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La ricchezza delle risorse naturali,
la varietà dei siti storico-culturali, il radicamento
delle tradizioni e dei valori, tutti fattori della funzione
della produzione turistica, fanno ritenere che le attività
connesse al turismo rappresentino la frontiera potenziale
dello sviluppo della Comunità montana. Questa opinione
è certamente condivisibile se si sposasse alla convinzione
che le possibilità di crescita di un sistema socio-economico
dipendono non solo dalla disponibilità di risorse naturali,
culturali, umane e finanziarie, ma anche dalla capacità
di mettere insieme tali risorse al servizio dello sviluppo
locale secondo criteri di efficienza e, data la particolarità
ambientale dell’area, di sostenibilità.
Se deve rispettare tali aspettative, il turismo
diventa un settore più complesso di altri comparti
produttivi sia nell’impostazione programmatica che nell’attuazione
pratica degli interventi, a causa delle sue interdipendenze
settoriali a monte ed a valle che ne rendono ardua la stima
dei riflessi socio-economici diretti ed indiretti. Esso, peraltro,
non può prescindere dalla considerazione del quadro
economico e dall’andamento dei flussi turistici e delle relative
tendenze evolutive in atto alla scala internazionale, nazionale
e regionale.
Le ragioni che giustificano l’importanza
assegnata al settore turistico per lo sviluppo socio-economico
locale sono:
- l’impatto della spesa turistica, le cui ricadute non sono
circoscritte ai soli settori produttivi di beni e servizi
direttamente acquistati dai turisti, ma si estendono ad
una pluralità di attività economiche (edilizia,
arredamento, intermediazione immobiliare, assicurazioni,
sanità, ecc.) e, quindi, tendono a diversificare
le produzioni e a moltiplicare le relazioni;
- il valore -alquanto elevato- del moltiplicatore della
spesa turistica (contraddistinta da un forte impatto macroeconomico);
- l’intensità di manodopera dei processi di produzione
dei beni e servizi direttamente acquistati (l’industria
turistica può dunque contribuire ad una sensibile
riduzione del tasso di disoccupazione);
- la qualità della domanda di lavoro espressa dal
settore turistico, che continua a dirigersi verso qualifiche
medio-basse e verso una certa offerta di lavoro intellettuale,
nonostante l’emergere di una componente a elevato contenuto
tecnico e professionale (quindi verso i due segmenti in
cui si concentra il principale bacino di inoccupati).
Tuttavia, l’effettivo dispiegarsi dei suddetti
effetti richiede la preventiva disponibilità di fattori
aggiuntivi, alcuni dei quali sono tipici della produzione
turistica, come parte delle componenti dell’offerta che devono
precedere la domanda, altri esulano dalle attività
turistiche vere e proprie e rispondono a fabbisogni più
ampi dei residenti prima che degli ospiti. Si tratta delle
infrastrutture di trasporto e ambientali, delle reti informative,
delle capacità umane, che costituiscono i veri punti
di debolezza del sistema territoriale amministrato dalla Comunità
montana.
Dapprima analizziamo in dettaglio la quantità
e la qualità dei fattori disponibili per individuare,
poi, le lacune esistenti.
1.8.1 L’offerta turistico-culturale L’offerta turistico-culturale della
Comunità montana può contare su varie tipologie
di emergenze storiche, monumentali e naturali, considerate
sia singolarmente che organizzate in circuiti culturali o
in itinerari turistici. In particolare nell’area comunitaria
sono operativi musei differenziati per temi e tipologie di
reperti ospitati, vi è localizzato un ricco patrimonio
di Cattedrali, chiese e santuari, castelli e palazzi di pregio
architettonico e di valore storico e numerosi altri beni costruiti
nel corso dei secoli per attrezzare la posizione strategica
degli abitati, posti a controllo dell’accessibilità
da un versante all’altro dell’Italia meridionale. Infatti
l’area di studio è stata per secoli la porta di accesso
dalle alture alla pianura, attraverso la fitta rete di tratturi
di alta collina, e da Roma ai porti della costa adriatica
dell’alta Puglia, attraverso i percorsi vallivi che connettevano
la viabilità locale con la Via Traiana.
Gli insediamenti ed i siti rinvenuti nel
territorio dell’antica Daunia sono numerosi e di varia epoca.
Alcuni di essi sono di età preromanica e risultano
documentati da rari materiali di metallo o di ceramica, probabilmente
provenienti da tombe dimostrative della presenza di piccoli
nuclei rurali; altri, più numerosi, si riferiscono
ad insediamenti di età romana.
Le tante vicende storiche che hanno segnato
la Puglia hanno coinvolto profondamente anche il territorio
della Comunità montana, lasciando tracce evidenti negli
assetti urbani e rurali, economici e sociali delle comunità
locali, così come nelle costruzioni e nell’oggettistica,
negli usi e nelle tradizioni artistiche e culturali. I castelli
presenti nell’area risalgono in prevalenza all’epoca sveva,
sebbene siano evidenti i rimaneggiamenti e le giustapposizioni
degli Angioini, mentre restano poche testimonianze del periodo
bizantino e normanno, del quale residuano solo ruderi. Allo
stesso modo le chiese più belle e meglio conservate
risalgono alla dominazione sveva della Puglia, nel corso della
quale si affermò lo stile romanico, sotto forma della
variante romanico-pugliese.
Ma le testimonianze della storia e della
cultura suscettibili di utilizzazione turistica e di valorizzazione
economica non si limitano solo ai castelli ed alle chiese.
Il territorio, sia nei centri storici che nelle campagne,
conserva diffuse e spesso abbandonate emergenze storico-culturali
che, nonostante la diversa origine sia temporale che culturale,
presentano caratteri omogenei tali da consentire la configurazione
di circuiti tematici, riferiti a>
- Musei ed Aree Archeologiche.
- Castelli e palazzi nobiliari
- Santuari, Chiese e Conventi.
Queste sono le tipologie di beni architettonici
e culturali che troviamo con maggiore frequenza sul territorio,
ma ad esse si aggiungono altri elementi peculiari che potrebbero
essere opportunamente valorizzati quali, ad esempio, le fontane
che hanno conservato la struttura originaria, i ponti romani
posti lungo le antiche vie di comunicazione, i borghi rurali
che ancora conservano identità e funzioni originarie,
i centri storici nel loro insieme, e una grande quantità
di ruderi di chiese, masserie, castelli e torri sparse nelle
campagne. Ciascuna delle tipologie indicate presenta almeno
una testimonianza che, per bellezza e valore intrinseco, stato
di conservazione, unicità rappresenta un esempio di
eccellenza: tra le cattedrali, quella di Troia; tra i castelli
e i palazzi patrizi, il Palazzo Ducale di Ascoli Satriano
e il Castello normanno di Deliceto; tra i musei e le aree
archeologiche quelli di Ascoli Satriano e il museo di Troia,
tutti beni che, a giusto titolo, possono essere connessi in
reti non solo locali e regionali, ma confluire in circuiti
nazionali appoggiandosi ad emergenze-leader presenti nella
stessa provincia o a breve distanza, come il sito cultuale
di San Giovanni Rotondo per il turismo religioso, il Castello
di Lucera per la domanda turistico-culturale, l’area archeologica
di Canne della Battaglia e la città di Canosa, tra
le aree archeologiche e i musei.
Circuito dei musei e tipologie dei beni
repertoriati
| COMUNI |
Denominazione |
Tipologie
dei reperti |
| ACCADIA |
Museo
civico |
Materiale
archeologico di epoca medievale, moderna e reperti della
civiltà contadina. |
| ASCOLI
SATRIANO |
Museo
civico |
Materiale
archeologico, materiale di epoca dauna (VIII–III sec
a. C.) e romana |
| BOVINO |
Museo
diocesano
|
Tesoro
della Cattedrale: terni, pianete, mitre, messali, oggetti
in oro e argento. |
| Museo
civico |
Stele
antropomorfe del V secolo a. C., reperti dell’eneolitico
e neolitico, dell’età romana, del XVIII e XIX
sec. |
| CANDELA |
Museo
etnografico |
Reperti
della civiltà contadina |
| FAETO |
Museo
civiltà contadina |
Reperti
della civiltà contadina |
| ORSARA |
Museo
civico |
Materiale
archeologico vario, stemmi gentilizi, attrezzature per
le attività artigianali e del mondo contadino,
monete antiche. |
| TROIA |
Museo
civico
|
Reperti
archeologici tra cui ceramiche, pietre miliari, stemmi
gentilizi e sculture. Sezione dedicata all’arte moderna. |
| Museo
diocesano |
Tesoro
della Cattedrale: codici antichi, diplomi, pergamene,
tra cui tre Exultet del XII e XIII sec., paramenti
e arredi sacri, statue d’argento dei Santi Protettori.
|
Soffermandosi sulle singole tipologie di
beni, merita sottolineare che nella Comunità montana
sono in esercizio 9 musei che hanno sede in sette Comuni,
vale a dire che quasi la metà di questi possiede un
museo. Come si è detto, la qualità dei reperti
conservati e la varietà dei temi rappresentati sono
in grado di configurare una rete museale locale, ma anche
di accedere a reti regionali e nazionali facendo premio su
siti archeologici e museali di rango certamente non locale.
Tuttavia, come in quasi tutto il meridione, si tratta sempre
di musei contenenti elementi archeologici, d’arte o di oggetti
sacri e della civiltà contadina e mai di musei naturalistici,
che contengano reperti del patrimonio naturale. Grazie alla
loro presenza sono stati comunque sottratti all’incuria ed
ai furti elementi del patrimonio culturale e storico di questo
territorio, anche se si tratta di una piccola parte.
Di questi musei 5 sono civici a gestione
comunale, 2 sono diocesani e sono anche quelli meglio tenuti,
2 sono gestiti da associazioni culturali o di volontariato.
Nonostante la ricchezza e, talvolta, l’altissimo
valore immateriale e materiale dei reperti e degli oggetti
conservati, l’apertura di tali musei avviene spesso su appuntamento,
per cui risultano poco fruibili al turista occasionale, ma
anche poco adatti a far parte di circuiti permanenti.
Tra i circuiti interni "complementari"
ad analoghi circuiti esterni quello dei castelli e dei palazzi
patrizi interessa quasi tutti i Comuni dell’area della Daunia
meridionale. Si alternano castelli bizantini e normanni, svevi
ed angioini, datati dall’anno 1000 al 1400, ma con prevalenza
di testimonianze del periodo svevo, spesso rimaneggiati nel
periodo successivo dagli Angioini. Poche sono le testimonianze
del periodo bizantino e normanno del quale restano solo dei
ruderi, fatta eccezione per il castello di Deliceto.
Qui di seguito sono indicati i caratteri
identificativi dei castelli e dei palazzi, ritenuti di maggior
interesse turistico.
Dal prospetto si evince che lo stato di conservazione
dei castelli e dei palazzi nobiliari è accettabile
per una fruibilità turistica. In alcuni casi (Candela,
Bovino) vi è stata apportata una variazione di destinazione
d’uso che, se da una parte rende attivo e vitale il bene monumentale,
dall’altra ne impedisce la piena fruibilità ai visitatori;
condizione che va valutata in prospettiva della formalizzazione
di un circuito tipologico, almeno nel caso di proprietà
pubblica del bene.
Altrettanto ricco è il patrimonio
monumentale di origine e destinazione religiosa, che si compone
di santuari, chiese e conventi quasi tutti aperti al culto,
anche perché ancora oggi vi si svolgono i riti religiosi
tradizionali e popolari, rimasti quasi del tutto immutati
nel tempo -dai riti della Settimana Santa alle feste patronali-
che rappresentano rari momenti di aggregazione e di recupero
della memoria che coinvolgono anche le generazioni più
giovani e inducono gli emigrati a ritornare ai luoghi di origine.
Nei due secoli che furono i più prosperi
per la Puglia, il XII ed il XIII, la regione si arricchì
di opere d’arte, soprattutto chiese, in uno stile architettonico
che rimane senz’altro uno dei più eleganti ed austeri,
il romanico, che fiorì nel periodo normanno e continuò
fino alla fine del dominio svevo in Puglia. Le chiese realizzate
con tale stile non si contano e sono sicuramente tra le più
belle che si possano ancor oggi ammirare.
Il romanico in Puglia trovò un’espressione
altissima che portò ad uno stile unico ed inconfondibile,
il romanico-pugliese, che includeva elementi presi da altre
culture, come quella bizantina, normanna e araba, avendo cura
di non sopprimere le tracce degli stili pregressi. Nel territorio
in esame, elementi forti di questa tipologia monumentale sono
la Cattedrale di Troia, il Duomo di Bovino e la Chiesa Matrice
di Sant’Agata, in grado di costituire i punti nodali di un
circuito interno, ma anche di fungere da appoggio ai circuiti
del turismo religioso nazionale e internazionale.
Cattedrali Chiese, Conventi e Santuari
| COMUNI/DENOMINAZIONE |
EPOCA/STILE |
ELEMENTI
PARTICOLARI |
| ACCADIA |
|
|
| Santuario
Madonna del Carmine |
XX sec./Moderno |
Cappella
dell’Apparizione |
| Cappella di
S. Maria dei Teutoni |
XI Sec./Romanico-pugliese |
Resti della
mansio ad Matrem Magnam. Chiesa-ostello
dei Teutonici. Cippo con iscrizione latina |
| ANZANO DI
PUGLIA |
|
|
| Santuario
S. Maria in Silice |
XIX sec./Neoclassico |
Pellegrinaggi
da Baronia e Subappennino. |
| ASCOLI SATRIANO |
|
|
| Monastero
di S. Pietro |
XIV sec./Medievale
|
Abbandonato |
| Chiesa S.
Maria della Misericordia |
XIV sec./Medievale |
|
| Monastero
di S. Maria del Popolo |
XVI sec./Barocco
|
Tenuto
dagli Eremitani |
| Monastero
benedettino |
IX sec./Conventuale
|
|
| Convento Frati
Minori Conventuali |
XIII sec./Conventuale |
Ex-Episcopio |
| Cattedrale
Maria SS. della Natività |
XII sec./Romanico.
|
|
| Convento-Chiesa
di S. Potito |
Sec. XVII/Barocco
(Chiesa) |
Biblioteca
ora comunale. Coro ligneo |
| BOVINO |
|
|
| Santuario
S. Maria di Valleverde |
XX
sec./Moderno |
Statua della
Madonna |
| Duomo |
IX-XII sec./Romanico-pugliese |
Monumento
nazionale, coro ligneo XVII sec |
| Chiesa di
S. Pietro |
XI sec./Romanico-pugliese |
Fonte
battesimale. Tela della Crocifissione (scuola del Caravaggio
o Napoletana) |
| Chiesa del
SS Rosario |
XIII sec./Gotico |
|
| Chiesa di
S. Francesco |
XV sec./Conventuale |
Chiostro
con portico ad archi e pilastri in pietra lavorata |
| Chiesa della
SS Annunziata |
XV sec./Ricostruita
XIX sec./Neoclassico |
|
| Chiesa del
Carmine |
XIX sec./Neoclassico
(parte) |
Campanile
di stile neoclassico a due piani con parate e colonne
angolari |
| Chiesa dei
Morti |
XVII sec./Neoclassico |
Cripta.
Tele dell’epoca di costruzione |
| Chiesa dei
Norticelli |
XVIII sec./Neoclassico |
Timpano
triangolare a quattro semicolonne |
| Chiesa dei
Cappuccini |
XVII sec./Conventuale |
Tabernacolo
ligneo a tempietto. Chiostro |
I santuari e le cattedrali della Daunia meridionale,
come quelli citati, possiedono tutti i titoli per entrare
nel più ampio circuito dei santuari esistenti nel circondario,
che sono meta ordinaria dei pellegrinaggi religiosi, come
il Santuario di Padre Pio (S, Giovanni Rotondo), il Santuario
di S. Michele Arcangelo (Monte Sant’Angelo) ed il Santuario
di S. Matteo (S. Marco in Lamis). Questi sono molto noti sia
su scala nazionale che internazionale e potrebbero fungere
da catalizzatori del turismo religioso, qualora si adottassero
adeguate misure di coinvolgimento e di promozione.
I Santuari presenti nel comprensorio comunitario
sono prevalentemente di costruzione recente, salvo quello
cinquecentesco della SS. Annunziata a Rocchetta Sant’Antonio,
di pregevole fattura barocca. In questo caso, però,
la capacità attrattiva deriva non tanto dal valore
monumentale, quanto dal valore cultuale dei siti; sotto questo
aspetto, il più noto dei Santuari locali è quello
di S. Maria di Valleverde, localizzato nei pressi di Bovino.
Cattedrali Chiese, Conventi e Santuari
| COMUNI/DENOMINAZIONE |
EPOCA/STILE |
ELEMENTI
PARTICOLARI |
| CANDELA |
|
|
| Chiesa madre |
XVI sec./Rinascimentale |
Coro
ligneo e fonte battesimale del ‘600 |
| Chiesa di
S. Tommaso |
X sec./Romanico-pugliese |
Affreschi
da restaurare |
| Chiesa del
Purgatorio |
XVII sec./Barocco |
|
| CASTELLUCCIO
VALMAG.RE |
|
|
| Chiesa parrocchiale |
XVIII–XIX
sec./Rinascimentale |
|
| DELICETO |
|
|
| Collegiata
del SS Salvatore |
XVIII sec./Barocco |
Reliquiario.
Tele del ‘600 |
| Chiesa di
S. Maria dell’Olmitello |
XVIII sec./Rinascimentale |
|
| Chiesa di
S. Pietro |
V-VIII sec./Romanico |
|
| Convento della
Consolazione |
XVI sec./Conventuale |
|
| MONTELEONE
DI PUGLIA |
|
|
| Chiesa di
S. Rocco (in campagna) |
XV sec./Rupestre |
Si
trova nel punto di inizio del Tratturo Regio |
| ORSARA DI
PUGLIA |
|
|
| Santuario
di S. Michele Arcangelo |
XX
sec./Moderno |
Statua
del Santo |
| Chiesa
Madre |
XX
sec./Moderno |
Crocifisso
ligneo di antica fattura |
| Abbazia
dell’Angelo |
IX
sec./Nucleo protoromanico |
Fondata
dai Monaci Basiliani |
| PANNI |
|
|
| Chiesa
madre |
XIX
sec./Neoclassico |
Statua
in marmo di S. Maria di Loreto, reliquia di S. Costanzo,
resti del battistero |
| Chiesa
del Purgatorio |
XIX
sec./Neoclassico |
Bella
facciata in pietra |
| Chiesa
dell’Annunziata |
XIX
sec./Neoclassico |
|
| Chiesa/Convento
della Madonna
del Bosco |
XVII
sec./Conventuale |
|
| Chiesa
di S. Vito |
XIX
sec./Neoclassico |
|
| Chiesa
del Calvario |
XIX
sec./Neoclassico |
|
| ROCCHETTA
SANT’ANTONIO |
|
|
| Santuario
Madonna del Pozzo |
XX
sec./Moderno |
Chiesetta
originaria XVIII sec. |
| Santuario
SS. Annunziata |
XVI
se./Barocco |
Resti
convento benedettino |
| Chiesa
parrocchiale |
XVIII
sec./Barocco. |
Maestosa
facciata e coro ligneo in noce nera del 1790 |
| SANT’AGATA
DI PUGLIA |
|
|
| Chiesa
Matrice di San Nicola |
XVI
sec./Barocco |
Presepio
in pietra dipinta, portale in bronzo, cripta. Battistero
e pulpito del ‘700 |
| Chiesa
di Sant’Angelo |
XV
sec./Tardo romanico |
Trittico
attribuito a scuola Beato Angelico |
| Convento-ospizio
di S. Antonio |
XIV
sec./Conventuale |
Chiesa
in stile gotico |
| Chiesa
di Sant’Andrea |
XVII
sec./Barocco |
Crocifisso
ligneo del 1700 |
| TROIA |
|
|
| Cattedrale |
XII
sec./Romanico-pugliese |
Rosone,
portale, pulpito. Tesoro cattedrale. |
| Chiesa
di S. Basilio |
X
sec./Protoromanico |
|
| Chiesa
di S. Francesco |
XVIII
sec./Barocco |
|
| Chiesa
di S. Giovanni al Mercato |
XVIII
sec./Barocco |
|
Oltre ai monumenti religiosi di maggiore attrattività,
il territorio della Comunità montana. è ricchissimo
di chiese piccole o grandi, comunque, pregevoli perché
custodi di piccoli capolavori purtroppo sconosciuti ai più,
che andrebbero restaurati e fatti conoscere: cori lignei,
tele, crocifissi, oltre a tesori dell’arte sacra in oro. |