i fiori sono portati da pedicelli di uguale lunghezza.
(Fonte : ANPA)


RADIAZIONE
Con questo termine si indica l’emissione e la propagazione di energia sotto forma di particelle o di onde che possono propagarsi attraverso lo spazio o all’interno di un mezzo. Per quanto riguarda le radiazioni corpuscolate vedi alla voce radioattività. Esistono radiazioni che si propagano tramite onde meccaniche (come le onde sonore, elastiche, termiche, ecc.) che sono in grado di viaggiare solo attraverso la materia, mentre le onde elettromagnetiche possono muoversi anche nel vuoto. In base ai loro effetti sulla materia le radiazioni si distinguono in radiazioni ionizzanti e non ionizzanti, a seconda che possiedano o meno la capacità di intergire con atomi e molecole con formazione di ioni. Il livello di energia che discrimina le radiazioni ionizzanti dalle non ionizzanti è dell’ordine dei 10 eV.
(Fonte : ARPAV)


RADIAZIONE ULTRAVIOLETTA
Si tratta di una radiazione elettromagnetica presente nella luce solare, caratterizzata da una bassa lunghezza d’onda, invisibile all’occhio umano. Si distinguono tre fasce di Radiazione Ultravioletta (UV): UV-A (8315-400 nm), UV-B (285-315 nm) e UV-C (180-280 nm). Le radiazioni UV-A e UV-B possono causare danni cutanei cronici con invecchiamento precoce e possono indurre l’insorgenza di tumori della pelle, più frequenti nei soggetti che lavorano all’aperto. Le radiazioni UV-B inducono la sintesi della vitamina D, indispensabile per il metabolismo del calcio, ma sono responsabili delle scottature e delle ustioni e le radiazioni UV-C sono utilizzate per la sterilizzazione di superfici, ambienti e strumenti.
(Fonte : ARPAV)


RADIAZIONI ELETTROMAGNETICHE
Le radiazioni elettromagnetiche (EM) sono costituite da variazioni periodiche di un campo elettrico e di un campo magnetico, che si propagano nello spazio. Le onde elettromagnetiche sono quindi una particolare modalità di propagazione nello spazio e nel tempo dell’energia elettromagnetica secondo un moto oscillatorio sinusoidale. Esse si spostano alla velocità della luce (circa 300.000 km al secondo) nel vuoto o a differenti velocità quando attraversano un mezzo. Le onde EM sono caratterizzate da una serie di variabili, alcune legate ai valori dei campi elettrico e magnetico, altre alle qualità proprie delle onde e alla loro variabilità nel tempo e nello spazio. La tabella seguente riporta le principali caratteristiche proprie del moto ondulatorio e le rispettive unità di misura. Le diverse grandezze sono strettamente correlate tra loro: ad esempio la frequenza aumenta con il diminuire della lunghezza d’onda (grandezze inversamente proporzionali), mentre l’ energia aumenta con l’aumentare della frequenza (grandezze direttamente proporzionali).
(Fonte : ARPAV)


RADIAZIONI IONIZZANTI
Si definiscono ionizzanti quelle radiazioni che sono in grado, grazie al loro elevato contenuto energetico, di rompere i legami atomici della materia trasformando atomi o molecole, neutri dal punto di vista elettrico, in particelle atomiche cariche elettricamente, chiamate “ioni”. Il contenuto energetico efficace per la ionizzazione è di 12,6 eV (elettronvolt). Possiedono questo livello di energia le radiazioni con lunghezza d’onda inferiore a 10-7 metri, quindi di frequenza superiore a 3 x 1015 Hz. Le particelle dotate di carica elettrica, come gli elettroni e le radiazioni alfa (vedi Radioattività), sono in grado di ionizzare direttamente la materia, mentre le radiazioni elettromagnetiche e i neutroni dotati di sufficiente energia sono indirettamente ionizzanti, in quanto, interagendo con la materia, conferiscono energia a particelle che divengono a loro volta ionizzanti. Le radiazioni ionizzanti (RI) hanno una differente capacità di penetrazione nella materia: così le radiazioni alfa, che possiedono un’elevata capacità di ionizzazione, hanno una limitata capacità di diffusione in aria e possono essere arrestate da barriere di modesta entità (un foglio di carta o un guanto di gomma). La loro pericolosità è quindi legata ad un’eventuale penetrazione all’interno dell’organismo, ad esempio attraverso l’introduzione delle sostanze che le emettono mediante alimentazione e respirazione e l’accumulo in tessuti di deposito. Le radiazioni beta (elettroni) sono più penetranti (circa un metro in aria e un cm nella pelle) ma anch’esse possono essere fermate da ostacoli di modesta entità come una tavoletta di legno di pochi centimetri o un foglio di alluminio. I raggi gamma e i raggi X passano attraverso i tessuti a seconda della loro energia e richiedono schermature spesse, realizzate in materiali come ferro, piombo o calcestruzzo.
(Fonte : ARPAV)


RADIAZIONI NON IONIZZANTI
Con il termine di Radiazioni Non Ionizzanti (NIR= Non Ionizing Radiation) si indicano i campi elettromagnetici (CEM) che si propagano nello spazio sotto forma di onde elettromagnetiche; tali onde non possiedono l’energia necessaria per causare fenomeni di ionizzazione, vale a dire che non sono in grado di rompere i legami atomici della materia trasformando atomi o molecole in particelle cariche elettricamente, chiamate “ioni” (vedi Radiazioni ionizzanti). Le NIR comprendono radiazioni di bassa frequenza (in particolare frequenze estremamente basse ovvero Extremely Low Frequencies –ELF- e frequenze molto basse ovvero Very Low Frequencies –VLF-) e radiazioni di alta frequenza (radiofrequenza -RF-, microonde, radiazione infrarossa -IR- e luce visibile). Questa suddivisione viene convenzionalmente fatta in relazione ai possibili effetti dei campi sugli organismi viventi e per effettuare la valutazione dell’inquinamento degli ambienti di vita.
(Fonte : ARPAV)


RADIOATTIVITÀ
I nuclei di alcuni atomi sono instabili e possono disintegrarsi per raggiungere un nuovo equilibrio emettendo radiazioni. Alcuni di questi atomi esistono in natura, come nel caso del radio, dell’uranio, del torio, ecc.. La radioattività può anche essere indotta artificialmente bombardando nuclei stabili con neutroni. Si possono così anche sintetizzare nuovi nuclei non presenti in natura. Le radiazioni emesse possono essere corpuscolate, come i raggi alfa, a carica positiva, costituiti da nuclei di elio (due protoni e due neutroni), i raggi beta, costituiti da elettroni (carica negativa) o positroni (carica positiva) dotati di grande velocità, i neutroni privi di carica elettrica. Esistono poi radiazioni non corpuscolate, come i raggi gamma, elettricamente neutri, che sono radiazioni elettromagnetiche ad elevata energia.
(Fonte : ARPAV)


RADIOATTIVITA' AMBIENTALE
E' la radioattività misurata in un determinato ambiente. Particolari sostanze, come ad esempio il gas radon, emettono radiazioni che possono essere normalmente presenti nell'ambiente a bassi livelli; oltre un certo limite, risultano nocive.
(Fonte : GLOSS. ENI)


RADIOGRAFIA
Immagine prodotta su film (o altri mezzi) dalla radiazione trasmessa attraverso il corpo e generata da un apparecchio a raggi X.
(Fonte : GLOSS. RADIAZIONI)


RADIOTOSSICITÀ
tossicità dovuta alle radiazioni ionizzanti emesse da un nuclide radioattivo incorporato. Tale tossicità dipende dalle caratteristiche radioattive, dal metabolismo dell'elemento nell'organismo o nell'organo e dal suo stato chimico e fisico.
(Fonte : GLOSS. RADIAZIONI)


RADON
Il radon, specificatamente l’isotopo 222Rn, è un gas radioattivo prodotto dal decadimento dell’Uranio (238U) naturalmente presente nell’ambiente: graniti, tufi, pozzolane, ecc.). E’ inodore e incolore e, appartenendo al gruppo dei gas nobili, è chimicamente inerte.
(Fonte : ARPAV)


RAPPORTO , RESOCONTO DI PROVA
Documento che presenta i risultati della prova eseguita da un laboratorio e altre informazioni ad essa relative. Non è corretto il termine "certificato", improprio ed usato al posto della locuzione "rapporto di prova".
(Fonte : EN 45020:1998)


RAPPORTO AMBIENTALE
La richiesta del rapporto ambientale ha ormai raggiunto dimensioni ragguardevoli, soprattutto in Nord America ed Europa, a causa della crescente richiesta di informazioni da parte dei soggetti esterni all’impresa, sulle relazioni esistenti tra essa e il suo territorio di insediamento. Rapporto (report) o bilancio ambientale sono termini spesso utilizzati indistintamente. Nei paesi anglosassoni (i primi a instaurare questa pratica aziendale) con il termine environmental reporting si intende l’attività di informazione sul rapporto tra impresa e territorio fisico. Il rapporto ambientale è pertanto quel documento diffuso al pubblico e redatto periodicamente all’interno, per mezzo del quale l’impresa descrive le sue principali problematiche ambientali, il suo approccio strategico, la sua organizzazione per la gestione ambientale, le azioni messe in atto per la protezione ambientale e documenta, con dati statistici e indicatori, il proprio impatto (il bilancio ambientale) e gli aspetti finanziari connessi con l’ambiente (spese correnti e di investimento). Oltre che strumento di comunicazione con i vari interlocutori dell’impresa (azionisti, finanziatori, assicuratori, opinione pubblica, gruppi ambientalisti, autorità nazionali e locali, clienti e consumatori), il rapporto ambientale (e il bilancio che esso contiene) rappresenta un elemento fondamentale per la gestione strategica della variabile ambiente, all’interno del processo di pianificazione dell’impresa.
(Fonte : GLOSS. ENI)


RAPPORTO SULLO STATO DELL'AMBIENTE
Raccolta, organizzazione e interpretazione di dati già rilevati dalle autorità locali e/o dalle loro agenzie. Il quadro diagnostico che ne emerge rappresenta la qualità dell'ambiente nell'ambito territoriale considerato, i fattori di pressione che concorrono ad influenzarla, le politiche di risposta attivate a fronte di determinati obiettivi e priorità di intervento. Il rapporto deve anche mettere in luce le eventuali carenze o incompletezze informative a cui rispondere attivando nuove campagne di misura e rilievo.
(Fonte : ARPAV)


RASCHI
Tratti d’alveo il cui fondo si eleva, caratterizzati da un substrato più grossolano, da forti increspature e/o turbolenze con velocità di corrente in genere superiore rispetto alla media.
(Fonte : ANPA)


RAU
Rifiuti assimilabili a quelli urbani.
(Fonte : GLOSS. META S.p.A. Modena)


RAZZA
Divisione sistematica più piccola della specie. Due individui appartenenti alla stessa specie ma a razze diverse, se incrociati tra loro, danno origine a ibridi fecondi, che possono riprodursi. Tra questi, per esempio, si possono classificare le razze umane, quelle canine, le infinite varietà di mele, di rose, di frumento.
(Fonte : A COME AMBIENTE - TOURING CLUB ITALIANO)


REAZIONE AEROBICA
Processo con il quale un organismo aerobico utilizza l’ossigeno gassoso (gli animali) o disciolto (i pesci ed i batteri) per ossidare le sostanze di cui si alimenta e per produrre energia.
(Fonte : ARPAC)


REAZIONE CHIMICA
Qualunque trasformazione della materia attraverso la quale si ottengono sostanze diverse da quelle iniziali. Per esempio, la combustione di un pezzo di legno. Il legno che brucia finisce pian piano per scomparire e al suo posto compaiono sostanze nuove quali ceneri, gas (anidride carbonica e ossido di carbonio), vapore d’acqua, e si produce energia sotto forma di luce e calore. La trasformazione del legno è stata profonda e irreversibile, cioè non si potrà più ritornare alla sostanza di partenza.
(Fonte : A COME AMBIENTE - TOURING CLUB ITALIANO)


RECALCITRANTE
Composto chimico presente in genere come inquinante, difficilmente degradabile.
(Fonte : GLOSS. ENI)


RECETTORE AMBIENTALE
Qualsiasi elemento dell'ambiente che può diventare bersaglio di un inquinamento.
(Fonte : GLOSS. ENI)


RECIPROCITA'
Rapporto bilaterale ove ciascuna delle due parti ha gli stessi diritti e doveri nei riguardi dell'altra.
(Fonte : EN 45020:1998)


RECUPERO (AMBIENTALE), RENOVATION:
Riguarda tutti quegli interventi che tendono a favorire la ripresa spontanea della serie di vegetazione autoctona. Si limita alla ripresa naturale della vegetazione autoctona riproponendo artificialmente cenosi non molto evolute ma capaci di raggiungere autonomamente sia una complessità strutturale, tipica delle cenosi naturali, sia una maggiore diversità biologica. All’interno del recupero ambientale si hanno almeno due casi particolari: il "restauro" (restoration) e il "ripristino" (renewal). Il restauro si riferisce in genere a un ambito arealmente definito in cui, più che una trasformazione globale, si è avuta una progressiva alterazione puntuale. Si parla invece di ripristino ambientale quando l’obiettivo dell’intervento è quello di riproporre le forme e i tipi di vegetazione presenti in un determinato ambiente prima della sua occupazione.
(Fonte : STREAMS - TREVISIOL)


RECUPERO DEI RIFIUTI
L'insieme di operazioni per la raccolta, lo stoccaggio, la selezione e la destinazione, in seguito al riciclaggio, dei residui o dei materiali di scarto di un processo produttivo nel modo più efficace ed economico. Nel D. lgs. n. 22 del 5.2.97 viene data la seguente definizione delle operazioni di recupero: "Utilizzazione principale come combustibile o come altro mezzo per produrre energia; rigenerazione/recupero di solventi; riciclo/recupero delle sostanze organiche non utilizzate come solventi, comprese le operazioni di compostaggio e altre operazioni biologiche; riciclo/recupero dei metalli o dei composti metallici; riciclo/recupero di altre sostanze inorganiche; rigenerazione degli acidi o delle basi; recupero dei prodotti che servono a captare gli inquinanti; recupero dei prodotti provenienti dai catalizzatori; rigenerazione o altri reimpieghi degli oli; spandimento sul suolo a beneficio dell’agricoltura o dell’ecologia; utilizzazione dei prodotti ottenuti da una delle suddette operazioni; scambio di rifiuti per sottoporli a una delle suddette operazioni; messa in riserva di rifiuti per sottoporli a una delle suddette operazioni (escluso il deposito temporaneo, prima della raccolta, nel luogo in cui sono stati prodotti)."
(Fonte : GLOSS. ENI; ARPAT)


RECUPERO ENERGETICO
Utilizzazione dell’energia termica liberata in un processo di combustione di rifiuti, per la produzione di vapore da cedere a terzi o da sfruttare in un ciclo termico, per la produzione di energia elettrica.
(Fonte : GLOSS. ENI)


RECUPERO VAPORI
Contenimento delle emissioni evaporative di benzina nel ciclo di distribuzione. Si realizza mediante interventi in più fasi: presso il punto vendita carburanti, le pompe di benzina vengono dotate di sistemi per il recupero dei vapori di benzina che si formano durante il rifornimento delle vetture; il carico delle autobotti in deposito ed il loro scarico presso i punti vendita vengono effettuati in ciclo chiuso; nei depositi viene installato un impianto per il recupero dei vapori di benzina.
(Fonte : GLOSS. ENI)


REFLUO
Scarico di acque provenienti da attività civili o industriali.
(Fonte : GLOSS. META S.p.A. Modena)


REFORMING CATALITICO
Classico processo di raffineria finalizzato alla produzione di benzine ad alto numero di ottani, a partire dalla benzina proveniente dalla distillazione primaria del petrolio (nafta).
(Fonte : GLOSS. ENI)


REGIMAZIONE DELLE ACQUE
Regolazione della portata di un corso d’acqua, mediante opere di ingegneria idraulica (ad esempio, arginatura, scolmatura, ecc.) e sistemazioni idraulico-forestali.
(Fonte : GLOSS. ENI)


REGIME ANEMOMETRICO
Condizione fisica dell'atmosfera relativa alla direzione e velocità dei venti.
(Fonte : GLOSS. ENI)


REGIME CLIMATICO
Comportamento delle condizioni climatiche di una regione geografica nel corso dell’anno, rilevato dalle medie di lunghe osservazioni effettuate su una rete sufficientemente fitta di stazioni. Importante, per individuare il regime climatico di un luogo, è il confronto fra l’andamento mensile delle temperature e quello delle precipitazioni, rappresentabili con diagrammi.
(Fonte : A COME AMBIENTE - TOURING CLUB ITALIANO)


REGIME IDRICO
Modo col quale è distribuita la portata dei corsi d'acqua durante l'anno. Per quanto riguarda il terreno definisce dello stato di umidità del terreno nell'arco dell'anno. Il regime di umidità secondo la Soil Taxonomy può essere: aquico, udico, ustico, xerico, aridico o torrico.
(Fonte : GLOSS. ENI)


REGIME TERMICO
Definizione dello stato termico del suolo. I regimi di temperatura del suolo si basano sul valore medio annuale della temperatura del suolo a 50 cm di profondità. I regimi definiti dalla Soil Taxonomy sono: pergelico, cryico, frigido, mesico, termico e ipertermico.
(Fonte : ARPAV)


REGIONE ARIDA
Regione caratterizzata da scarsissime precipitazioni, ove la vegetazione è ridotta o del tutto assente.
(Fonte : GLOSS. ENI)


REGIONE GEOGRAFICA
La regione geografica indica quei tratti della superficie terrestre distinguibili gli uni dagli altri, poiché sono caratterizzati dal raggruppamento di paesaggi simili; essa si può inoltre definire come quella parte di territorio che si distingue dalle altre per le caratteristiche omogenee del proprio paesaggio. Il concetto di regione è pertanto complementare e successivo a quello di paesaggio, e ne rappresenta una precisazione ed elaborazione. Esso può venire ulteriormente approfondito: ciò accade quando, oltre allo studio degli elementi fisici e antropici (utili all’individuazione di determinati paesaggi), si introduce un più preciso riconoscimento dei caratteri economici presenti nei luoghi in esame. Anche la nozione di genere di vita, adattato soprattutto a comunità umane isolate, costituisce un anello di congiunzione tra il concetto di paesaggio e quello di regione. Il genere di vita concerne i rapporti che si sono venuti a delineare e consolidare nel tempo tra l’ambiente fisico (con il suo apparato di risorse) e gli uomini (con il loro corredo culturale e tecnologico): la presenza di un determinato genere di vita contribuisce dunque a rendere unitario un territorio, facendone una regione (della quale il paesaggio è una manifestazione). Lo studio di una regione geografica considera pertanto sia gli aspetti fisici sia quelli antropici di un dato territorio, dedicando particolare attenzione alle scelte politiche: queste ultime, infatti, sono elementi di grande influenza nella delineazione delle condizioni economiche delle varie regioni. Tali ricerche offrono dunque molto spazio allo studio dei caratteri economici, la cui individuazione e analisi porta il paesaggio a concretizzarsi nella regione. Naturalmente, tranne casi eccezionali (come per esempio le isole), tra le differenti regioni non esistono confini netti. Al contrario, i caratteri che distinguono una determinata regione si presentano accentuati in una zona centrale o nucleo, sfumano nelle zone marginali, coesistono infine in una zona di transizione con quelli delle regioni vicine. Per abitudine e comodità, si adottano però spesso dei limiti precisi e tradizionali: fiumi, montagne, altri oggetti o entità geografiche, confini amministrativi etc. E’ opportuno comunque precisare che spesso accade che la regione geografica superi tali confini. Ricordiamo infine che una regione, proprio a causa dei suoi elementi distintivi, può appartenere ad unità sovraregionali o subregionali, individuate sulla base di ulteriori e più generiche o particolari differenziazioni.
(Fonte : A COME AMBIENTE - TOURING CLUB ITALIANO)


REGISTRAZIONE
Procedimento con cui un organismo indica in un elenco appropriato, disponibile al pubblico, le caratteristiche di un prodotto, processo o servizio o le particolarità proprie di un organismo o di una persona.
(Fonte : EN 45020:1998)


REGOLA RICONOSCIUTA DI TECNOLOGIA
Disposizione tecnica che una maggioranza rappresentativa di esperti riconosce come riflettente lo stato dell'arte. Si presume che un documento normativo relativo ad un determinato argomento tecnico al momento della sua approvazione, costituisca una regola riconosciuta di tecnologia, qualora esso sia stato preparato con la collaborazione dei settori interessati e mediante procedure di consultazione per ottenere consenso.
(Fonte : EN 45020:1998)


REGOLA, REGOLAMENTO
Documento emanato da un'autorità che contiene requisiti obbligatori.
(Fonte : EN 45020:1998)


REGOLAMENTO CEE
Documento emesso dalla Comunità europea, di applicazione generale ed obbligatoria in tutti gli Stati membri, dei quali entra nella legislazione nazionale e le Autorità nazionali e gli strumenti nazionali non possono impedirne l' implementazione. Un Regolamento crea diritti individuali che i tribunali nazionali devono applicare. I Regolamenti sono usati, per esempio, per stabilire annualmente i prezzi in agricoltura dal Consiglio dei Ministri della CEE. Se non diversamente stabilito, i Regolamenti entrano in vigore 20 giorni dopo la loro pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale della CEE serie "L". A differenza delle Direttive, i Regolamenti comprendono anche le modalità applicative della legge.
(Fonte : GLOSS. FEDERLEGNO)


REGOLAMENTO TECNICO
Regolamento che riporta requisiti tecnici o direttamente o tramite riferimenti, oppure, incorporando il contenuto di una norma, una specificazione tecnica o un codice di pratica.
(Fonte : EN 45020:1998)


REGOLE TECNICHE
Hanno valore di legge e sono quindi obbligatorie diversamente dalle norme tecniche che hanno carattere volontario. Emesse dalle competenti autorità nazionali o sovranazionali (esempio, UE) prescrivono quali sono requisiti essenziali che devono presentare certi prodotti per la tutela della salute e della sicurezza di consumatori o utilizzatori e anche per il risparmio energetico e la tutela dell'ambiente.
(Fonte : ARPAV)


REGOLITE
Il disfacimento delle rocce produce una certa quantità di frammenti litici che accumulandosi in un posto (eluvium) danno origine al suolo e ad un livello intermedio con la roccia sana definito alterite
(Fonte : ARPAV- REGIONE DEL VENETO- CENTRO VALANGHE DI ARABBA)


REGRESSIONE
Ritiro del mare da regioni precedentemente occupate, con conseguente instaurarsi, in esse, di ambiente continentale. Contrario di trasgressione. Il termine regressione viene anche utilizzato in riferimento al ritiro dei ghiacciai epigei.
(Fonte : GLOSS. ENI)


REGRESSIONE MARINA
Arretramento del mare con emersione di nuove terre.
(Fonte : ARPAV- REGIONE DEL VENETO- CENTRO VALANGHE DI ARABBA)


RELAZIONE
Rapporto scritto od orale svolto su un incarico o su un dato argomento.
(Fonte : DIZIONARIO GARZANTI)


RELAZIONE CAUSA-EFFETTO (maccanismo)
In questo meccanismo vi è l'essenza della gestione: a tutti i livelli l'eccellenza può essere raggiunta soltanto se si ha il massimo controllo di queste relazioni. Poiché l'ente deve perseguire obiettivi incrementali per la soddisfazione dei cittadini e l'obiettivo non è altro che un effetto, è necessario che le persone acquisiscano un meccanismo mentale che le renda sensibili a queste relazioni. Esse devono essere analizzate con metodo ed acume. Solamente così l'ente acquisisce una potenza enorme per raggiungere obiettivi ambiziosi. Possedere il controllo di queste relazioni richiede la capacità di ricercare e di identificare le cause che portano ad un effetto. Questa capacità è l'essenza del metodo scientifico. La ricerca delle cause si attua attraverso due steps fondamentali: - elencazione di tutte le possibili cause con il supporto di strumenti specifici (per esempio, il diagramma causa-effetto e il diagramma delle relazioni); - identificazioni delle cause reali attraverso l'osservazione dei fatti, l'applicazione di tecniche statistiche e l'esecuzione di prove.
(Fonte : GLOSS. GALGANO & ASSOCIATI)


RENDIMENTO
Rapporto tra risultati attesi o conseguiti e risorse previste/impiegate.
(Fonte : ARPAV)


REQUISITO
Vedi "prescrizione". Il termine "requisito obbligatorio" dovrebbe essere utilizzato solo per indicare requisiti resi vincolanti da leggi o regolamenti. Esigenza o aspettativa che può essere espressa, generalmente implicita o cogente.
(Fonte : EN 45020:1998)


RESIDUI
Rifiuti derivanti da processi produttivi, o da raccolte finalizzate, che siano suscettibili, previo idoneo trattamento, di essere riutilizzati come materie prime in un processo produttivo della stessa o di altra natura.
(Fonte : ARPAC)


RESIDUI BITUMINOSI
Residui pesanti di raffineria, specificamente quelli assai ricchi di peci carboniose, che si ottengono dalla lavorazione del greggio. Il tar ha un notevole potere calorifico (9.200 ÷ 9.400 kcal/kg), ma è commercialmente scadente e sempre meno ecocompatibile (alta viscosità, peciosità, elevati contenuti di zolfo e metalli, come nichel, sodio, vanadio). Con l’emanazione del D. Lgs. 5.2.97, n. 22 il tar viene considerato un combustibile non convenzionale e rientra nella categoria dei rifiuti destinati al riutilizzo.
(Fonte : GLOSS. ENI)


RESILIENZA
Capacità di recuperazione di un sistema ecologico (paesaggio) una volta passati gli elementi perturbatori.
(Fonte : STREAMS - TREVISIOL)


RESINE NATURALI
Sostanze secrete dalle cellule di alcune specie di piante. Hanno consistenza da molle a pastosa; la composizione chimica è variabile e complessa e vi abbondano sostanze volatili. Le resine si ottengono normalmente per incisione delle cortecce degli alberi che le producono, ma molte sono note e utilizzate allo stato fossile come l’ambra. Le resine molli prendono il nome di balsami. Questi essudati vegetali trovano largo impiego nella preparazione di vernici, di farmaci e, nel caso dell’incenso, anche nelle funzioni religiose. Oggi per taluni impieghi (per esempio, nelle vernici e nelle colle) si utilizzano le resine sintetiche, comunemente note come materie plastiche.
(Fonte : A COME AMBIENTE - TOURING CLUB ITALIANO)


RESISTENZA ECOLOGICA
E' la capacità di un sistema di evitare modifiche rispetto allo stato originario durante un episodio di disturbo (impatto negativo).
(Fonte : ANPA)


RESPIRAZIONE
Processo fisiologico basilare per tutti gli organismi viventi sia animali sia vegetali. Indica lo scambio di gas, ossigeno e anidride carbonica, tra gli organismi e l’ambiente. Durante la respirazione viene consumato ossigeno e prodotta anidride carbonica che deve essere in gran parte eliminata. Gli animali possiedono apparati respiratori conformati a seconda che l’ossigeno venga assunto dall’aria o dall’acqua. Nel primo caso, si tratta di respirazione polmonare e tracheale, nel secondo, invece, di respirazione branchiale. La respirazione nelle piante avviene principalmente a livello delle foglie attraverso aperture dette stomi. La respirazione cellulare è, infine, l’attività chimica che avviene all’interno della cellula durante la quale le molecole complesse degli alimenti (per esempio degli zuccheri) vengono scisse in composti più semplici e viene liberata energia.
(Fonte : A COME AMBIENTE - TOURING CLUB ITALIANO)


RESPONSABILE DIAUDIT AMBIENTALE
Persona qualificata a dirigere e ad eseguire degli audit ambientali (ISO 14010)
(Fonte : ARPAC)


RESPONSABILITA' DA PRODOTTO
Obbligo di un produttore o di altri a risarcire danni a persone o cose, causati da un prodotto o servizio riconosciuto difettoso. Oggetto della Direttiva CEE 85/374/CEE, recepita in Italia con DPR 2415188 n° 244. Se il produttore può infatti dimostrare di aver operato secondo un sistema di qualità certificato, nel caso di un difetto non "originario" - sopravvenuto, cioè, in fasi successiva alla produzione -, egli fornisce una prova "negativa" che il prodotto in uscita dalla sua sfera di controllo era immune da difetti originali.
(Fonte : ARPAV)


RESPONSABILITÀ ESTESA DEL PRODUTTORE
Si tratta di una approccio, fatto proprio dall'Unione Europea, che prevede che il produttore sia responsabile non solo delle fasi di trasformazione legate al suo processo di produzione, ma anche delle fasi a monte e delle fasi a valle.
(Fonte : ARPAT)


RESPONSIBLE CARE
Il concetto di Responsible Care fu sviluppato dall’associazione delle aziende chimiche canadesi verso la metà degli anni Ottanta e, in circa un decennio, è diventato un programma di rilevanza mondiale. è finalizzato ad ottenere miglioramenti delle prestazioni dell’industria chimica nel settore della salute, della sicurezza e dell’ambiente e a mettere le aziende di tutto il mondo in grado di comunicare i risultati raggiunti, favorendo la trasparenza con il pubblico. Lanciato in Italia da Federchimica nel 1992, il programma Responsible Care prevede l’adesione volontaria da parte dell’impresa che si impegna ad applicare i suoi princìpi-guida, tra i quali risulta fondamentale il processo di autovalutazione. Dall’avvio del Programma in Italia, le adesioni sono in continua crescita e contano gruppi e società di piccole, medie e grandi dimensioni, nazionali ed estere. Ogni anno la Federchimica pubblica un rapporto ambientale: Responsible Care.
(Fonte : GLOSS. ENI)


RESTAURO (restoration)
e il " Il restauro si riferisce in genere a un ambito realmente definito in cui, più che una trasformazione globale, si è avuta una progressiva alterazione puntuale.
(Fonte : STREAMS - TREVISIOL)


RETE
Termine del linguaggio comune, adottato dal pensiero tecnico per indicare la distribuzione di risorse col minimo consumo di energie, in particolare dell’acqua potabile, perché, collegando tra loro le estremità dei rami, mantiene il sistema a una pressione costante, riducendo al minimo la perdita di carico.
(Fonte : STREAMS - TREVISIOL)


RETE ALIMENTARE
Intreccio di relazioni alimentari formato dal collegamento di più catene alimentari.
(Fonte : ARPAV)


RETE DI DISTRIBUZIONE
Insieme di tubazioni ed impianti volti alla fornitura di energia elettrica, gas, calore e acqua al cliente.
(Fonte : GLOSS. META S.p.A. Modena)


RETE DI RILEVAMENTO
Struttura costituita da stazioni automatiche di monitoraggio, da sistemi manuali di rilevamento e da una centrale operativa.
(Fonte : MANUALE QUALITA' RETI; ARPAV)


RETE NATURA 2000
Obiettivo finale della Direttiva Habitat (92/43/CEE): creazione di questa rete europea di zone speciali di conservazione, attraverso la quale garantire il mantenimento ed il ripristino di uno stato di conservazione soddisfacente dei tipi di habitat naturali e delle specie interessate nella loro area di ripartizione naturale.
(Fonte : ARPAV)


RETE TROFICA
l’insieme degli anelli che collegano un predatore a tutte le sue prede. Una singola linea di tale rete è una catena alimentare.
(Fonte : STREAMS - TREVISIOL)


RETI DI MONITORAGGIO AMBIENTALE
Struttura organizzata di misure ripetute nel tempo, effettuate mediante prelievi automatici o manuali, in punti dislocati spazialmente secondo criteri atti a caratterizzare lo stato di una o più matrici ambientali di un’area o di un ecosistema.
(Fonte : ARPAV)


RETI ECOLOGICHE
Insieme di aree e fasce con vegetazione naturale, spontanee o di nuova realizzazione, tra loro connesse in modo da garantire funzioni diverse, tra cui la libera circolazione di piante e animali e in definitiva lo scambio genico tra le popolazioni. A tal fine è necessario mantenere delle “connessioni” tra le aree protette, ovvero fasce di territorio che consentano il superamento delle barriere dovute allo sviluppo delle attività umane. Gli orientamenti più attuali sono quindi rivolti alla realizzazione di reti ecologiche in cui i nodi sono rappresentati da aree naturali e semi-naturali con il ruolo di “serbatoi della biodiversità” e la trama costituita da elementi lineari naturali o semi-naturali che permettono un collegamento fisico tra gli habitat dei nodi, in modo da consentire lo scambio genico tra le popolazioni e sostenere la biodiversità.
(Fonte : ARPAV)


REVISIONE
Introduzione di tutti i cambiamenti necessari alla sostanza e alla prestazione di un documento normativo. Essa comporta l'emissione di una nuova edizione del documento normativo.
(Fonte : EN 45020:1998)


REVISORE
Individuo o gruppo di lavoro, appartenente al personale dell'impresa o esterno ad essa, che opera per conto della direzione generale dell'impresa, in possesso, individualmente o collettivamente, delle competenze di cui all'allegato II, punto C e sufficientemente indipendente dalle attività che controlla per esprimere un giudizio obiettivo (Reg. 1836/93).
(Fonte : ARPAC)


RIALLOCAZIONE (resettlement)
trasferimento di un insediamento situato in una zona a rischio.
(Fonte : STREAMS - TREVISIOL)


RICADUTA RADIOATTIVA
Si indica con questo nome (o con il termine inglese fall-out, ormai entrato nell’uso corrente) il ritorno al suolo dei detriti radioattivi prodotti da un’esplosione atomica o da gravi incidenti a reattori nucleari, come quello ben noto di Chernobyl, avvenuto nel 1986 in Unione Sovietica. Le particelle più pesanti ricadono entro poche ore vicino al luogo dell’esplosione o dell’incidente e producono intensa radioattività locale. Una parte dei frammenti radioattivi penetra nella stratosfera e produce radioattività su tutto il globo terrestre per la durata di molti mesi. Effetti dannosi del fall-out: nella ricaduta locale sono particolarmente pericolose le radiazioni gamma emesse dal materiale radioattivo. Nelle precipitazioni su scala mondiale il pericolo è rappresentato dalle radiazioni beta a seguito dell’ingestione di cibi e acque contaminate dalle radiazioni. Gli effetti delle radiazioni possono essere dannosi per l’individuo o per le generazioni future, anche se non se ne può ancora valutare con precisione la nocività. L’esposizione alle radiazioni può provocare la morte in pochi giorni o causare, anche dopo anni, leucemia e varie forme di tumore. Da esperimenti effettuati su piante e animali si può dire inoltre che circa il 10% delle presenti mutazioni genetiche è dovuto alla radiazione naturale.
(Fonte : A COME AMBIENTE - TOURING CLUB ITALIANO)


RICAVI AMBIENTALI
Rappresentano tutti i ricavi di un'impresa derivanti dalla riduzione di una serie di costi a seguito di una più attenta gestione ambientale dei processi di produzione: i ricavi derivanti dalle attività di recupero e riuso di materiali considerati semplici scarti; i ricavi derivanti dalle vendite ambientali di prodotti eco-compatibili.
(Fonte : ARPAT)


RICHIESTA DI OSSIGENO TOTALE
Sigla universalmente accettata per indicare un parametro di grande importanza per la definizione della qualità di un’acqua. Il TOD è una misura della quantità totale di ossigeno richiesta da un campione di acqua, in aggiunta a quello discioltovi, per l’ossidazione completa delle sostanze organiche presenti con trasformazione dei costituenti, per esempio carbonio, idrogeno, azoto zolfo rispettivamente in anidride carbonica, acqua, acido nitrico, acido solforico. Il TOD si misura con apposite apparecchiature automatiche attraverso la determinazione in continuo della concentrazione di ossigeno nel gas effluente dal processo di combustione. È uno dei tanti parametri, quali COD, TOC, BOD, attraverso i quali si cerca di caratterizzare il grado di inquinamento di un’acqua.
(Fonte : GLOSS. ENI)


RICICLAGGIO
Riciclare significa "rimettere in circolazione come materie prime" materiali e sostanze ricavati da un adeguato trattamento dei rifiuti, compreso il riciclaggio organico (Compostaggio) con esclusione, però, del recupero di energia. Il riciclaggio è, per legge, tra le forme di smaltimento da privilegiare e i vantaggi indubbi vanno individuati sia nella diversa volumetria assunta dai rifiuti raccolti, sia nel fondamentale risparmio di materie prime utilizzate nell'attuale sistema produttivo.
(Fonte : GLOSS. ENI; ARPAT)


RICICLO
Ritornare allo stadio precedente di un processo ciclico, in particolare per trasformare i rifiuti in materiali e prodotti riutilizzabili.
(Fonte : STREAMS - TREVISIOL)


RICONVERSIONE (reconversion/redevelopment)
Un progetto ambientale e territoriale di riconversione (ecologica) di un’area a forte sviluppo industriale e degrado ambientale si configura simultaneamente come una serie di azioni culturali, sociali, economiche e politiche atte ad avviare modelli esemplari di sviluppo sostenibile.
(Fonte : STREAMS - TREVISIOL)


RIESAME
Attività di verifica di un documento normativo per determinare se esso deve essere riconfermato o ritirato. Attività effettuata per riscontrare l'idoneità, l'adeguatezza e l'efficacia di qualcosa a conseguire gli obiettivi stabiliti (VISION 2000).
(Fonte : EN 45020:1998)


RIESAME DELLA DIREZIONE
L'alta direzione dell'organizzazione deve, ad intervalli da essa determinati, riesaminare il sistema di gestione ambientale, per assicurarsi che continui ad adeguato ed efficace. Il procedimento di riesame della direzione deve garantire che siano raccolte le informazioni necessarie per permettere alla direzione stessa di condurre a termine questa valutazione. Questo riesame deve essere documentato. Il riesame della direzione deve affrontare l'eventuale necessità di cambiare la politica, gli obiettivi e gli altri elementi del sistema di gestione ambientale, alla luce dei risultati provenienti dagli audit del sistema stesso, da cambiamenti della situazione e dall'impegno al miglioramento continuo.
(Fonte : GLOSS. GALGANO & ASSOCIATI)


RIFERIBILITÀ DELLE MISURAZIONI
Proprietà di un risultato di una misurazione per la quale esso può essere posto in relazione con riferimenti definiti, di solito nazionali o internazionali, attraverso una catena ininterrotta di confronti aventi tutti incertezze note. (UNICHIM n. 179/0) Nota: in un laboratorio, solo per le apparecchiature che misurano direttamente una grandezza fisica (per esempio le bilance) è possibile costruire una catena ininterrotta di confronti (per le bilance la taratura); per le apparecchiature che invece operano per confronto, la riferibilità si può ottenere solo con l'uso di appropriati materiali di riferimento.
(Fonte : VOCABOLARIO INTERNAZIONALE DI METROLOGIA)


RIFIUTI
Comunemente chiamiamo rifiuti i materiali e gli oggetti che nella vita di tutti i giorni eliminiamo. Consideriamo rifiuti ad esempio i vecchi giornali, gli imballaggi degli oggetti che acquistiamo, le bottiglie e tutti i contenitori “usa e getta” degli alimenti, gli sfalci d’erba del nostro giardino e gli avanzi dei nostri pranzi. Anche nelle attività lavorative produciamo rifiuti: sono rifiuti gli imballaggi eliminati dai negozi, i materiali di demolizione dei cantieri edili, gli scarti dei macelli, la spazzatura delle strade raccolta dal servizio pubblico, l’olio esausto dei motori sostituito nelle officine e nei distributori, i residui di pittura, i solventi, i collanti e i prodotti chimici in genere utilizzati in tante attività industriali e artigianali. Non è facile pertanto dare una definizione di rifiuto in quanto il modo di produrre e di consumare, di concepire l’igiene e utilizzare le risorse è cambiato nel corso dei secoli. Ciò che per noi costituisce un materiale inutile, solo pochi anni fa poteva rappresentare un bene da riutilizzare più volte e non certo da eliminare. Secondo il D.Lgs. n.22 del 5.2.97, che rappresenta la normativa quadro sui rifiuti, è “rifiuto” qualsiasi sostanza od oggetto che rientri nelle categorie riportate in un elenco allegato al decreto stesso e “di cui il detentore si disfi o abbia deciso o abbia l’obbligo di disfarsi”. L’allegato non è comunque esaustivo e inoltre la definizione di rifiuto è stata oggetto di approfondimenti ed interpretazioni con l’ emanazione di successive norme e circolari esplicative (L.178/2002).
(Fonte : ARPAV)


RIFIUTI NON PERICOLOSI
Secondo il D. Lgs. n. 22 del 5.2.97, sono rifiuti non pericolosi quelli che non rientrano nell’apposita lista allegata al decreto stesso.
(Fonte : GLOSS. ENI)


RIFIUTI PERICOLOSI
Secondo il D. Lgs. n. 22 del 5.2.97, sono pericolosi i rifiuti individuati in un’apposita lista allegata al decreto stesso (allegato D). Viene, pertanto, superata la classificazione dei rifiuti tossici e nocivi prevista dalla previgente normativa (DPR n. 915/88), che era basata sul contenuto nei rifiuti di determinate sostanze nocive, individuate da disposizioni tecniche. Con il nuovo criterio, conforme alle norme comunitarie, i rifiuti rientranti nella citata lista vengono qualificati come pericolosi, a prescindere dalle effettive caratteristiche di rispettiva pericolosità. Per classificare un rifiuto come pericoloso si dovrà ricorrere al C.E.R., il catalogo europeo dei rifiuti. Tale codice si compone di sei cifre: le prime due si riferiscono al settore produttivo, le seconde individuano il ciclo produttivo all'interno del settore produttivo, le ultime due individuano il rifiuto. In base al codice riportato nell'Allegato D), un rifiuto che ha quel determinato codice è un rifiuto pericoloso a priori.
(Fonte : PROVINCIA TORINO)


RIFIUTI RADIOATTIVI
Materiali prodotti o utilizzati nell’impiego pacifico dell’energia nucleare (e per i quali non è previsto il riutilizzo), elementi di combustibile esclusi, che contengono, dall’origine o in seguito ad attivazione o contaminazione, sostanze radioattive. Non essendo stato trovato un processo pratico per l’eliminazione di tale radioattività, queste scorie vengono chiuse in recipienti ermetici e raccolte in aree riservate a questo scopo da accordi internazionali, che prevedono anche le condizioni di sicurezza per la deposizione.
(Fonte : GLOSS. ENI)


RIFIUTI RADIOATTIVI (condizionamento dei)
Processo effettuato con l’impiego di un agente solidificante, allo scopo di produrre un manufatto nel quale i radionuclidi siano inglobati in una matrice solida, in modo da limitarne la mobilità potenziale.
(Fonte : GLOSS. ENI)


RIFIUTI RADIOATTIVI (confinamento dei)
Segregazione dei radionuclidi dalla biosfera, con limitazione di un loro rilascio al di sotto di quantità e concentrazioni ritenute accettabili.
(Fonte : GLOSS. ENI)


RIFIUTI RADIOATTIVI (inglobamento dei)
Condizionamento di rifiuti radioattivi solidi, con la produzione di una matrice solida che avvolge i rifiuti stessi, riempiendo gli spazi liberi nel contenitore.
(Fonte : GLOSS. ENI)


RIFIUTI RADIOATTIVI (solidificazione dei)
Condizionamento di rifiuti radioattivi non solidi, con la produzione di una matrice solida nella quale sono miscelati e distribuiti i rifiuti stessi.
(Fonte : GLOSS. ENI)


RIFIUTI RADIOATTIVI (trattamento dei)
Complesso di operazioni che, mediante l’applicazione di processi fisici e/o chimici, modificano la forma fisica e/o la composizione chimica dei rifiuti radioattivi, con l’obiettivo principale di operare una riduzione di volume e/o di preparare i rifiuti stessi alla successiva fase di condizionamento, oppure di conferire al rifiuto trattato forma, assenza di liquidi liberi e compattezza tali, da poter essere inserito in un contenitore senza eseguirne il condizionamento, ove siano rispettati i pertinenti limiti di concentrazione dei radionuclidi contenuti.
(Fonte : GLOSS. ENI)


RIFIUTI SOLIDI E LIQUIDI
Attività tecnico scientifiche di prevenzione e controllo.
(Fonte : AGENDA 21)


RIFIUTI SOLIDI URBANI (RSU)
Vedi Rifiuti Urbani.
(Fonte : GLOSS. ENI)


RIFIUTI SPECIALI
Secondo il D. Lgs. n. 22. del 5.2.1997 sono rifiuti speciali: a) i rifiuti da attività agricole e agro-industriali; b) i rifiuti derivanti dalle attività di demolizione, costruzione, nonché i rifiuti pericolosi che derivano da attività di scarico; c) i rifiuti da lavorazioni industriali; d) i rifiuti da lavorazioni artigianali; e) i rifiuti da attività commerciali; f) i rifiuti da attività di servizio; g) i rifiuti derivanti dall’attività di recupero e smaltimento di rifiuti, i fanghi prodotti dalla potabilizzazione e da altri trattamenti delle acque e dalla depurazione delle acque reflue e da abbattimento dei fumi; h) i rifiuti derivanti da attività sanitarie; i) i macchinari e le apparecchiature deteriorati ed obsoleti; l) i veicoli a motore, rimorchi e simili fuori uso e loro parti.
(Fonte : PROVINCIA TORINO)


RIFIUTI SPECIALI (impianti di trattamento dei)
I sistemi di smaltimento dei rifiuti speciali non pericolosi e/o pericolosi, utilizzano per il trattamento le seguenti tecnologie: - tecnologie per il recupero dei materiali; - tecnologie per il pretrattamento dei rifiuti; - tecnologie per lo smaltimento definitivo dei rifiuti. Il trattamento, il recupero o la valorizzazione dei rifiuti speciali possono essere effettuati mediante processi chimici, fisici, biologici e/o termochimici. Per il recupero vengono impiegate tecnologie di rigenerazione degli oli usati (Olio lubrificante usato), di distillazione dei solventi esausti e di recupero di materiali riutilizzabili nei cicli produttivi. Oltre alla rigenerazione e al riciclaggio di materiali, è possibile anche il recupero di energia, mediante l’adozione di cicli termici, associati a forni di incenerimento dei rifiuti, in grado di produrre energia elettrica e/o termica. Il trattamento dei rifiuti speciali viene effettuato utilizzando appropriati impianti di detossificazione, inertizzazione, depurazione chimico-fisica e/o biologica, incenerimento e stoccaggio definitivo (discariche controllate).
(Fonte : GLOSS. ENI)


RIFIUTI SPECIALI ASSIMILABILI AGLI URBANI
Vedi RSA.
(Fonte : GLOSS. ENI)


RIFIUTI TOSSICO-NOCIVI
Questa tipologia di rifiuti non ha più valenza giuridica a seguito dell’abrogazione del D.P.R. n. 915/82 che l’aveva istituita. La qualificazione introdotta con il D. Lgs. n. 22/97 per tali rifiuti è quella di rifiuto pericoloso.
(Fonte : GLOSS. ENI)


RIFIUTI URBANI
Secondo il D. Lgs. n. 22/97 sono rifiuti urbani:1. rifiuti domestici, anche ingombranti, provenienti da locali e luoghi adibiti ad uso di civile abitazione; 2. rifiuti non pericolosi provenienti da locali e luoghi adibiti ad usi diversi da quelli di cui al punto precedente; 3. assimilati ai rifiuti urbani per qualità e quantità, ai sensi dell'art.21, comma 2, lett.g; 4. rifiuti provenienti dallo spazzamento delle strade; 5. rifiuti di qualunque natura o provenienza, giacenti sulle strade ed aree pubbliche o sulle strade ed aree private comunque soggette ad uso pubblico o sulle spiagge marittime e lacuali e sulle rive dei corsi d'acqua; 6. rifiuti vegetali provenienti da aree verdi, quali giardini, parchi ed aree cimiteriali; 7. rifiuti provenienti da esumazioni ed estumulazioni, nonché gli altri rifiuti provenienti da attività cimiteriale diversi da quelli indicati nei punti 2,3,4. 1. rifiuti domestici, anche ingombranti, provenienti da locali e luoghi adibiti ad uso di civile abitazione; 2. rifiuti non pericolosi provenienti da locali e luoghi adibiti ad usi diversi da quelli di cui al punto precedente; 3. assimilati ai rifiuti urbani per qualità e quantità, ai sensi dell'art.21, comma 2, lett.g; 4. rifiuti provenienti dallo spazzamento delle strade; 5. rifiuti di qualunque natura o provenienza, giacenti sulle strade ed aree pubbliche o sulle strade ed aree private comunque soggette ad uso pubblico o sulle spiagge marittime e lacuali e sulle rive dei corsi d'acqua; 6. rifiuti vegetali provenienti da aree verdi, quali giardini, parchi ed aree cimiteriali; 7. rifiuti provenienti da esumazioni ed estumulazioni, nonché gli altri rifiuti provenienti da attività cimiteriale diversi da quelli indicati nei punti 2,3,4.
(Fonte : ARPAV)


RIFIUTI URBANI RESIDUI
Vedi RUR.
(Fonte : ARPAV)


RIFIUTO
Qualsiasi sostanza od oggetto rientrante nelle categorie riportate nell'allegato A di cui il detentore si disfi o abbia deciso o abbia l'obbligo di disfarsi (D.Lgs. n.22/97) I rifiuti, in base all'origine, si distinguono in urbani e speciali: queste categorie a loro volta in base al grado di pericolosità si differenziano in pericolosi e non pericolosi (ex art. 7 D.Lgs. 22/97).
(Fonte : ARPAT; PROVINCIA DI TORINO)


RIFORESTAZIONE
Rimboschimento di aree sottoposte a deforestazione. La riforestazione su vastissima scala è considerata un mezzo per ricostituire il patrimonio forestale mondiale e per ridurre l'effetto serra.
(Fonte : ARPAV)


RIFORMULAZIONE DI CARBURANTI E COMBUSTIBILI
Modifica delle caratteristiche e della composizione (formula) dei prodotti petroliferi a fini ambientali. Negli Stati Uniti la legislazione ambientale ha imposto a partire dal 1°.1.1995 l’impiego di benzina riformulata nelle zone che presentano problemi di qualità dell’aria relativamente all’inquinamento da ozono.
(Fonte : GLOSS. ENI)


RIGENERAZIONE AMBIENTALE
intervento funzionale al recupero di ambiti naturali caratterizzati da una dinamica propria (operazione di riequilibrio ecosistemico ad esempio nella forestazione urbana).
(Fonte : STREAMS - TREVISIOL)


RILEGNO
Consorzio Nazionale per il recupero ed il Riciclaggio degli Imballaggi in Legno. Consorzio costituito dalle imprese produttrici di imballaggi in legno che ne abbiano l'obbligo ai sensi dell'Art. 38 commi 3 ed 8 del Decreto Legislativo 5 febbraio 1997 (Decreto Ronchi); risponde in generale all'esigenza di garantire, in conformità alla normativa vigente, la prevenzione della produzione della quantità, e della pericolosità dei rifiuti e la corretta gestione dei rifiuti, degli imballaggi e dei rifiuti di imballaggio.
(Fonte : CONAI)


RILEVAMENTO AUTOMATICO
lettura e registrazione dei dati provenienti dai sensori collegati alla stazione.
(Fonte : MANUALE QUALITA' RETI; ARPAV)


RILEVAMENTO PEDOLOGICO DI DETTAGLIO
Studio della natura e distribuzione dei suoli nel paesaggio tramite rilievo diretto, effettuato soprattutto in campagna.
(Fonte : ARPAV)


RILEVAMENTO PEDOLOGICO DI RICONOSCIMENTO
Studio della natura e distribuzione dei suoli nel paesaggio tramite riconoscimento diretto ed indiretto, cioè per mezzo dell'individuazione di relazioni tra i suoli ed altri elementi del paesaggio apprezzabili in fotointerpretazione e telerilevamento (vedi anche pattern).
(Fonte : ARPAV)


RILEVANZA
Importanza e significati degli effetti negativi sull'ambiente prodotti da un comportamento in atto o altra causa.
(Fonte : ARPAV)


RILIEVI FONOMETRICI
Sono delle sessioni di misurazione della potenza e dell’intensità' dell'onda sonora. Vengono effettuate in diverse locazioni, in modo da avere una visione completa della situazione, e per periodi più' o meno prolungati, in modo da poter analizzare la variazione nel tempo di tale situazione.
(Fonte : ARPAV)


RIMBOSCHIMENTO
Insieme di pratiche forestali relative al rinnovo del bosco, compiute per evitarne la graduale scomparsa e, in alcuni casi, per impedire i franamenti di terreni montani in ripido pendio e poveri di vegetazione. Il rimboschimento può avvenire per rinnovo naturale e in tal caso le stesse piante provvedono, dopo tagli e disboscamenti precedentemente effettuati, alla riproduzione. Il rinnovo artificiale è invece totalmente operato dall’uomo, per semina o per piantagione.
(Fonte : GLOSS. ENI)


RINATURALIZZAZIONE
Operazione di ripristino d’ambiti paesaggistici intervenuti dall’uomo, al loro stato originario. Significa più generalmente "aggiunta di caratteristiche di naturalità" e il termine può essere applicato anche a realtà non ecosistemiche (ad esempio il colore di un oggetto di legno).
(Fonte : ARPAV)


RINATURAZIONE (nature restoration / landscape ecology)
Incremento della quantità di natura presente su un dato territorio. Significa letteralmente "creazione di nuova natura", in siti ormai artificializzati.
(Fonte : STREAMS - TREVISIOL)


RINTRACCIABILITA'
Capacità di ricostruire la storia e di seguire l'utilizzo di un oggetto o di un'attività, mediante documentazione predisposta, la possibilità di seguire il percorso compiuto da un alimento, da un mangime, da un animale destinato alla produzione alimentare o da un ingrediente attraversando tutte le fasi della produzione e della distribuzione; “tutte le fasi della produzione e della distribuzione”, tutte le fasi a partire dalla produzione primaria di un alimento ivi inclusa, fino alla vendita o erogazione al consumatore finale ivi incluse e, ove pertinente ai fini della sicurezza alimentare, la produzione, la lavorazione e la distribuzione dei mangimi (Proposta del Parlamento europeo di Regolamento sulla legislazione alimentare).
(Fonte : UE)


RIPARIALE
Termine riferito a vegetazione e fauna viventi sulle rive di un corso d’acqua o di un lago.
(Fonte : GLOSS. ENI)


RIPASCIMENTO
Ricostituzione di spiagge, mediante sabbia o altro materiale litoide, apportato artificialmente nelle zone costiere.
(Fonte : GLOSS. ENI)


RIPOPOLAMENTO
In biologia è l’azione atta ad incrementare il numero degli esemplari di una specie in un territorio. Generalmente viene sospesa l’attività venatoria per un certo periodo di tempo o si introducono animali provenienti da altre zone o da allevamenti.
(Fonte : ARPAV)


RIPRISTINO AMBIENTALE
Ultima fase della realizzazione di un’opera, hanno l'obiettivo di riportare le aree interessate alle condizioni e destinazioni d'uso originarie, nel più breve tempo possibile. Fin dall'avvio del progetto, infatti, viene definita la strategia di ripristino finale. Vengono realizzati studi sulle caratteristiche dei terreni interessati e di quelli circostanti e sulla climatologia della zona. Vengono definite le modalità di rimboschimento e inerbimento secondo avanzate tecniche forestali. In molti casi il lavoro di ripristino consente non solo di riportare il territorio alle sue condizioni originarie, ma anche a migliorare e rendere più sicuro il suo assetto. Nel caso di forte pendenza ciò significa minimizzare le erosioni pluviali ed eoliche e aumentare la coesione superficiale; nel caso di terreni grossolani, aumentarne la fertilità e migliorarne la capacità di ritenzione idrica. La posa dei gasdotti, ad esempio, richiede interventi specifici di ripristino nelle diverse fasi del lavoro, dalla scelta del tracciato alla progettazione e alla costruzione.
(Fonte : GLOSS. ENI)


RIPRODUZIONE
Capacità degli esseri viventi di produrre nuovi esseri uguali a se stessi attraverso la trasmissione dei caratteri, assicurando la continuità della specie. La riproduzione è la caratteristica degli esseri viventi (piante, animali e microbi) che li distingue nettamente dal mondo inanimato. r. agamica – La riproduzione vegetativa o agamica (parola greca che vuol dire “senza nozze”)comporta la formazione di uno o più discendenti a partire da un unico genitore. È tipica di moltissime piante e numerosi animali. Per esempio, un ramo di pioppo piantato in piena terra può, in opportune condizioni, mettere radici riformando un nuovo individuo. Molti esseri unicellulari (alghe, funghi e batteri) si riproducono dividendo in due cellule più piccole l’unica cellula genitore che cessa praticamente di esistere come individuo. r. gamica o sessuale – Tipo di riproduzione più perfezionata presente in quasi tutti gli organismi. Intervengono due individui genitori che producono due differenti cellule specializzate dette gameti: gamete maschile o spermatozoo e gamete femminili o cellula uovo, più grossa e incapace di movimento. Alcuni organismi, detti ermafroditi, sono capaci di produrre entrambi i tipi di cellule. Durante la fecondazione lo spermatozoo penetra nella cellula uovo e i nuclei delle due si fondono insieme. Si ottiene così una nuova cellula uovo fecondata o zigote, che dividendosi darà origine a tutte le cellule del nuovo organismo.
(Fonte : A COME AMBIENTE - TOURING CLUB ITALIANO)


RIPROFILATURA DEL TERRENO
Riporto e sistemazione del terreno secondo la configurazione morfologica originaria di una data area, interessata dalla costruzione di un gasdotto. Tale operazione viene effettuata lungo la pista di lavoro, subito dopo la posa e il rinterro della condotta.
(Fonte : GLOSS. ENI)


RIQUALIFICAZIONE (upgrading/riabilitation)
Emerge in tutta la sua complessità in ambito urbano, periurbano o comunque fortemente antropizzato, specialmente quando diviene necessario destinare ad altra funzione aree industriali o vasti complessi infrastrutturali. Nelle aree cittadine si tratta di interventi ad alta valenza urbanistica e progettuale necessari per sostituire ad aree con funzioni produttive aree di servizi alla cittadinanza anche di tipo ecologico. Ad esempio con il contributo delle fitocenosi si può ridurre l’inquinamento acustico ed atmosferico. In campo agricolo un intervento esemplare è quello di eliminare i concimi chimici, pesticidi e fitofarmaci.
(Fonte : STREAMS - TREVISIOL)


RIRAFFINAZIONE
Processo di recupero, come materia prima, dell’olio usato, mediante trattamenti fisici e chimici, volti ad ottenere basi lubrificanti di qualità comparabile con quella di oli di primo impiego.
(Fonte : GLOSS. ENI)


RISANAMENTO (rehabilitation, vedi anche bonifica)
A differenza delle bonifiche del passato (volte a conquistare porzioni di spazio naturale per renderlo produttivo), il risanamento e la bonifica attuale intendono restituire alla natura porzioni di spazio contaminato dalla presenza umana per poter avviare nuovi cicli di territorializzazione sostenibili.
(Fonte : STREAMS - TREVISIOL)


RISCALDAMENTO DEL GLOBO
L'aumento della temperatura del pianeta provocato dalla presenza di gas ad effetto serra (vedi gas ad effetto serra).
(Fonte : ANPA)


RISCHIO
Probabilità, caratteristiche e modalità del verificarsi di un evento dannoso per la salute umana e per l’ambiente.
(Fonte : GLOSS. ENI)


RISCHIO (analisi del)
Processo costituito da tre componenti interconnesse, costituite dalla valutazione, gestione e comunicazione del rischio (Proposta del Parlamento europeo di regolamento sulla legislazione alimentare).
(Fonte : UE)


RISCHIO (comunicazione del)
Lo scambio interattivo, nell'intero arco del processo di analisi del rischio, di informazioni e pareri riguardanti gli elementi di pericolo e i rischi, i fattori connessi al rischio e la percezione del rischio, tra responsabili della valutazione del rischio, responsabili della gestione del rischio, consumatori, imprese alimentari e del settore dei mangimi, la comunità accademica e altri interessati, ivi compresi la spiegazione delle scoperte relative alla valutazione del rischio e il fondamento delle decisioni in tema di gestione del rischio (Proposta del Parlamento europeo di regolamento sulla legislazione alimentare).
(Fonte : UE)


RISCHIO (gestione del)
Processo, distinto dalla valutazione del rischio, consistente nell'esaminare alternative d'intervento consultando le parti interessate, tenendo conto della valutazione del rischio e di altri fattori pertinenti e, se necessario, compiendo adeguate scelte di prevenzione e di controllo (Proposta del Parlamento europeo di regolamento sulla legislazione alimentare).
(Fonte : UE)


RISCHIO (inondazione)
Temporanea ricopertura della superficie del suolo da parte di acqua di qualunque provenienza. Viene valutato sulla base della frequenza e sulla durata media di eventi passati.
(Fonte : ARPAV)


RISCHIO (valutazione del)
Processo su base scientifica costituito da quattro fasi: individuazione del pericolo, caratterizzazione del pericolo, valutazione dell'esposizione al pericolo e caratterizzazione del rischio (Proposta del Parlamento europeo di regolamento sulla legislazione alimentare).
(Fonte : UE)


RISCHIO AMBIENTALE
Per rischio ambientale si intende uno stato in cui sono presenti condizioni di pericolosità o di minaccia ipotetica verso l'ambiente e l'uomo. Nella stragrande maggioranza dei casi l'analisi dei rischio tende ad estromettere la dimensione percettiva dell'individuo che spesso è fondamentale. La maggior parte degli studi sul rischio adotta come principio base la formula per cui il rischio sarebbe uguale alla probabilità che un evento indesiderato avvenga in un certo arco temporale, definendo il rischio attraverso una funzione di tipo statistico. Probabilità del verificarsi di un danno ambientale moltiplicata per la grandezza del danno stesso. Nelle procedure di VIA esprime la possibilità che gli interventi dell'uomo superino un livello tale da provocare sensibili e spesso irreversibili fenomeni di inquinamento e di dissesto con alterazione degli equilibri preesistenti.
(Fonte : MINISTERO DELL'AMBIENTE)


RISCHIO IDROLOGICO
Il rischio idrogeologico, legato al fattore acqua (idro: pioggia e corsi d’acqua) e terra (geo: suolo, roccia, detriti), è determinato dalla probabilità del verificarsi di un evento catastrofico naturale come l’alluvione, la frana e la valanga, dannoso per l’ambiente e per l’uomo. Normalmente l’evento idrogeologico è la conseguenza di un fenomeno climatico (pioggia, neve, ecc.) di eccezionale portata e intensità che in particolari situazioni ambientali provoca dilavamento, trascinamento di roccia e fango con tracimazione di corsi d’acqua dei bacini idrici delle dighe e - al limite estremo - erosione e cedimento degli edifici, dei ponti, delle vie di comunicazione e delle infrastrutture.
(Fonte : ARPAV)


RISCHIO INDUSTRIALE
Il rischio industriale è legato alle attività degli stabilimenti produttivi che producono, utilizzano o immagazzinano sostanze pericolose. Il deposito di queste sostanze può avvenire non solo presso gli stessi stabilimenti (nei serbatoi, condotte, apparecchiature, ecc.) ma anche in altri luoghi come le banchine, i magazzini portuali e i depositi ferroviari. La sostanze pericolose comprendono: sostanze tossiche che provocano effetti avversi sull'organismo umano quando sono inalate, ingerite o assorbite per via cutanea; sostanze infiammabili, esplosive e comburenti e sostanze pericolose per l’ambiente in quanto in grado danneggiare gli ecosistemi naturali e compromettere la sopravvivenza della flora e della fauna. Gli impianti produttivi che utilizzano queste sostanze sono definiti dalla normativa “impianti a rischio rilevante” e sono sottoposti a particolari disposizioni.
(Fonte : ARPAV)


RISERVA BIOGENETICA
Riserva volta principalmente alla tutela di aree prioritarie per la tutela del patrimonio genetico delle specie animali e vegetali presenti.
(Fonte : ARPAV)


RISERVA DI POPOLAMENTO ANIMALE
Riserva gestita prioritariamente a beneficio delle emergenze faunistiche in esse presenti. Questo tipo di riserva ospita specie animali di estremo valore non soltanto a livello nazionale, ma in alcuni casi mondiale.
(Fonte : ARPAV)


RISERVA IDRICA
Corpo idrico naturale o artificiale, utilizzato per immagazzinare, regolarizzare e controllare le risorse idriche.
(Fonte : GLOSS. ENI)


RISERVA INTEGRALE
Zona, in genere delimitata e protetta da particolari disposizioni, per la conservazione delle specie vegetali e animali che vi dimorano.
(Fonte : GLOSS. ENI)


RISERVA NATURALE
Zona in genere delimitata e protetta da particolari disposizioni per la conservazione di alcune specie vegetali ed animali che vi dimorano. Fanno parte delle aree protette e sono costituite da aree terrestri, lacuali o marine che contengono una o più specie naturalisticamente rilevanti della flora e della fauna, o presentano uno o più ecosistemi importanti per le diversità biologiche o per la conservazione delle risorse genetiche (legge 6/12/1991, n. 394).
(Fonte : GLOSS. ENI; PROVINCIA DI TORINO)


RISERVA ORIENTATA
Riserva nella quale l'indirizzo gestionale è volto ad una fruizione controllata e proporzionata alle caratteristiche ambientali del territorio. In tale riserva vengono messe in atto strategie di gestione finalizzate non solo alla conservazione, ma anche allo sviluppo delle piene potenzialità naturalistiche del territorio. Inoltre vi sono promossi programmi di educazione naturalistica per favorire forme di turismo compatibile più rispettose e consapevoli nei confronti dell'ambiente.
(Fonte : ARPAV)


RISONANZA MAGNETICA
Assorbimento o emissione di energia elettromagnetica da parte dei nuclei posti in un campo magnetico statico, in seguito all'eccitazione dovuta ad un opportuno campo magnetico a radiofrequenza.
(Fonte : GLOSS. RADIAZIONI)


RISORGIVA (o fontanile)
Emergenza della falda freatica che avviene al contatto fra l'alta e la bassa pianura a causa delle differenze di permeabilità fra i sedimenti ghiaioso-sabbiosi, altamente permeabili, della prima e quelli sabbioso-limoso-argillosi, poco permeabili, della seconda.
(Fonte : ARPAV)


RISORSA
Persone, professionalità, cultura, ambiente sociale, attrezzature, fondi, ecc. a disposizione o attivabili per il raggiungimento di un obiettivo.
(Fonte : ARPAV)


RISORSA AMBIENTALE
Una delle componenti ambientali alle quali è attribuito un valore ambientale, ai fini dell'economia del territorio.
(Fonte : GLOSS. GALGANO & ASSOCIATI)


RISORSA IDRICA
Per risorse idriche si intendono le quantità di acqua dolce presenti sul suolo e nel sottosuolo in una determinata zona durante un periodo prefissato e classificate come naturali, potenziali (teoricamente disponibili) e utilizzabili (realmente disponibili).
(Fonte : STREAMS - TREVISIOL)


RISORSE NON RINNOVABILI
Risorse del patrimonio naturale il cui utilizzo ed impiego è limitato nel tempo a causa della loro irriproducibilità (es. le risorse minerarie). Vengono dette anche risorse esauribili.
(Fonte : ARPAT)


RISORSE RINNOVABILI
Risorse del patrimonio naturale che hanno la capacità di riprodursi e rinnovarsi.
(Fonte : ARPAT)


RISPARMIO ENERGETICO
Uno dei sistemi, insieme alla razionalizzazione e all'utilizzo di fonti alternative, per stabilizzare il costo energetico. Risparmiare è una soluzione che, non richiede alcuno sforzo attivo, ma solo un adeguamento passivo ad una situazione di scarsità ovvero una modifica dei comportamento dei, consumatori in modo da ottenere lo stesso servizio con un minore uso di energia. La razionalizzazione energetica, invece, richiede innovazione e proiezione nel futuro verso tecnologie energetiche più efficienti. Anche l'utilizzo di fonti alternative non fossili può far parte di una razionalizzazione del sistema energetico. I tre sistemi rispondono sia a motivazioni economiche sia ambientali. Da questo secondo punto di vista lo scopo è ridurre gli impatti relativi alla produzione, trasporto e utilizzo dell'energia. L'obiettivo resta quello di coniugare sviluppo e ambiente.
(Fonte : MINISTERO DELL'AMBIENTE)


RISULTANZE DI AUDIT
Risultati della valutazione delle evidenze oggettive di audit raccolte in confronto ai criteri di audit concordati (ISO 14010).
(Fonte : ARPAC)


RISULTATO EDUCATIVO
Modifica positiva del comportamento scorretto determinato dall’azione educativa.
(Fonte : ARPAV)


RITHRON
Parte intermedia dei corsi d’acqua, che corrisponde alla zona di trote e temoli cioè al tratto salmonilico, ove è presente un’alta diversificazione dei generi benthonici anche se non molto numerosi, adattati alla corrente ed esigenti di acque fresche e ben ossigenate.
(Fonte : ANPA)


RITMIBIOLOGICI
Il succedersi regolare e periodico di alcuni fenomeni fisiologici riscontrabile ai più- differenti livelli di organizzazione della materia vivente.
(Fonte : BIBLIOTECA DI DOCUMENTAZIONE PEDAGOGICA - FIRENZE)


RIUSO
Il riuso rappresenta una delle forme di valorizzazione del rifiuto. Consente di utilizzare un bene (altrimenti destinato ad essere trasformato in rifiuto) nella sua forma originaria.
(Fonte : ARPAC)


RIVA
In senso lato, linea di confine tra acqua e terra. Ai fini dell’IFF, invece, si intende la fascia in margine esterno al greto. Quasi sinonimo di sponda. Fascia immediatamente fuori dall’alveo di morbida, posta a confine con la fascia perifluviale.
(Fonte : ANPA)


RIVESTIMENTO
Si parla di rivestimento quando un tratto più o meno lungo di alveo viene rivestito (fondo e/o sponde). Solitamente i rivestimenti sono realizzati in massi ciclopici, in massi cementizi o in calcestruzzi. Possono essere finalizzati a proteggere l’alveo dall’erosione o a ridurre l’attrito e ad accelerare la velocità della corrente (in corrispondenza di strozzature idrauliche, es. ponti con luce stretta) o ad assolvere entrambe le funzioni. Quando il rivestimento interessa solo il fondo dell’alveo si parla di plateazioni, mentre la forma estrema di rivestimento è il cunettone in calcestruzzo, a sezione parabolica. Oltre a presentare anche controindicazioni di tipo idraulico, tutte le forme di rivestimento dell’alveo presentano un impatto ambientale rilevante.
(Fonte : ANPA)


RIVITALIZZAZIONE (revitalisation/regeneration)
Ripresa degli equilibri ecosistemici realizzando l’obiettivo di passare da azioni puntuali di disinquinamento e salvaguardia ad azioni diffuse sui sistemi ambientali.
(Fonte : STREAMS - TREVISIOL)


RIZOIDI
Elementi cellulari solitamente allungati e filiformi che, nei muschi e nelle epatiche, sono assimilabili alle vere radici (che ritroviamo nelle piante superiori) e che svolgono le funzioni di ancoraggio e assorbimento dei nutrienti dal substrato.
(Fonte : ANPA)


RIZOMA
Fusto sotterraneo di solito a sviluppo più o meno orizzontale.
(Fonte : ANPA)


ROCCIA
Aggregato naturale di minerali che forma un corpo geologico ben individuabile. Le rocce possono essere costituite da più specie minerali, o da un solo tipo, come per esempio un ammasso di gesso o di salgemma. Nel loro insieme costituiscono la litosfera terrestre. r. magmatica – Deriva dal consolidamento di un magma che ha avuto luogo, sia all’interno della litosfera (rocce intrusive) sia sulla superficie terrestre (rocce effusive). r. metamorfica – Deriva dalla trasformazione di rocce magmatiche e sedimentarie all’interno della crosta terrestre per variazioni di temperatura e di pressione. r. sedimentaria – Dovuta al deposito di materiali organici e inorganici e al loro successivo compattamento. Si forma, per esempio, per l’azione di corsi d’acqua e di venti. Le rocce terrestri subiscono in effetti un vero e proprio ciclo di trasformazione. I materiali disgregati dai processi di erosione sono trasportati e depositati sui fondali marini e dal loro accumulo si formano le rocce sedimentarie. Queste sono sottoposte ad un lento sprofondamento, tipico dei fondali marini, e sono modificate dalle pressioni e dalle temperature che si incontrano all’interno della crosta terrestre. Quando lo sprofondamento continua, si giunge alla fusione completa delle rocce dovuta alla elevatissime temperature e pressioni. Il magma anatettico che così si forma può risalire vicino alla superficie terrestre e solidificare al suo interno formando le rocce intrusive, oppure grazie a spaccature che si verificano nella crosta, tra cui si possono annoverare i vulcani, può emergere alla superficie e formare in questo modo le rocce effusive.
(Fonte : A COME AMBIENTE - TOURING CLUB ITALIANO)


RSA
Tipologia di rifiuti di origine commerciale e/o industriale, assimilabili ai rifiuti urbani, per qualità e quantità, ai sensi dell’art. 21, comma 2, lettera g) del D. Lgs. 5.2.97, n. 22. In pratica sono rifiuti speciali assimilabili (RSA) agli urbani quei rifiuti provenienti da mercati ortofrutticoli, da mense aziendali, da strutture sanitarie (mense e reparti non infettivi), da supermercati e grande distribuzione (residui da imballaggi e scarti vari) e da alcune lavorazioni industriali, quali cascami e residui tessili, scarti di pulper di cartiera, plastiche e teli d’imballaggio, ecc.. Inoltre con l'acronimo RSA si indica anche la Relazione sullo Stato dell'Ambiente.
(Fonte : GLOSS. ENI)


RSU
Rifiuti Solidi Urbani.
(Fonte : GLOSS. ENI)


RU
Rifiuti urbani.
(Fonte : GLOSS. META S.p.A. Modena)


RUMORE
Dal punto di vista fisico un rumore, o più generalmente un suono, viene generato dalla vibrazione di un corpo che viene trasmessa nell'aria sotto forma di onde di compressione e di rarefazione. Il fenomeno è simile a quanto si osserva quando si getta un sasso nell'acqua di uno stagno e si vedono delle onde circolari concentriche che si allontanano dal punto in cui il sasso è caduto: così dalla sorgente sonora si propagano nel mezzo circostante le onde che verranno percepite dall’orecchio. Le caratteristiche fisiche più rilevanti del rumore sono: - l’intensità sonora (vale a dire la massima ampiezza dell’oscillazione dell’onda) che ci fa percepire un suono come forte o debole. Si misura in decibel (dB), che è una unità di misura logaritmica; - la frequenza, che indica il numero delle oscillazioni dell’onda sonora in un secondo. Le frequenze alte ci fanno percepire un suono come acuto, le basse come grave; la frequenza si misura in Hertz (Hz). Le onde sonore, quando giungono all'orecchio, esercitano una pressione sul timpano, che vibra come il corpo che ha generato il suono. Le oscillazioni del timpano mettono in moto una catena di ossicini (martello, incudine e staffa) che trasmettono le vibrazioni all'orecchio interno, dove particolari cellule fornite di ciglia funzionano da microfono e trasformano le vibrazioni in impulsi elettrici che vengono inviati come segnali nervosi al cervello, dove sono analizzati, riconosciuti e interpretati. L'orecchio umano ha una sensibilità molto estesa ed è in grado di percepire e distinguere suoni di frequenza compresa fra i 20 ed i 20.000 Hz. L'orecchio è particolarmente sensibile alle frequenze comprese tra 500 e 4000 Hz, che sono quelle proprie della voce umana. Con l'età la sensibilità alle alte frequenze (dai 4000 Hz in su) diminuisce progressivamente.
(Fonte : ARPAV)


RUOLO ECOLOGICO
Funzione svolta da un organismo animale/vegetale nell’ecosistema che lo ospita.
(Fonte : ARPAV)


RUP
Rifiuti urbani pericolosi.
(Fonte : GLOSS. META S.p.A. Modena)


RUPA
Rete Unitaria della Pubblica Amministrazione.
(Fonte : ANPA)


RUR
Rifiuto Urbano Residuo. Rifiuto urbano indifferenziato a basso tasso di umidità, che rimane dopo aver attivato la raccolta separata del rifiuto organico e dei materiali riciclabili.
(Fonte : ARPAV)